L’agricoltura familiare nell’era globale. Dibattito a Perugia (gallery)

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Per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, all'ex Facoltà di Agraria, si è discusso sul tema scelto dalla Fao. Premiati alcuni ex allievi, oggi illustri esperti di settore  

di Redazione

In Italia, 9 aziende agricole su 10 sono a conduzione familiare, un tassello preziosissimo del Made in Italy. In Europa, rappresentano il 70% e addirittura l’83% in Nord America. Tutelare lo sviluppo di queste realtà imprenditoriali, così straordinariamente legate al territorio di origine, è oggi fondamentale per salvaguardare l’intera produzione agricola, su scala mondiale. Questo il tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione celebrata oggi, 16 ottobre. Anche a Perugia, al Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali, si è svolta una cerimonia nell’aula magna del Complesso monumentale di San Pietro. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), con sede a Roma, e rientra nelle attività formalmente riconosciute anche dal Ministero degli esteri, Dipartimento per la cooperazione allo sviluppo.

Oltre 500 milioni di imprese nel mondo, pari al  98% del totale (750 milioni), sono gestite da famiglie, in genere diretto-coltivatrici, e da esse deriva oltre il 56% dell’intera produzione agricola. A livello internazionale, si va dalle enormi aziende brasiliane, argentine, americane o russe, dove una famiglia, con grandi trattori, coltiva migliaia di ettari, alle agricolture africane o asiatiche, dove l’azienda non arriva neanche a un ettaro.

La sfida del futuro, come scritto messaggio del direttore generale della FAO José Graziano Da Silva, letto in aula da due studentesse, è quella di far uscire dalla povertà la maggioranza delle famiglie più povere, garantendo a loro, e specialmente alle donne, l’accesso all’educazione, alla sanità, al credito e al mercato.

Sulla base di questi dati si è svolta la discussione, dopo i saluti di Francesco Tei, direttore del Dipartimento, e di Andrea Sisti, presidente dell'Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali. Molti gli esperti che hanno voluto dare il proprio contributo. La dottoressa Sandra Corsi (Bioversity International) ha parlato di agricoltura di conservazione e agricoltura familiare nei Paesi in via di sviluppo, e delle tecniche usate per salvare il terreno dall’erosione causata dai venti e dalla siccità, in periodi storici particolarmente difficili dal punto di vista climatico.

Interessante anche il discorso del prof. Manuel Vaquero Pineiro (Dipartimento Scienze politiche), sull’agricoltura familiare in tempi di globalizzazione alimentare. E’ vero che in termini numerici le aziende familiari sono tantissime, ha spiegato Pineiro, ma se prendiamo in esame la produzione il dato cala sensibilmente: queste aziende non arrivano a coprire neanche il 50% della produzione mondiale. Questo perché è un’agricoltura solitamente rivolta all’autoconsumo. Eppure, oggi, la Fao vede nelle aziende familiari una grande opportunità di sviluppo, connessa alla disponibilità delle risorse idriche e alla gestione del bosco. Indispensabili per la sopravvivenza delle imprese agricole familiari sono i mercati rionali e popolari, dove, in molte zone del mondo sottosviluppato, non vengono rispettate le più elementari norme igieniche. Eppure, se le istituzioni mettessero paletti molto stringenti in questi paesi già precari, moltissimi piccoli imprenditori si ritroverebbero senza reddito. L’equilibrio da trovare è precario, ma non impossibile.

Come ogni anno, la cerimonia ha previsto la consegna di targhe alla carriera a ex studenti della Facoltà di Perugia. Quest’anno sono stati premiati il prof. Naldo Anselmi, fitopatologo di fama internazionale, che si è occupato delle malattie delle piante arboree, ed è attualmente presso l’Università della Tuscia, il prof. Marino Felicioni, a.a. 1969/70, docente e preside di Istituti Tecnici Agrari nelle Marche, appassionato ed esperto enologo, il prof. Efisio Piano, a.a. 1968/1969, genetista agrario, esperto di essenze foraggiere, che ha diretto importanti centri di ricerca in tutta Italia ed è stato spesso coinvolto in studi e missioni all’estero, il dottor Nicola Vaccaro, a.a. 1975/76, già responsabile di un centro di formazione interregionale dove sono passati centinaia di agronomi, e poi funzionario della Agenzia regionale umbra per l’innovazione in agricoltura, e ancora, il dottor Rolando Valigi, laureatosi ben sessanta anni fa, sempre dedito alla gestione della sua azienda, e anche attivo nel settore della mangimistica.

Infine, è stata consegnata una targa alla carriera alla dottoressa Mary Frances Traynor, già lettrice di lingua inglese per oltre venti anni, e alla dottoressa Maria Luisa Fratteggiani Bianchi, già bibliotecaria in Facoltà, oggi in pensione.

(Foto di Andrea Ottaviani)

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