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Latte e formaggi sugli scaffali: da dove vengono? Allevatori umbri al supermercato

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Chiarezza sulla crisi del settore caseario e guida agli acquisti. Incontro, a Collestrada e Corciano, tra produttori e consumatori.

di Redazione

Gli allevatori umbri incontrano i consumatori nei centro commerciali di Collestrada (questa mattina) e al Quasar Village di Corciano (nel pomeriggio). La guerra del latte si allarga a macchia d’olio nelle diverse regioni italiane: oggi i produttori umbri sono scesi in prima linea per far conoscere ai cittadini i motivi della mobilitazione che sta impegnando decine di migliaia di allevatori, per impedire la chiusura delle stalle e gli effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità dei prodotti.

L’obiettivo è spiegare ai consumatori da dove viene il latte e come si ottengono i veri formaggi made in Italy. L’incontro al momento di fare la spesa ha avuto anche l’obiettivo di dare utili consigli nell’acquisto di prodotti lattiero-caseari. Secondo un Dossier Coldiretti, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta. L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine del latte a lunga conservazione, ma anche di quello impiegato in yogurt, latticini e formaggi, non consente – sostiene Coldiretti – di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionali e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy.

COSA C’E’ DIETRO LA CRISI DEL LATTE?

I dati dell’Umbria. Secondo elaborazioni Coldiretti, la produzione di latte ammonta a circa 600mila quintali annui. La produzione di latte di vacca, pecora e capra vale il 14 % della PLV (Produzione Lorda Vendibile) della zootecnia umbra e il 6% di quella agricola totale. Sono oltre 150 le aziende con vacche da latte con oltre 10 mila capi, oltre 1000 quelle caprine e ovine con produzione da latte.

Il problema etichetta. Proprio l’89% dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari, secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015. 

L’APPROFONDIMENTO: LAFATTORIA, IL QUADRO DEGLI ALLEVAMENTI IN UMBRIA

“Solo con una maggiore trasparenza del mercato e delle produzioni – ha spiegato ai consumatori Luca Panichi, presidente Coldiretti Perugia – il lavoro delle imprese potrà ottenere maggiore dignità. Occorre difendere e sostenere gli sforzi degli allevatori che lavorano quotidianamente per produrre latte e formaggi di qualità e impegnandosi allo stesso tempo per la tutela della biodiversità e a presidiare il territorio anche nelle aree più difficili”. “Una caratteristica distintiva e straordinaria della nostra produzione lattiero-casearia è la sicurezza alimentare e la qualità; le nostre stalle sono le più controllate al mondo e offrono un latte dalle elevate caratteristiche nutrizionali”, ha spiegato ai cittadini durante il presidio Coldiretti di stamane, la giovane allevatrice Antonella Taglioni.

All’iniziativa di oggi 11 novembre, durante la quale sono state offerte ai consumatori le eccellenze lattiero-casearie del territorio, proprio per ribadire la bontà e sicurezza del vero made in Umbria, ha partecipato anche una delegazione dell’Associazione Regionale Allevatori, impegnata quotidianamente con controlli mirati nelle stalle umbre.

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