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Vendemmia in anticipo. Che vino sarà? Le previsioni dei Consorzi dell’Umbria

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Già raccolte le uve Chardonnay e Pinot Nero nell'Orvietano e nella zona del Trasimeno. Superato il caldo di luglio, ma ora tutto dipende dalle piogge di agosto

di Emanuela De Pinto

I grappoli di uva Chardonnay e Pinot Nero dell’Orvietano hanno lasciato i filari già da un paio di settimane e sono in fase di lavorazione per la produzione del rinomato spumante. Prime uve già raccolte anche nella zona del lago Trasimeno. La vendemmia arriva in anticipo quest’anno, complice una stagione estiva dalle temperature africane. Dopo la fatica dello scorso anno, con i vitigni sofferenti a causa di malattie fungine dovute alle piogge eccessive e alle basse temperature anche nei mesi più caldi, adesso i viticoltori tirano un sospiro di sollievo. E annunciano l’annata della ripresa.  

Abbiamo sentito i presidenti di alcuni Consorzi umbri, per fare un quadro dell’attuale situazione nelle cantine del territorio e capire come hanno reagito i vitigni, le bacche bianche e quelle rosse, al gran caldo di luglio. I giochi non sono ancora chiusi. Moltissimo dipende dal clima di settembre.

vigna“Per legge, quest’anno la raccolta è stata fissata al 1° agosto – spiega Filippo Antonelli, vice presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – in anticipo di almeno due settimane rispetto agli anni scorsi, freddi e piovosi. Le uve nel territorio montefalchese sono già ‘invaiate’, hanno cambiato colore. Apparentemente sono pronte per la raccolta, di un bel rosso vivo a guardare i grappoli, ma in realtà è ancora presto. Gli zuccheri non sono ancora sufficienti e c’è ancora molta acidità”. Quindi, per quanto riguarda i vitigni a maturazione tardiva, come il Merlot e il Sangiovese, e ancora di più il Sagrantino (la cui raccolta avviene in ottobre), bisogna ancora pazientare.

Per i soci del Consorzio Tutela Vini di Orvieto questa è la seconda settimana di vendemmia: la cantina Decugnano dei Barbi ha iniziato il 7 agosto con le uve a bacca bianca. “Anche se – spiega il presidente Enzo Barbi – il grosso della produzione per i vitigni Procanico, Grechetto, Trebbiano e Malvasia, in quantità minore, verrà raccolto tra circa 15 giorni. Ma non diamo date precise, meglio prendere le previsioni con le pinze. In generale, adesso si vedono viti molto belle e sane, al contrario dello scorso anno quando abbiamo avuto problemi di salute delle piante. Di sicuro, le ultime piogge di agosto hanno rallentato la maturazione che era in decisa accelerazione, e le attuali escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono il profilo aromatico dei nostri vini”.

strada-del-vino-colli-del-trasimenoNella Cantina Pucciarella di Magione, con Emanuele Bizzi alla guida, nonché presidente del Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno, proprio oggi 18 agosto, si parte con la raccolta delle uve Chardonnay per la produzione delle apprezzate bollicine del lago umbro. Profumi, colori, ottima maturazione e nessun attacco fungino: si può partire. Poi si procederà con la raccolta delle uve Gamay, vitigno tipico della zona. Ma, sul territorio, il gran caldo di luglio aveva fatto scattare l’allarme per le uve di Pinot Bianco e Chardonnay, che rischiavano l’appassimento. “Fortunatamente – spiega Bizzi – il pericolo è subito rientrato. Agosto è un toccasana con i suoi temporali estivi che tanto hanno giovato alle vigne, assicurando un prodotto che sarà di grande qualità”. Tra i vitigni umbri più resistenti all’estate infuocata c’è il Sagrantino. D'altronde, il sapore forte e deciso che ritroviamo nel calice arriva dai filari: una buona tempra per un vino ‘tosto’.

