L'informazione agroalimentare in Umbria

Export fuori dall’Ue, Stati Uniti e Svizzera i maggiori acquirenti del Made in Umbria

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Dati Unioncamere Umbria: negli ultimi tre anni sono raddoppiate le esportazioni verso i paesi extra Unione Europea. Il settore più forte è il manifatturiero, industria alimentare compresa 

di Redazione

L’agricoltura e il manifatturiero trainano l’export in Umbria. Primi spiragli di luce nel buio della crisi arrivano proprio sul fronte delle esportazioni: aumentano gli ordinativi in vista del 2015. Sul totale nazionale, sono quasi raddoppiati negli ultimi tre anni (dall’1,3% al 2,4%), tanto da spingere la quota di mercato della piccola Umbria nell’Italia centrale al 19,4%. Un risultato incoraggiante.

I dati arrivano dall’analisi dell’Osservatorio economico di Unioncamere Umbria sui caratteri e le dinamiche delle importazioni e delle esportazioni dal 2008 al 2014. Numeri importanti quindi, proprio perché misurano la risposta del tessuto imprenditoriale umbro negli anni della grave crisi economica che coinvolge tutto il Paese. Molto interessanti i dati sulle attività di import/export delle imprese umbre verso i paesi extra-UE, desunti da elaborazioni statistiche dell’Agenzia delle Dogane e dal Registro Imprese delle Camere di Commercio.

Dove esportano, Unione Europea a parte, le aziende dell’Umbria? I primi 10 paesi extra UE che in base al numero delle imprese sono i principali destinatari delle merci regionali risultano nell’ordine: Stati Uniti; Svizzera; Giappone; Russia; Cina; Canada; Hong Kong; Australia; Corea e Emirati Arabi Uniti.

Salta agli occhi il dato relativo alla Svizzera che si posiziona al secondo posto, subito dietro agli Stati Uniti. Sono oltre 300 le imprese umbre che hanno effettuato operazioni di export verso il paese elvetico. In totale, sono 1.176 le imprese umbre che nel primo trimestre del 2014 hanno effettuato attività di export verso i paesi extra-europei. Le operazioni praticate sono state 28.153. La metà delle imprese esportatrici opera nel settore manifatturiero. Proprio il manifatturiero, che comprende anche l’industria alimentare, è il settore in cui si registra la quota più elevata di operazioni di esportazione: 81%.

export immagineLa tabella seguente mostra i flussi dei prodotti agricoli in Umbria negli ultimi sette anni (quota percentuale su Italia centrale e Italia). Possiamo subito notare che a fronte di una graduale diminuzione delle importazioni, aumenta invece il flusso delle esportazioni, a partire dal 2011.

In generale, il 12,3% delle imprese che esportano viene dal commercio, che totalizza il 26% delle operazioni di esportazioni. Più distanziato il settore agricolo, con 108 imprese, pari al 9,2% del totale, e con una quota del 2,4% delle operazioni.

Il 60% delle imprese esportatrici umbre per i paesi extracomunitari è costituito da società di capitale, il 18,5% da società di persone, il 20% da ditte individuali ed il rimanente 2% dalle cooperative e da altre forme giuridiche.

Nei primi sei mesi del 2014 le esportazioni dell’Umbria verso i Paesi extra-Ue, sono diminuite in valore del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a fronte di un incremento medio nazionale dell’1,1% e di una più modesta crescita dell’Italia centrale dello 0,5%. La contrazione è molto più contenuta rispetto al 2013, quando il calo era stato del 5,7%. Una dinamica contrapposta ha invece caratterizzato l’andamento delle importazioni che fanno segnare un aumento del 2,3% rispetto al primo semestre 2013, in controtendenza rispetto alle dinamiche regressive registrate per l’Italia (-2,0%).
Tornando all’export, secondo l’Istat, i paesi in cui l’Umbria ha esportato il numero maggiore di merci nei primi 6 mesi del 2014, sono stati nell’ordine: Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Belgio.

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