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Frutta “clandestina”: allarme dopo il maxi sequestro al mercato di Milano

Frutta “clandestina”: allarme dopo il maxi sequestro al mercato di Milano

Agrumi importati senza il passaporto che ne attesta la sanità. Servono più controlli: si combatte contro il Citrus Tristeza Virus e il Citrus Greening

di Redazione

Frutta che arriva in Italia senza il passaporto Ce, vale a dire senza quel documento che garantisce che in quelle mele, in quelle arance, in quelle banane, non ci sia alcun virus dovuto a trattamenti chimici particolari o ad altri fattori. L’allarme arriva da Confagricoltura, in particolare da Gerardo Diana, presidente dellas Federazione nazionale Agrumicola, il quale ha pronunciato dure parole dopo il sequestro, avvenuto nei giorni scorsi, di 57 quintali di agrumi al mercato ortofrutticolo di Milano, proprio perché la merce non aveva i “documenti in regola”.

“Quello individuato – ha dichiarato Diana – è solo la punta dell’iceberg, il problema è molto più esteso. Bisogna intensificare i controlli. Da anni stiamo combattendo per arginare la diffusione del Citrus Tristeza Virus (Ctv) che porta alla patologia delle piante denominata ‘Tristezza degli agrumi’: il virus originario del sud-est asiatico  ha creato danni incalcolabili negli agrumeti di Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata. Per comprendere la sua diffusione basti pensare che, solo in Sicilia, su una superficie agrumicola di circa 100 mila ettari, oltre l’80% è  interessata da questa patologia”.

 “Dal problema -ha proseguito l’esponente di Confagricoltura – ne stiamo uscendo lentamente e faticosamente, avendo dovuto estirpare ed effettuare una riconversione varietale, utilizzando portainnesti che tollerano la Tristeza –. Ma resta il timore che gli sforzi e i sacrifici effettuati vengano vanificati da nuove patologie a cui non si riesce a porre rimedio. Servono controlli rigorosi e capillari alle frontiere e nei mercati ortofrutticoli, impedendo che entrino piante e frutti senza il ‘passaporto verde’, che attesta che non siano contaminati da organismi nocivi, così come i loro imballaggi, e che non vengano introdotti nel nostro paese patogeni invasivi e distruttivi che possono costituire un’ulteriore minaccia per la nostra agrumicoltura”.

“D’altronde le notizie che vengono dall’estero sono preoccupanti – ha aggiunto Gerardo Diana -. In Spagna è stata segnalata la presenza dell’insetto vettore Citrus Greening, che causa una malattia che in Asia e in America ha già distrutto milioni di ettari di agrumeti, e che porta a morte tutte le specie di agrumi da noi coltivate. Bisogna impedire che questa  patologia arrivi in Italia, attraverso materiale vegetale non certificato”.

1 Comment on this Post

  1. Servono più controlli alla fonte, in modo da arginare la propagazione dei virus. Bisogna fare le analisi per essere sicuri della “bonta” di ciò che abbiamo sul territorio nazionale. La lotta al Citrus Tristeza Virus (CTV) è obbligatoria http://ipadlab.eu/index.php/it/press/comunicati/242-citrus-tristeza-virus. Lo stesso discorso si potrebbe fare per altre malattie, dalla Flavescenza dorata alle virosi della vite, dal Pseudomonas syringae pv. actinidiae al Plum Pox Virus.
    Bisogna investire nella diagosi precoce, se siamo ancora in tempo…

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