Da Foligno a Tunisi: nasce la Carta dei Mieli del Mediterraneo

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Al VII Forum dell’Apicoltura il documento con le azioni da intraprendere per valorizzare le produzioni locali. Umbria capofila nella cooperazione internazionale

di Redazione

Dall’antico Egitto ai sumeri, dai babilonesi agli spagnoli, fino ai filosofi greci, come Pitagora, che lo consigliava tra gli alimenti per vivere una lunga vita. Parliamo di miele. E l’Umbria ha un posto da protagonista. Con lo scopo di valorizzare le produzioni locali nei mercati domestici e internazionali, e al contempo contrastare le importazioni di dubbia qualità, nasce la Carta dei Mieli del Mediterraneo, documento frutto di un lungo lavoro, nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale fra i Paesi del Mediterraneo.

La Carta dei Mieli del Mediterraneo sarà presentata a Tunisi, nel corso del VII Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo, che si terrà dal 26 al 28 novembre 2015, dal titolo “L’Apicoltura al centro della biodiversità e della sicurezza alimentare”. Questa nuova edizione del Forum si iscrive all’interno di un percorso cominciato 8 anni fa a in Italia, a Foligno, quando l’Apau (Associazione di Produttori Apistici dell’Umbria) e Felcos Umbria, (Fondo di Enti Locali per la Cooperazione Decentrata e lo Sviluppo Umano Sostenibile), diedero vita alla prima edizione del Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo. Fin da allora, il Forum ha rappresentato una significativa ed unica occasione di dialogo e confronto tra gli apicoltori del Mediterraneo e le loro reti, ed ha portato al consolidamento di una coalizione di associazioni e cooperative di produttori apistici, istituti di ricerca ed enti pubblici, istituzioni locali, nazionali ed internazionali dei paesi del Mediterraneo.

Il lavoro sulla qualità del miele contribuirà a valorizzazione l’apicoltura non solo come attività produttiva generatrice di reddito e di benessere, ma anche come attività capace di salvaguardare la biodiversità e migliorare la sicurezza alimentare, cioè la garanzia di una sufficiente e sana alimentazione per tutti gli abitanti della terra. Come spiega Vincenzo Panettieri, presidente della Federazione degli Apicoltori del umbri e del Mediterraneo: “Il principale risultato che uscirà da questo Forum è la Carta dei mieli del Mediterraneo, un testo storico che rappresenta, da un lato, il primo documento che uniforma, sotto il profilo tecnico, questo importante prodotto alimentare e costituisce, dall’altro lato, un contributo importante, di grande valore culturale, morale, sociale, per garantire la presenza delle produzioni locali sul mercato globale, esaltare il valore della dignità del lavoro contadino, e sottolineare l’efficacia del controllo territoriale da parte delle comunità locali”.

Al centro del dibattito del VII Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo, quindi, ci sarà la definizione delle migliori azioni comuni da intraprendere al fine di sostenere e valorizzare le produzioni apistiche territoriali del Mediterraneo, difendere le api e l’apicoltura e salvaguardare gli ecosistemi naturali del Mediterraneo e la biodiversità delle specie vegetali.

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Al Forum di Tunisi sarà presentata anche la Campagna “CooBEEration”, iniziativa internazionale di sensibilizzazione e informazione che mira a modificare la percezione dell’apicoltura nell’opinione pubblica, nelle istituzioni locali, nazionali ed internazionali, negli agricoltori e negli apicoltori stessi: da una concezione di semplice attività generatrice di reddito ad una visione ben più ampia e strategica dell’apicoltura come bene comune globale, indispensabile per la tutela della biodiversità e per il benessere umano.

La Federazione mediterranea, nata nel 2011 su iniziativa della Federazione umbra, rappresenta l’unico soggetto aggregativo di settore al momento esistente a livello di regione mediterranea, riunendo al suo interno 21 associazioni, cooperative e federazioni nazionali di apicoltori provenienti da Algeria, Marocco, Tunisia, Italia, Albania, Libano, Palestina, Egitto e dai paesi limitrofi Iraq e Giordania. Partner del progetto sono inoltre l’iniziativa Art/Undp, Inat (Institut National Agronomique de Tunisie), Dipsa (Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna) e Disafa(Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’università di Torino).

 

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