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Olio Dop Umbria, parola d’ordine formazione. Dopo l’anno nero, ora nessuno si faccia trovare impreparato

Olio Dop Umbria, parola d’ordine formazione. Dopo l’anno nero, ora nessuno si faccia trovare impreparato

Verde Oro, la rubrica di Angela Canale – Nel 2015 pioggia di richieste per i corsi sull’olio e sulle tecniche di coltivazione. Pronta la risposta di istituzioni e tecnici agronomi

di Angela Canale – Agronomo

Un 2015 con poco olio ci ha incoraggiato a non mollare. Sempre di più le richieste di fare corsi per la conoscenza dell’olio e sempre di più le richieste degli olivicoltori di approfondire le tecniche di corretta coltivazione.

La risposta non è mancata. Proprio tutti si sono adoperati: mondo della ricerca, associazioni di produttori, amministrazioni comunali, consorzi, associazioni di assaggiatori, associazioni culturali, scuole di cucina, scuole di agricoltura, pro loco. L’ importante è che le informazioni date siano state corrette! Purtroppo, un po’ di confusione è stata fatta a proposito di lotte a parassiti vari. Inutili trattamenti al terreno e di prevenzione hanno tranquillizzato però gli animi di chi non si fida e si affida al sentito dire.

Ora è partito un attento monitoraggio ad opera di tecnici agronomi che settimanalmente tengono informati gli olivicoltori in tutta Italia. I mezzi di comunicazione social ci aiuteranno sicuramente a sapere tutto, minuto per minuto. Nessuno si faccia trovare impreparato, questa volta non ci saranno scusanti. Mai come in questo 2015 mi sono ritrovata a parlare di olio ad un pubblico attento e curioso, e mai avevo visto crescere tanto entusiasmo per questo prodotto. Quello che è scontato per alcuni, a volte, è un mondo da scoprire per altri.

Expo2015 è stata l’ennesima occasione per parlarne e per creare un’unione virtuale con Milano. La Camera di Commercio di Perugia ha aperto le porte al pubblico organizzando intere settimane per la comunicazione degli alimenti che in Umbria si producono. Tra tutti l’olio è sembrato essere il tedoforo, quello che rappresenta proprio tutta la regione. Abbiamo degustato oli provenienti da tutta Italia e dall’Umbria con gruppi di assaggiatori professionisti, abbiamo guidato giovani pizzaioli per una scelta consapevole dell’olio “giusto”. Anche ai ristoratori è stata offerta la possibilità di avvicinarsi alle diverse tipologie di oli, per capire le differenze oltre il prezzo, per parlare di tappo antirabocco, per ragionare sulla differenza tra “estratto a freddo” e non, per stabilire quanto dura un olio al di là della data di scadenza sull’etichetta. Con un po’ di rammarico, nel mondo della ristorazione non hanno risposto in molti, poche le presenze ma vogliamo pensare che finalmente l’olio non presenta più misteri e si comincia a sapere abbastanza anche in questo settore.

In questi mesi tanti nuovi giovani assaggiatori sono stati formati da corsi organizzati da Assoprol Umbria, dal Consorzio di tutela Dop Umbria, e tante persone hanno appreso i principi della potatura dell’olivo negli oliveti dell’Istituto Agrario Ciuffelli di Todi, e un po’ ovunque. Ma non solo formazione e comunicazione, questo è stato anche l’anno che ha visto la nostra regione impegnata nella progettazione di macchine per la raccolta e la potatura dell’olivo.

Questa è stata la reazione a uno sventurato 2014, come dire “non tutti i mali vengono per nuocere”.

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