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Tavolo Verde in Regione: il punto sul terremoto e le nuove misure del Psr

Tavolo Verde in Regione: il punto sul terremoto e le nuove misure del Psr

Soddisfatte tutte le richieste per il sisma del 24 agosto, mancano ancora moduli abitativi e strutture per gli animali dopo la scossa del 30 ottobre. Approvate le modifiche al Psr: un premio per l’olivicoltura e ulteriori 10 milioni di euro per il ‘benessere animale’. Preoccupazione per il patrimonio vitivinicolo dell’Umbria.

di Redazione

Emergenza terremoto, olivicoltura e produzione vitivinicola, benessere animale, agriturismi e fattorie didattiche. Sono questi gli argomenti discussi al Tavolo Verde di ieri, 18 gennaio nella sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura. “Il 2017 si apre con importanti risultati per il Programma di Sviluppo Rurale dell’Umbria 2014-2020: lo stato di avanzamento della spesa – ha detto l’assessore Fernanda Cecchini – è di 91 milioni di euro, circa il 10% del totale, il doppio rispetto alla media nazionale, e sono state approvate dalla Commissione Europea le prime modifiche richieste dalla Regione per rafforzare l’azione di alcune misure”.

La riunione si è aperta con un resoconto dell’attività nelle aree colpite dal terremoto a sostegno, in particolare, degli allevatori e dei produttori agricoli per dare alloggio e ricovero a persone ed animali. “Soddisfatte tutte le richieste di soluzioni abitative e ricoveri per il bestiame presentate dopo il sisma del 24 agosto e si sta procedendo per dare risposte a tutti coloro che hanno subìto danni a causa del sisma di ottobre. Un lavoro importante – ha rimarcato Cecchini – è quello svolto dalle squadre dell’Agenzia regionale per la forestazione sia per l’allestimento delle piazzole dove collocare i moduli abitativi sia per la realizzazione di tettoie, recinzioni, stalle per cavalli. Un lavoro che è proseguito e prosegue, nonostante le condizioni climatiche che rendono tutto più difficile”.

I numeri ad oggi: consegnati circa il 70% dei moduli abitativi, 39 su 55, richiesti da allevatori e agricoltori, mentre si procede con il montaggio delle strutture per ospitare bovini e ovicaprini. “Priorità alle abitazioni e alle stalle, ma allo stesso tempo il nostro impegno  – ha riferito l’assessore regionale – è volto al rilancio della zootecnia umbra, avvalendoci delle risorse messe a disposizione dal Governo per le quattro regioni colpite dal sisma. Di questo parleremo più approfonditamente nelle prossime settimane con il ministro Martina”.

Per quanto riguarda l’attuazione del Psr, sono tre le importanti modifiche approvate dalla Commissione Europea. Maggiori risorse per la misura dedicata al ‘Benessere animale’ con  ulteriori 10 milioni di euro che consentiranno di finanziare tutte le domande pervenute nel 2015; la misura ‘Agroambiente’ a favore dell’olivicoltura che ha consentito all’Umbria in via esclusiva di ottenere l’attivazione di un premio, che va dai 562 ai 587 euro ad ettaro, tenendo conto della qualità delle produzioni e paesaggistica degli oliveti. Il Psr prevede inoltre tre nuovi strumenti finanziari a favore delle imprese agricole ed agroalimentari per agevolare l’accesso al credito bancario nella realizzazione degli investimenti aziendali. Inoltre, sono state annunciate altre misure, in particolare per agriturismi e viabilità rurale,  e sono state discusse problematiche relative alle graduatorie delle domande presentate a valere su alcuni bandi e sui tempi dei pagamenti da parte dell’organismo pagatore Agea.

Al Tavolo Verde si è discusso anche della bozza di regolamento predisposta dall’Assessorato regionale per il funzionamento di agriturismi e fattorie didattiche e sociali, in attuazione della legge regionale in materia. Un primo confronto che, ha detto l’assessore, sarà successivamente esteso alle organizzazioni rappresentative dei settori del commercio e turistico-ricettivi con la volontà di arrivare all’adozione da parte della Giunta regionale entro il prossimo mese di giugno.

Preoccupazione per il settore vitivinicolo: le organizzazioni agricole hanno chiesto di evitare il rischio di depauperamento del patrimonio umbro rappresentato dalla possibilità, derivante dalla nuova normativa comunitaria, di trasferire in altre regioni le autorizzazioni per il reimpianto di vigneti. Su questo punto, però, la Regione ha chiesto un impegno comune per preservare il patrimonio vitivinicolo umbro composto ad oggi da circa 12.800 ettari, cui sono venuti meno già 600 ettari. Infine, sono state presentate le opportunità per l’accesso al sistema di qualità da parte delle imprese che fanno produzione integrata; la prossima settimana sarà pubblicata la procedura regionale.

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