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‘Guerra del latte’, un nuovo sistema per fissare il giusto prezzo

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Il nuovo paniere, elaborato da Ismea, è più ampio e comprende tutte le variabili che influiscono sui costi di produzione. Ecco quali sono e perché si ritiene affidabile.

di Redazione

La mobilitazione di novembre scorso ha portato i primi risultati e sulla “guerra del latte” c’è finalmente un primo accordo tra industria dei prodotti caseari e allevatori. Nei giorni scorsi si è svolta nella sede del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali a Roma la prima riunione del Comitato consultivo a cui hanno preso parte i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’industria, delle cooperative e della grande distribuzione.

Una svolta c’è stata: è stato definito il sistema base di indicizzazione del prezzo del latte, attraverso un nuovo meccanismo che tiene conto dei costi di produzione e dell’andamento dei prezzi del latte e dei formaggi sul mercato interno ed estero. L’industria lattiera ha confermato l’impegno a definire un modello di contratto standard e di promuovere tra i propri associati l’utilizzo degli indici elaborati sul sistema base nei contratti che verranno stipulati per l’acquisto di latte.

Novità anche sui 25 milioni di euro previsti per il settore zootecnico dall’intervento straordinario europeo, il ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto per la ripartizione degli aiuti diretti alle imprese di allevamento per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016. L’impatto stimato della misura è di 1 centesimo per litro di latte venduto alla stalla. Il decreto è stato già trasmesso ad Agea per l’erogazione dei contributi a circa 36.000 allevatori.

Passi avanti anche sulla qualità garantita al consumatore: al tavolo la Grande distribuzione ha presentato un programma delle attività di promozione straordinaria dei prodotti lattiero caseari italiani, che sarà caratterizzata dall’utilizzo di un marchio che consenta di individuare in maniera chiara e omogenea i prodotti lattiero caseari di origine 100% italiana sugli scaffali.

IL MECCANISMO DI INDICIZZAZIONE DEL PREZZO DEL LATTE

In passato il paniere che veniva preso in considerazione per fissare il prezzo del latte riguardava il latte tedesco o la media dei prezzi Ue, indicatori che finivano per penalizzare in modo eccessivo gli allevatori. Cos’è cambiato? Il sistema base elaborato da Ismea prende in considerazione 4 gruppi di riferimento selezionati per determinare il prezzo del latte:
1- prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone Val Padana fresco e maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico)
2- prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura)
3- prodotti esteri (Latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, Latte intero in polvere Germania)
4- input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci).

All’interno delle quattro componenti sono stati scelti i primi 5 prodotti con il coefficiente più alto, per un totale di 20 prodotti. L’ampiezza dei panieri e la loro articolazione rappresenta un elemento importante in termini di stabilità dell’indicatore, in quanto evita che fluttuazioni impreviste o indotte di singoli componenti possano determinare variazioni consistenti.

Il nuovo sistema individuato viene giudicato:

  • oggettivo, in quanto elaborato attraverso l’applicazione di tecniche statistiche che escludono ogni criterio di soggettività nella scelta dei parametri di ponderazione e dei prodotti che compongono i singoli componenti;
  • affidabile, perché costruito attraverso l’individuazione di fonti non influenzabili dalle parti in causa, con un aggiornamento immediato e continuativo dei dati immediato (il mese successivo a quello di riferimento);
  • articolato, in modo da comprendere tutte le variabili in grado di influire su costi di produzione del latte e i suoi derivati e sufficientemente complesso da non subire ‘shock’ da parte di fluttuazioni repentine e improvvise di prezzi puntuali;
  • neutrale, in quanto elaborato e implementato da una parte terza al sistema di contrattazione;
  • trasparente, in termini di disponibilità dei dati di partenza, delle elaborazioni e dell’indice stesso.
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