Non è d’accordo a parlare di anticipo di vendemmia Nazzareno Cataluffi, presidente della Cantina Tudernum, un’istituzione a Todi, già a capo del Consorzio Vini Doc Todi e Colli Martani. “Finalmente dopo due stagioni anomale, siamo tornati nella norma. Noi non abbiamo ancora iniziato a vendemmiare, i vini precoci quali il Pinot Grigio e lo Chardonnay si raccoglieranno la settimana prossima. Ricordo che nel 2003, lo abbiamo raccolto prima di Ferragosto. Questa è davvero un’ottima stagione, anche se settembre sarà decisivo”. “Nella zona dei Colli Martani e dintorni di Todi, – spiega Cataluffi – i terreni argillosi hanno mantenuto una buona umidità anche nei giorni più torridi facendo sì che i vitigni non soffrissero troppo. Ma eravamo arrivati al limite soprattutto con le bacche bianche, Grechetto compreso. Sarà un’annata paragonabile alle eccellenze del 2007 e 2009”.

vendemmia bianchiPronti a scommettere sul vino del 2015: molto buono, ottimo, eccellente in alcune zone. Anche se, come dice Enzo Barbi del Consorzio Vino di Orvieto, “meglio non dire troppo finché tutta l’uva non è in cantina”. E in termini di quantità? Secondo Cataluffi del Consorzio vini Doc Todi e Colli Martani: “L’acino è pieno, l’uva ha un certo peso: si prevede una buona resa anche al mosto”. Le previsioni nazionali di Confagricoltura parlano di un 2015 con un +13% in media di uve prodotte (pari a 7milioni di tonnellate) rispetto al 2014, recuperando così il calo produttivo della scorsa annata, molto penalizzante in termini quantitativi, anche se rimaniamo comunque al di sotto della produzione di due anni fa.

Coldiretti si concentra sulla qualità e sulle spese sostenute per far fronte al gran caldo: lo stato fitosanitario dei vigneti è in tutta Italia molto buono con assenza di situazioni di criticità e la qualità attesa è superiore a quella dello scorso anno. “Le temperature record di luglio – si legge in una nota stampa – hanno però fatto aumentare i costi dei viticoltori che per scongiurare il rischio siccità che inizia a farsi sentire in diverse zone hanno dovuto intervenire con mirate irrigazioni di soccorso specie nei vigneti più giovani.

Tempo di vendemmia, un periodo dell'anno in cui servono rinforzi in cantina, con una buona ricaduta sull'occupazione. Per raccogliere l’uva nei filari occorre una buona resistenza fisica. La domanda di lavoro non manca, ma spesso le macchine sostituiscono l’uomo. Secondo Cataluffi della Cantina Tudernum, “ogni azienda impiega almeno 4-5 addetti in fase di vendemmia, quindi il comparto regionale dà lavoro a circa 1500 persone in più. Si cerca di impiegare le persone del territorio, i giovani, i lavoratori in cassa integrazione, gente che ha perso il lavoro”.

Montefalco vini rossi“Molti viticoltori – spiega Filippo Antonelli del Consorzio Tutela Vini Montefalco – che producono Montefalco Rosso raccolgono a macchina, usando le vendemmiatrici. Qualitativamente, però, è meglio la raccolta manuale. O meglio, se l’uva è uniformemente di buona qualità, allora si può usare la macchina, altrimenti la mano dell’uomo è insostituibile. Il Sagrantino, in particolare, non si presta alla raccolta meccanica perché è più difficile staccare i grappoli. A mio avviso – conclude Antonelli – la ricaduta occupazionale c’è più in altri periodi dell’anno che non in fase di vendemmia, ad esempio in primavera c’è maggiore richiesta di lavoro in cantina per le potature verdi, le cosiddette sfogliature”.

Impieghi stagionali che possono essere l’inizio di una professione, come sottolinea il presidente del Consorzio Vini di Orvieto, Enzo Barbi: “Per il lavoro in cantina, cerchiamo di inserire persone qualificate, come gli studenti di enologia o agraria che hanno l’esigenza di fare esperienza sul campo, mentre in campagna serve manodopera temporanea”. Nel Trasimeno, la Cantina Coldibetto impiega ogni anno solo i giovani del lago per vendemmiare. Una precisa scelta aziendale con lo scopo di valorizzare i luoghi d’origine, creare unità e spirito di rinnovamento. Un modo per piantare radici sulla viticoltura umbra della prossima generazione.

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