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Struffoli, brighelle, castagnole e cicerchiata: il dolce Carnevale italiano

Struffoli, brighelle, castagnole e cicerchiata: il dolce Carnevale italiano

Le ricette tipiche di ogni regione: dal Trentino alla Sicilia. In Umbria pazzi per i morbidi bignè di pasta fritta, ripieni di crema chantilly.

di Redazione

Impazza il Carnevale, concedersi uno strappo alla dieta è lecito. Anzi, quasi obbligatorio. Regione che vai, dolce tipico che trovi. Non solo carri, sfilate e maschere, almeno 12.000.000 di chili di leccornie carnavalesche sono consumati dagli italiani, secondo la stima di Coldiretti che ha stilato la mappa regionale delle specialità.

Se la pasticceria artigianale è in crescita con i consumi degli italiani in aumento dello 0,7% nel 2015, secondo Databank, non manca chi si dedica alla preparazione casalinga per risparmiare e per esprimere la propria creatività. Partendo da ricette regionali che utilizzano soprattutto ingredienti semplici come farina, zucchero, burro, miele e uova è possibile fare un’ottima figura spendendo meno di 5 euro al chilo. Al contrario per l’acquisto al forno od in pasticceria si spendono dai 15 ai 30 euro al chilo, prezzi sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. 

Il Carnevale prende le mosse dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. Ufficialmente, l’inizio del Carnevale coincideva con la festa di S. Antonio Abate, il 17 gennaio, giorno dedicato all’uccisione del maiale. I banchetti carnevaleschi sono quindi molto ricchi di portate, anche in vista del digiuno quaresimale.

MAPPA DEI DOLCI TIPICI DI CARNEVALE PER REGIONE

UMBRIA – Tempo di strufoli, castagnole, brighelle, cicerchiata, e una particolarità di un solo comune: le cialde di Marsciano. La Cicerchiata ha origini molto antiche. Il nome di questo dolce deriva dalla Cicerchia, ma in realtà questo legume non viene affatto utilizzato nella preparazione del piatto dolciario, ma ne richiama la forma. Si tratta di una montagnetta di piccole palline di pasta dolce fritta, tenute insieme da un bagno di miele e coriandoli di zucchero colorati per decorare. Troviamo poi gli Struffoli, dolci di pasta aromatizzata al mistrà o rhum, in forma rotonda o allungati più o meno come una patata, che vengono fritti nello strutto di maiale, e poi imbevuti di alchermes o cosparsi di miele o zucchero. Le castagnole, o brighelle (dipende dal luogo in cui ci troviamo) sono invece dei bignè dolci, fritti e poi farciti con crema chantilly. Un’esplosione di gusto in bocca. In un solo comune dell’Umbria, Marsciano, a Carnevale di preparano le cosiddette Cialde di pastella, nel cui impasto è presente il vinsanto, il mistrà e i semi di anice. L’impasto viene poi cotto nella cialdiera o in un padellino antiaderente, un minuto per lato. Una volta cotta, la cialda prima che si raffreddi deve essere arrotolata su se stessa per darle la forma di cono. Viene quindi farcita a piacere, con panna o crema pasticcera, oppure semplicemente imbevuta nel vinsanto umbro.

ABRUZZO – Cicerchiata: gnocchetti grandi come ceci, fritti, guarniti con zucchero caramellato e miele, e decorati con i canditi e i confettini colorati; 

BASILICATA – Chiacchiere: nastri di pasta dolce fritti e spolverati di zucchero a velo, torta da sanguinaccio, taralli al naspro, zucchero caramellato;

CALABRIA – Pignolata: piccole sfere di pasta dolce, fritte in olio di oliva e unite tra loro dal miele, chiacchiere;

CAMPANIA – Struffoli: bastoncini con zucchero, miele e frutta candita, fritti e con confettini colorati, zeppole e sanguinaccio, crostata con sangue di maiale e cioccolato;

EMILIA ROMAGNA – Sfrappole e lasagnette: tagliatelle dolci, fritte, bagnate con succo di arancia e cosparse di zucchero a velo;

FRIULI VENEZIA GIULIA – Crostoli e castagnole: frittelle di pasta dolce farcite con crema pasticcera;

LAZIO – Frappe fritte o al forno e castagnole: gustose e morbide palle di pasta fritta riempite di ricotta o crema pasticciera;

LIGURIA – Bugie: nastri di pasta dolce, fritti e spolverati di zucchero a velo;

LOMBARDIA – Tortelli: dolci fritti cosparsi di zucchero e cannella o farciti con crema o uvetta;

MARCHE – Scroccafusi: palline di pasta con cannella e scorza di limone, prima lessate in acqua bollente e poi fritte. Spolverati di zucchero e bagnati con alchermes;

MOLISE– Scorpelle: dolcetti ricoperti di miele, struffoli;

PIEMONTE – Bugie: rombi o nastri fritti;  

PUGLIA – Chiacchiere e frittelle;

SARDEGNA – Brugnolus: a base di farina, uova e purea di patate, fritti e avvolti nello zucchero, e orillettas, cioè listarelle di pasta intrecciate, fritte e ricoperte di miele;

SICILIA – Pignolata: dolce metà bianco e metà nero composto da pezzettini di pasta fritti e ricoperti da glassa al limone o cioccolata, e ravioli fritti con crema o ricotta;

TOSCANA – Berlingozzi, cioè le classiche ciambelle e i cenci, vale a dire nastri di sfoglia fritti;

TRENTINO – Grostoi: nastri di pasta dolce, fritti e spolverati di zucchero a velo:

VALLE D’AOSTA – Bugie, tortelli con uva sultanina ammorbidita nel rum e ricoperti di zucchero e panzerotti alla marmellata;

VENETO – Galani: strisce quadrate o rettangolari fritte, oltre a frittelle e castagnole.

(Fonte: Elaborazioni Coldiretti)

 

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