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Sulle tracce del ‘fagiolo secondo’, ovvero l’Oro bianco del Piano di Orvieto

Redazione Saperefood.it 6 maggio 2016 Legumi & Cereali, Prodotti Tipici
oro bianco

Un progetto di ricerca dell’Università dei Sapori ha coinvolto gli studenti per salvare questo legume umbro dall’estinzione. E presto diventerà Presidio Slow Food.

di Redazione

Indagini storico-geografiche, antropologiche, scientifiche e culinarie per analizzare sotto tutti i punti di vista il “fagiolo secondo del Piano di Orvieto”, più comunemente chiamato ‘Oro bianco del Piano’. Si tratta di una varietà autoctona di pregio a rischio estinzione, oggi in fase di recupero e prossima al riconoscimento quale Presidio Slow Food.

Il progetto di ricerca è stato lanciato in occasione della sollecitazione della Fao che ha decretato il 2016 “Anno Internazionale dei legumi”. A cogliere l’occasione è stata l’Università dei Sapori di Perugia che, in sinergia con il Centro Servizi Formativi e con il Patrocinio del Comune di Orvieto, Slow Food e Fisar Orvieto, ha pubblicato lo studio “Orvieto tra cultura e tradizione – l’oro bianco del Piano” con il coinvolgimento degli allievi del primo e secondo anno di studi. Il volume è stato presentato al Complesso di San Giovanni, ad Orvieto.

IL FAGIOLO SECONDO DEL PIANO DI ORVIETO

Si tratta di una varietà locale molto diffusa ed apprezzata fino al dopoguerra, ma poi soppiantata da altre sementi. Il suo nome deriva dal fatto che viene seminato nel mese di giugno, come seconda cultura sullo stesso terreno sul quale sono stati raccolti il grano o altri cereali. La parola piano sta a specificare la predilezione del legume per i terreni di fondovalle che, specie in prossimità di fiumi o corsi d’acqua, beneficiano di un microclima sufficientemente umido, tale da non rendere necessari interventi di irrigazione, pur trattandosi di una semina estiva. Tale metodica colturale, unitamente alla varietà del seme, dà ai fagioli un ottimo sapore – specie se consumati secchi.  Questi particolari legumi si presentano di piccole dimensioni e di colore bianco uniforme, con la caratteristica di non avere bisogno di ammollo e di  cuocere in 25/30 minuti.

IL PROGETTO DI RICERCA

indexDue i filoni di ricerca: metodologico e contenutistico. Attraverso il primo, il Centro si è proposto di fornire risposte articolate alle esigenze formative e, contemporaneamente, all’inserimento nel mondo del lavoro, coniugando percorsi teorici ed obiettivi didattici a concrete applicazioni professionali. L’organizzazione modulare ha permesso di isolare un tema, studiarlo sotto molteplici punti di vista, concatenare concetti e conoscenze, svolgere ricerche presso la Biblioteca Comunale e presso l’Archivio di Stato, allargando via via il campo di indagine.

Si è così sviluppato un Laboratorio itinerante, che si è spostato in sedi differenti, popolato da esperti di formazione eterogenea, che ha avvicinato svariati argomenti in un intreccio continuo e sempre più vitale di lezioni teoriche e di saper fare. Ne è nato un prodotto ben articolato, completo e collegiale, frutto di una straordinaria esperienza di teamwork tra docenti, discenti ed esperti che ha messo al centro del progetto il fagiolo bianco del Piano, prodotto tipico di Orvieto. Altrettanto positiva e preziosa la collaborazione che ha visto in primo piano l’Archivio di Stato, con le sue sollecitazioni, la varietà dei materiali, la passione riposta nel progetto e la capacità di guidare i giovani ricercatori verso un percorso di crescita umano e didattico, in modo stimolante e creativo.

Il programma delle iniziative legate al progetto di ricerca prevede anche una giornata di degustazione (sabato 7 maggio 2016) a cura degli allievi del CSF di Orvieto, dalle ore 10 alle 12 ad Orvieto Centro – Torre del Moro e P.zza Sant’Andrea e dalle 17 alle 19 al Centro Commerciale Porta Di Orvieto . Saranno disponibili alcune copie della pubblicazione: “Orvieto tra cultura e tradizione – l’oro bianco del Piano”.

1 Comment

  1. Gabriella castellii 18 gennaio 2017 at 14:36

    Sono di Milano e vorrei sapere se il Fagiolo Secondo del Piano si può trovare in commercio e dove nella mia città.

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