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Olio extra vergine, filiera unita per premiare l’alta qualità

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Accordo tra olivicoltori, frantoiani, industrie e commercianti per garantire maggiori guadagni a chi produce olio con le migliori proprietà chimiche ed organolettiche

di Redazione

Un “accordo storico”, raggiunto dopo mesi di trattative, tra tutti i protagonisti della filiera dell’olio extra vergine. Olivicoltori, frantoiani, industrie e commercianti insieme per rilanciare il mercato dell’oro verde italiano.

Le associazioni di categoria del settore olivicolo Aipo, Assitol, Assofrantoi, Cno, Federolio, Unapol, Unaprol e Unasco si sono riunite nei giorni scorsi, a Roma, per siglare un’intesa che ha l’obiettivo di sostenere i produttori e garantire ai consumatori un livello sempre più alto di qualità.

In particolare, come comunicato dalle organizzazioni, l’accordo riconosce il pagamento di 40 centesimi al chilo in più rispetto al prezzo di mercato a quei produttori in grado di fornire un olio con un’acidità massima dello 0,4% (il limite massimo imposto dalla legge agli extra vergine è 0,8%, mentre per il semplice olio vergine si può arrivare al 2,0%). Insomma, un vero e proprio premio per chi punterà sulla qualità.

LE VARIETA’ DELL’OLIO DOP UMBRIA

Con l’accordo, il tavolo si è impegnato inoltre a costituire una commissione di lavoro per migliorare l’applicazione del Panel Test – ovvero l’analisi ufficiale delle caratteristiche organolettiche degli oli d’oliva svolta da assaggiatori professionisti – anche attraverso markers chimici, il blind test e il test d’identità genetica. In breve, si tratterebbe di un aggiornamento del metodo di valutazione “allo scopo di rafforzare queste analisi e garantire gli operatori che lavorano con serietà e trasparenza”.

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Per Confagricoltura ed Assofrantoi “l’accordo della filiera olivicolo-olearia è un modello significativo per tutto l’agroalimentare” ed è il percorso giusto per valorizzare standard di qualità elevati, “dando stabilità ai produttori e favorendo gli investimenti”.

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