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Viterbo, al via il congresso nazionale sul castagno

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Dal 22 al 25 settembre esperti a confronto sugli ultimi studi scientifici. Si parlerà di economica, ambiente, cambiamenti climatici e dei danni provocati dai parassiti

di Redazione

Dal 22 al 25 settembre Viterbo ospita Castanea2014, il sesto congresso nazionale sul castagno organizzato dal Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali dell’Università degli Studi della Tuscia e dal CeFAS, Azienda speciale della Camera di Commercio di Viterbo.

Per quattro giorni confluiranno nella Tuscia i massimi esperti italiani di castanicoltura per confrontarsi sui più recenti studi nel settore, particolarmente attesi in considerazione delle emergenze dettate da mutamenti climatici e diffusione di parassiti che quasi in tutta Italia hanno danneggiato notevolmente la produzione. Inoltre saranno affrontati gli aspetti economici, dalla commercializzazione al marketing territoriale, toccando anche i temi della sostenibilità ambientale.

La scelta di Viterbo come sede ufficiale dell’autorevole appuntamento è dettata dalla rilevanza che la Tuscia riveste in questo ambito nel panorama nazionale. Nella provincia di Viterbo si concentra circa il 70% della produzione laziale. Le ultime risultanze censiscono circa 2.000 aziende castanicole che coprono una superficie di oltre 2400 ettari in gran parte ricadenti nei comuni di Canepina, Caprarola, Carbognano, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Vallerano e Viterbo. Tuttavia la produzione, che in alcune annate ha toccato punte di oltre 10.000 tonnellate, appare oggi fortemente compromessa e caratterizzata da un ampia variabilità. 

La massiccia presenza di vespa galligena e le particolari condizioni climatiche che hanno caratterizzato le ultime annate, influenzando il regolare svolgimento delle fasi fenologiche della pianta, non hanno garantito qualità e quantità di prodotto in linea con la tradizione dei luoghi. L’importanza della castanicoltura del territorio non è solo legata alla produzione del frutto ma anche a quella del legno. Il taglio dei cedui giunti a maturità consente infatti l’ottenimento di paleria e travi ancora molto ricercate sul mercato. La filiera castanicola in provincia di Viterbo si completa con la presenza di imprese della meccanica che nel corso degli anni hanno sviluppato mezzi che agevolano soprattutto la fase della raccolta concorrendo così anche al miglioramento della qualità del prodotto.

Per ulteriori informazioni su Castanea: www.castanea2014.it

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