Stalle danneggiate dal terremoto: pecore e bovini senza più ricovero

Share

Riunione dell’assessore Cecchini con le associazioni agricole. In arrivo tensostrutture e fienili, rimborsate piccole opere di ripristino. Coldiretti Umbria: servono roulotte e camper per consentire agli allevatori di continuare ad accudire gli animali.

di Redazione

L’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, ha incontrato ieri alcuni allevatori dell’area colpita dal terremoto e successivamente ha convocato una riunione con i rappresentanti delle associazioni agricole, l’Agenzia forestale regionale, la Protezione civile per una prima ricognizione sugli ulteriori danni provocati dal terremoto di domenica mattina 30 ottobre. “Da una prima stima, sono complessivamente una cinquantina le stalle danneggiate, alcune con danni che si sono aggravati ieri – sottolinea l’assessore -. Ci sono ingenti quantità di pecore e bovini in stalle lesionate o inagibili e, dopo le ultime scosse, anche difficili da raggiungere a causa delle condizioni delle strade. Il Corpo Forestale dello Stato, a cui va il nostro plauso e ringraziamento, sta svolgendo un lavoro prezioso andando in ogni azienda”.

“Il nostro obiettivo, dopo questa nuova emergenza all’avvicinarsi della stagione invernale – afferma l’assessore Cecchini – è quello di garantire al più presto un ricovero sicuro per gli animali e far ripartire tutte le attività legate all’agricoltura. Aggiorneremo la mappatura dei danni alle strutture agricole, cercando anche di accelerare l’arrivo delle stalle temporanee. Nelle prossime settimane, completata la procedura gestita dalla Centrale acquisti del Lazio per tutte le quattro regioni colpite dal sisma, arriveranno intanto le prime tensostrutture per le stalle e i fienili per il ricovero invernale del bestiame per le aziende danneggiate dal sisma del 24 agosto, ma solleciteremo un arrivo rapido anche per le altre che, purtroppo, si sono aggiunte con gli eventi sismici del 30 ottobre”.

PRODUTTORI DI NORCIA: “RESTIAMO QUI, AIUTATECI A FAR RIPARTIRE LA PRODUZIONE”

Una novità importante riguarda le piccole opere di ripristino che verranno eseguite direttamente dagli allevatori e dagli agricoltori: “Chi effettuerà piccoli interventi quali tettoie e recinzioni per far ripartire la propria attività – dice l’assessore – con costi sostenuti tracciabili, verrà poi rimborsato”. “Da mercoledì 2 novembre – comunica l’assessore Cecchini – apriremo a Norcia uno sportello operativo della Regione, avvalendoci anche del personale delle Comunità Montane, cui potersi rivolgere per tutte le problematiche del settore agricolo e zootecnico”.

Sempre ieri è arrivato l’appello di Coldiretti Umbria. In attesa dei moduli abitativi è urgente l’invio di roulotte e camper per consentire agli allevatori terremotati di non abbandonare il territorio e continuare ad accudire i propri animali, che a loro volta necessitano di ricoveri immediati, laddove le stalle sono crollate o inagibili. Sono circa 600 le aziende presenti nel territorio colpito dal sisma. Le ultime scosse di terremoto – spiega Coldiretti – hanno peggiorato la situazione di abitazioni già lesionate, ma hanno subìto nuovi e importanti danni o sono crollate anche strutture aziendali e alcune stalle, con animali intrappolati e senza più ricoveri. Gli animali devono mangiare ed essere munti due volte al giorno e gli allevatori – sottolinea Coldiretti – non possono dunque trasferirsi. Preoccupano anche frane e smottamenti sulle strade rurali che ostacolano la circolazione e la consegna dei prodotti.

Il territorio tra Marche e Umbria interessato dalle ultime drammatiche scosse – ricorda Coldiretti – vanta molte eccellenze agroalimentari da tutelare, ma in difficoltà è anche l’agriturismo in una zona dove il turismo enogastronomico e religioso garantisce grandi opportunità occupazionali. Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento. È necessario – conclude Coldiretti – che la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo.

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.