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Capire il cliente e vendere meglio. Formazione agli alimentari di quartiere

Capire il cliente e vendere meglio. Formazione agli alimentari di quartiere

Il Consiglio nazionale Fida, Confcommercio, ha lanciato da Perugia un progetto di formazione per i piccoli imprenditori dell’alimentare. Partner Università dei Sapori.

di Redazione

Le imprese del commercio al dettaglio del comparto alimentare sono 122.000 in Italia e oltre 1.300 in Umbria.  Piccole realtà che rappresentano la tradizione dell’acquisto nel negozietto sotto casa, sinonimo di qualità, ma che oggi sono chiamate a nuove sfide per interpretare i bisogni del mercato in continuo cambiamento, per potersi innovare e riuscire a sviluppare sistemi di offerta efficaci ed efficienti. Da sempre, queste imprese costituiscono anche nella nostra regione,  la spina dorsale delle attività di vicinato, svolgendo  dunque  anche un ruolo sociale di presidio del territorio.

Il Consiglio nazionale della Fida, la Federazione dei dettaglianti dell’alimentazione aderente a Confcommercio, che di queste imprese rappresenta  il 50%, con oltre 60 mila associati, si è riunito a Perugia per  dettare le linee guida di un programma di  innovazione della categoria che ha  i sui capisaldi nella formazione e nella relazione con il cliente. Partner di questo percorso l’Università dei Sapori, presso cui i consiglieri, guidati dalla presidente nazionale Fida e vice presidente nazionale Confcommercio Donatella Prampolini Manzini e dal vice presidente nazionale e presidente provinciale Fida Samuele Tognaccioli, si sono ritrovati per la presentazione di un progetto formativo costruito “su misura” per le esigenze di professionisti dell’alimentazione che vogliono cambiare al ritmo del mercato.  

E di cambiamenti ce ne sono davvero tanti, come è stato evidenziato nel corso di un primo modulo formativo dedicato al nuovo ruolo del piccolo imprenditore nello scenario futuro di mercato: basti pensare alla crescente attenzione dei consumatori per gli aspetti salutistici, con circa 3,5 milioni di persone in Italia che sono vegetariane/vegane, con un aumento costante  a due cifre percentuali. Un consumatore che ha imparato a risparmiare, modificando continuamente le scelte – in tempo di crisi  il 55%  compra solo l’essenziale e taglia il superfluo e il 33% compra meno in assoluto – e che è sempre più informato, grazie in primo luogo (dati ricerca Nielsen)  ai suggerimenti di amici (44%) , ad internet (37%), alle informazioni raccolte in negozio (34%).  Un consumatore, infine, che ricerca la convenienza in termini di qualità-prezzo, ma dà altrettanta importanza al rapporto umano, e che negli acquisti di largo consumo lascia sempre meno al caso: l’86% confronta i  prezzi, il 60% legge con attenzione le etichette, il 52% è molto attento alla provenienza delle materie prime, il 38% è molto informato sulla composizione degli alimenti e sul loro valore nutritivo (fonte Nielsen) .

“L’alimentarista moderno – ha sottolineato la presidente nazionale Fida-Confcommercio Donatella Prampolini – mette il cliente al centro della sua attenzione, cura la relazione e la consulenza  in modo speciale, per fornire una esperienza di acquisto sempre piacevole e rassicurante in un ambiente familiare. Chi entra nei nostri negozi sa che per noi non è un numero, ma una persona unica di cui ci prendiamo cura”.

“Il programma formativo che interesserà la nostra categoria, curato da Università dei Sapori –  aggiunge il presidente provinciale Fida-Confcommercio  Samuele Tognaccioli  – è centrato sul principio “formarsi per informare”:  vogliamo fornire agli operatori gli strumenti per  raccontare quello che vendono,  valorizzare le tipicità, essere consulenti di fiducia che offrono un assortimento centrato sulle esigenze del cliente”.

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