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Psr Umbria, un tavolo tecnico per il biologico

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Sarà convocato dall'assessore Cecchini a metà ottobre. Giovedì scorso l'incontro con Aiab: "Settore prioritario per la regione"

di Redazione

Un tavolo tecnico per affrontare i dubbi che ancora permangono sul nuovo Piano di sviluppo rurale. E' l'impegno ottenuto da Aiab Umbria, in rappresentanza delle aziende el biologico, all'incontro che si è tenuto giovedì scorso con l'assessore regionaleFernanda  Cecchini.

Durante il colloquio, l’assessore si è detta disponibile a tenere aperto il dialogo proponendo un tavolo tecnico da svolgersi dopo il ricevimento delle osservazioni sul piano da Bruxelles attese per i primi giorni di ottobre. Entro tale data è stato anche concordato l’avvio di confronti tecnici con i singoli responsabili di misura (agroambientale, formazione e tutoraggio, zootecnia, investimenti) per verificare la fattibilità delle modifiche richieste dall’associazione.

Già lo scorso anno, in occasione di un convegno organizzato in collaborazione con la Regione, Aiab aveva suggerito degli interventi volti a valorizzare l’agricoltura biologica come vero strumento di sviluppo rurale: “Stiamo parlando di uno dei principali settori, se non addirittura l'unico, che in un periodo di crisi, registra un trend di crescita mentre, contemporaneamente, il comparto agroalimentare continua a registrare una fase di stasi e di calo”, dichiara Anne Marjatta Heliste, presidente di Aiab Umbria. Inoltre il modello di agricoltura biologica è quello che la ricerca ha dimostrato meglio rispondente all’obiettivo del contenimento delle emissioni di Co2 responsabili dei cambiamenti climatici.

"Definire l'obiettivo a cui si vuole portare il biologico al termine dei sette anni di programmazione è l’indispensabile passaggio per realizzare interventi efficaci e monitorabili – sottolinea Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab federale – noi puntiamo ad un bio che raggiunga almeno il 20% della Sau (Superficie agricola utilizzabile) regionale e nazionale, il 10 % dei produttori, il 30% degli acquisti pubblici ed il 15% dei consumi delle famiglie".

Nel frattempo, fino alla stesura del prossimo Psr, continua la raccolta firme lanciata proprio da Aiab per dare priorità al biologico, “il miglior investimento di risorse pubbliche per creare occupazione, migliorare il nostro ambiente, riqualificare la vita delle aree rurali, spingere verso la multifunzionalità e la diversificazione delle attività delle aziende agricole".


 

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