Mosca olearia, il Vademecum del Consorzio olio Dop Umbria per difendersi in tempo

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La lotta inizia dalla conoscenza dell’insetto per prevenire i danni. Tre i trattamenti possibili in agricoltura integrata, ecco i prodotti in commercio

di Redazione

Questa volta, si gioca d’anticipo. Il disastro dello scorso anno non deve ripetersi. Ecco perché il Consorzio di tutela dell’olio extravergine Dop Umbria, alla cui guida c’è un giovane e valido addetto al settore Leonardo Laureti, ha deciso di rispondere in tempo alle richieste pervenute da molti olivicoltori umbri e offrire loro un supporto tecnico per difendersi preventivamente dagli attacchi della mosca olearia. Un vero e proprio Vademecum è stato diffuso agli iscritti al Consorzio, grazie alla collaborazione del Servizio fitosanitario della Regione Umbria. Un documento che qui vogliamo descrivere in sintesi nei suoi passaggi più importanti.

Il Vademecum dà indicazioni di difesa sia per l’agricoltura integrata che biologica, nel rispetto dei disciplinari di produzione e delle normative, anche per coloro che aderiscono alle misure agroambientali del nuovo Psr. Innanzitutto definiamo il nemico: cos’è la mosca olearia? Un dittero brachicero che in Umbria può compiere da due a tre generazioni in un solo anno. Sfarfalla a 14-18°, ma per riprodursi ha bisogno di temperature più calde, tra i 20-28°. Quando le olive raggiungono i 7-8 millimetri, le femmine depongono le uova proprio sotto la buccia. Quali sono i danni? Caduta prematura dei frutti, perdita di polpa. L’olio ottenuto sarà più acido e conterrà meno fenoli. I risultati al gusto, purtroppo, sono ben noti.

In questa prima parte dell’articolo parleremo di agricoltura integrata. Sono tre gli insetticidi che il Vademecum del Consorzio prevede. Per le aziende che aderiscono alle misure agroambientali del Psr, sono consentiti al massimo due interventi all’anno dei tre prodotti, che sono:

  1. Dimetoato. Insetticida attivo per contatto e per ingestione, altamente idrosolubile. L’epoca del trattamento è agosto-settembre-ottobre , tempi di carenza dai 28 a più di 30 giorni. In commercio ne esistono diversi: Rogor, Dacol, Chimigor, Dimistar, Gardius, Methior, Perfektion, Aragol;
  2. Imidacloprid. Insetticida sistemico che agisce sui più importanti fitofagi ad apparato boccale pungente-succhiatore e ad apparato boccale masticatore. L’azione del principio attivo distrugge il sistema nervoso degli insetti provocandone la morte. Si utilizza al superamento della soglia di intervento. Esempi di prodotti in commercio: Confidor, Kohinor olea, Nuprid suprema;
  3. Fosmet. Insetticida fosforganico che agisce soprattutto per contatto e secondariamente per ingestione, è caratterizzato da un effetto citotropico e da un’azione abbattente. Bisogna usarlo alle prime punture. I prodotti in commercio sono: Spada, Suprafos, Robò.

Alcuni suggerimenti: in caso di infestazioni tardive è meglio anticipare la raccolta alla seconda-terza decade di ottobre. Dopo la raccolta, meglio molire le olive nel più breve tempo possibile. Consigliabile, inoltre, filtrare l’olio ottenuto. Come capire il momento migliore per effettuare i trattamenti? Monitorando i voli del fitofago con trappole cromotropiche e feromoni. Le cultivar umbre più resistenti alla mosca olearia sono il Moraiolo e il Rajo.

Calce e geodisinfestanti non sono previsti, né autorizzati, dalle etichette di questi prodotti e non hanno alcuna efficacia. E’ invece indispensabile effettuare potature che favoriscano l’arieggiamento della chioma dell’ulivo e le penetrazione della luce. Da evitare un eccessivo apporto di azoto. Il Consorzio di tutela dell’olio extravergine Dop Umbria avverte: meglio avvalersi di personale tecnico specializzato e rivolgersi alle reti di informazione fitosanitaria regionale.

Nella seconda parte di questo articolo parleremo della lotta alla mosca olearia in agricoltura biologica.

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