XXXIV Sagra del Tartufo di Spina di Campello: qui dove il tempo si ferma

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Tappa nella piccola frazione del Comune di Campello sul Clitunno. Tartufo protagonista: dalla pasta fresca tirata a mano alle carni, fino al dolce sperimentale che stupisce e conquista. Alla scoperta di un luogo magico, ricco di storia e fascino. Fino al 5 agosto.

di Emanuela De Pinto

L’aria buona di altura, le distese di ulivi, il bosco fitto e ricco di fascino. E’ un territorio che sa ancora emozionare quello di Spina di Campello, antico castello oggi frazione del Comune di Campello sul Clitunno, dove sabato 29 luglio ha preso il via la XXXIV Sagra del Tartufo e dei Prodotti Tipici, che allieterà i palati dei visitatori fino a sabato 5 agosto. La strada per arrivarci è lunga, e si snoda curva dopo curva come un sentiero di montagna che ad ogni metro toglie un velo al fascino misterioso del territorio intorno.

E’ qui tra questi boschi, lungo la storica Via della Spina, che un tempo si svolgeva l’annuale ‘transumanza’: la migrazione stagionale degli animali da allevamento, ovini e caprini soprattutto, dall’Umbria alle più miti temperature delle Marche. Ma questa è anche la strada attraversata per centinaia di anni dai tanti pellegrini fedeli al culto di San Francesco d’Assisi e di Santa Chiara. Oggi, come secoli fa, certi sapori sono rimasti intatti: questo fazzoletto di Umbria incontaminata regala squisite patate, ottimo formaggio pecorino, un olio extra vergine di oliva apprezzato in tutto il mondo e, dulcis in fundo, il tartufo. Prodotto principe delle tavole umbre che qui tra leccio, rovere, faggio, roverella e carpino nero trova l’ambiente ideale, come dimostra anche la piccola mostra della piante micorizzate allestita in paese per l’occasione.

Arrivare fin qui in agosto è ormai un appuntamento imperdibile per chi ama la buona tavola e ricerca una vera sagra di paese, dove assaporare l’Umbria più autentica. Già la prima sera Spina Nuova di Campello è  un viavai di appassionati esploratori del gusto: uno sguardo all’ampio menù che spazia dalle bruschette miste alla frittata al tartufo per gli antipasti, continua con primi piatti di gnocchi, strangozzi e polenta artigianale, da accompagnare al sugo di oca o alla deliziosa salsa al tartufo. Un peccato di gola i secondi piatti. Sono le carni a primeggiare, dall’agnello tartufato alla coratella, dalle salsicce alla braciola di maiale, e poi ancora cotiche e fagioli e pollo ai 5 colori.

In cucina c’è un team di professionisti e animatori che intercettiamo solo per pochi minuti, rubando qualche attimo prezioso al lavoro di coordinamento affidato allo chef Assisani. I pentoloni traboccano di pasta fresca tirata a mano, i sughi borbottano sul fuoco e tutto intorno si sente un profumo inconfondibile: quello del tartufo estivo, il cosiddetto ‘scorzone’ che viene grattugiato a mano e condito con abbondante olio extra vergine, quello ‘estremo’ firmato Marfuga, noto produttore della zona. Qui tutto è km zero: carni, uova, il buon vino rosso e bianco dei Colli Spoletini. Solo veri prodotti tipici, piatti abbondanti e la tipica accoglienza del paese.

In un altro angolo alcune signore sono impegnate alla brace. Agnello scottadito, bistecche e salsicce fumanti vengono cosparse di tartufo e subito servite ai tavoli. Anche a pancia piena non si può rinunciare alla specialità dolciaria di questa edizione della Sagra di Spina di Campello, il tiramisù al tartufo. Lo assaggiamo per tastare il sapore con qualche dubbio iniziale: semplicemente perfetto tra la cremosità del mascarpone e il croccante del tartufo, che viene grattugiato fresco e aggiunto alla composizione del dolce. Da non perdere. Mercoledì serata gluten free a cura della cuoca Gabriella Ponti, celiaca, che non ha voluto rinunciare al gusto e alla tradizione gastronomica dell’Umbria.

Dopo la cena c’è da divertirsi: il palco allestito al centro della piazza ospita ogni sera un’attrazione diversa, dai talent musicali alla grande lirica, fino agli spettacoli comici. L’intero programma con tutti gli appuntamenti collaterali alla sagra è consultabile in fondo all’articolo.

L’organizzazione della Sagra del Tartufo e dei prodotti Tipici di Spina di Campello, patrocinata dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia, è ideata interamente dalla Pro Loco del luogo alla cui guida c’è da diversi anni Santino Fortunati, pronto oggi al cambio di guardia con il giovane Piero Marziani.  

Una festa gastronomica che è diventata una vera e propria vocazione, un impegno assiduo e costante, per l’associazione territoriale che promuove e valorizza l’aspetto storico, paesaggistico, culturale e turistico della Spina: luogo magico in cui il tempo si ferma.

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