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Pesca grossa di tinca e persico reale nel Trasimeno, ma il luccio italiano è a rischio

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Al Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo nascono ogni anno circa un milione di avannotti. Ottimo anno per le tinche e il persico reale. Bassa la produzione dell’unico autentico luccio italiano

di Emanuela De Pinto

E’ andata male per l’olio, per lo zafferano, per il miele, in alcune zone anche per il vino. Ma il 2014 verrà ricordato come un ottimo anno per la pesca. Sono in pieno svolgimento al Trasimeno le operazioni di ripopolamento della tinca, riprodotta naturalmente al Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo. Per questa specie, si stima per l’anno in corso una produzione intorno agli 800.000 esemplari.

Abbiamo parlato con il responsabile del Centro ittiologico, Mauro Natali, che lo dirige dal 1986. “Il centro è operativo dal 1985, dal ’94 è di proprietà della Provincia di Perugia. In tutti questi anni, l’attività del Centro ittiogenico è stata continua, mai un’interruzione. Qui si allevano specie ittiche da ripopolamento di acque calde: attualmente luccio, carpa e tinca”.

“Il novellame da ripopolamento ha pochi mesi di vita e una lunghezza che varia dai 5 ai 10 cm quando viene immesso nel lago Trasimeno. La produzione annuale è variabile, perché è influenzata dall’andamento stagionale climatico. In totale, mediamente – spiega Natali – siamo sull’ordine di 1.000.000/1.200.000 avannotti“. Il luccio merita un approfondimento. E’ infatti la produzione più bassa, quest’anno 190mila esemplari, ma è anche quella di maggior prestigio perché questo di Sant’Arcangelo è l’unico impianto italiano pubblico che produce quantitativi significativi di autentico luccio italico. “Il luccio italiano – spiega Natali – è diverso da quello europeo, l’unica popolazione riconosciuta di luccio italiano è quella del Trasimeno. Questo perché non sono mai stati immessi lucci provenienti da altre zone geografiche. Altri centri di allevamento volendo ripopolare i lucci, li hanno acquistati dall’Europa, dei paesi dell’Est. Ma quei lucci hanno caratteristiche differenti rispetto alla specie italiana”. Ecco un’altra delle ricchezze dell’Umbria.

“Il luccio – continua Natali – è oggi a rischio. La pesca eccessiva, i cambiamenti ambientali, la stabilizzazione del livello del lago, hanno danneggiato questa specie, che vive proprio grazie alle oscillazioni del livello del lago. Il luccio si riproduce prevalentemente su terreni asciutti in estate e nelle zone allagate d’inverno. Per evitare le inondazioni, l’uomo ha creato un emissario artificiale per scongiurare l’eccessivo incremento del lago, mettendo a rischio la vita dei pesci”. Quest’anno, però, con l’innalzamento del livello del lago, si è registrata una pesca straordinaria del persico, che non viene più riprodotto dal centro ittiogenico. “Non c’è questa urgenza – dice Natali – il persico si riproduce tantissimo in natura. Ad oggi c’è un’ottima sopravvivenza nel lago”.

Da qualche anno è stato istituito presso il centro ittiogenico di Sant’Arcangelo un punto di raccolta per le tartarughe esotiche che vengono abbandonate. Arrivano qui da tutta Italia: ad oggi si contano 3mila tartarughe, alcune arrivano a pesare 3-4 chili. Venerdì 21 novembre, il Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo accoglierà la visita del presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti. Alle 12:30, Mismetti assisterà all’immissione di tinche nel lago, ad opera degli operatori dell’impianto del Trasimeno.

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