Imu agricola, domani si paga. Cia e Confagricoltura Umbria: appello al Parlamento

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Oggi conferenza per fare il punto. Spoleto delibera una nuova scadenza al 10 aprile. Ma le associazioni avvertono: “Chi non paga adesso, pagherà dopo con la mora”

di Emanuela De Pinto

Il giorno fatidico è alle porte. Domani, 10 febbraio, si paga l’Imu agricola. Quanto e chi, sono domande che si perdono in una confusione surreale. Per il momento, deve essere versato quanto di competenza del 2014, ma sul futuro tutto è ancora da chiarire. Anci, Cia e Confagricoltura non mollano: l’Imu agricola è inaccettabile. Oggi, nella sede Anci di via Alessi, a Perugia, si è tenuta una conferenza stampa per fare il punto della situazione regionale e sollecitare il Parlamento affinché provveda a modificare il decreto del Governo. Presenti, quindi, anche i due parlamentari umbri Filippo Gallinella (M5S) e Walter Verini (PD).

Secondo l’ultimo decreto, sono esenti dal pagamento 69 Comuni in Umbria. Ma l’imposta deve essere comunque pagata in tutti i territori non montani e, in parte, in quelli classificati come parzialmente montani. Il criterio applicato è quello dell’Istat, fermo al 1990. Valutazioni che i presidenti di Cia e Confagricoltura regionale, Domenico Brugnoni e Marco Caprai, giudicano “comunque approssimativi, perché di fatto è stato scaricato su diversi comuni umbri un onere gravissimo”.

Nei territori parzialmente montani sono esenti solo i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (Iap). “Eppure – ha detto Brugnoni – nella realtà umbra vi sono molti casi di imprese agricole strutturate con operai, impiegati e dirigenti agricoli che si trovano nella paradossale situazione di non poter acquisire tale qualifica. E lo Stato colpisce queste imprese con una imposizione fino a 100 euro ad ettaro. Si tratta di imprese con un’estensione di decine o centinaia di ettari, che subiranno un colpo mortale”.

A raccontare un esempio concreto è un impiegato Cia dell’Ufficio territoriale di Cannara, che spiega di aver fatto il calcolo proprio ieri a due pensionati, i quali hanno ceduto in affitto il terreno agricolo al giovane figlio, nel Comune di Cannara. Ora, percepiscono 500 euro al mese di pensione, ma ne dovranno pagare ben 1.500 di Imu. Una scure anche per il ricambio generazionale, che viene scoraggiato anziché incentivato. “L’esclusione dell’esenzione Imu da questi terreni ubicati nei Comuni parzialmente montani rappresenta – hanno ribadito Cia e Confagricoltura Umbria – un’incomprensibile limitazione alle forme più innovative di utilizzo del fattore terra fortemente incentivate dall’Unione Europa”. Il controsenso: mentre l’Europa dà, lo Stato italiano toglie.

Ma c’è anche un altro problema che riguarda le casse dei Comuni: “Ci siamo ritrovati – ha spiegato il presidente Anci Umbria e sindaco di Narni (comune parzialmente esente), Francesco De Rebotti, presente all’incontro – con buchi di bilancio preoccupanti, per cui ci sarà la necessita di istituire un Fondo di riequilibrio. Abbiamo già comunicato la questione alla Corte dei Conti”. In sostanza, i precedenti tagli sui Comuni fatti dal Governo (350milioni di euro) non saranno compensati dall’Imu. “Le risorse – ha sottolineato De Rebotti – dovevano essere trovate altrove. Altro problema è poi la grande difficoltà dei nostri uffici Anci a gestire la materia, e dei sindaci nel dover rendere comprensibile questo prelievo ai contribuenti che fino a ieri non hanno mai pagato questa imposta”.

Quale soluzione? Il deputato Gallinella ha parlato di una proposta a sua firma che prevede di rimandare la discussione sull’Imu agricola al 2016 e “congelare” per adesso il deficit di bilancio. Non è della stessa opinione l’onorevole Verini, per il quale la soluzione più adatta deve ancora essere studiata, pur “avendone il Governo preso atto”. Una lettera è già stata inviata al ministro Martina, tenendo bene a mente che “la coperta è sempre corta” e che resta di grande importanza essere uniti, “con una sola voce”. Per niente soddisfatta la Cia, che ha chiesto ai parlamentari umbri di farsi parte diligente nell’apportare significative modifiche al decreto nella fase della sua conversione in legge“.

Rimane un dubbio sulla scadenza effettiva. Nei giorni scorsi, la Giunta comunale di Spoleto ha deliberato che l’Imu sui terreni agricoli, per l’anno 2014, potrà essere versata senza sanzioni fino al 10 aprile prossimo, stabilendo un’aliquota base del 7,06 per mille. Il Comune di Spoleto si rifà allo Statuto dei Contribuenti, che prevede la possibilità di saldare il dovuto entro 60 giorni, non sanzionabili, dalla scadenza ufficiale (10 febbraio). Ma Cia, Anci e Confagricoltura su questo punto non si sbilanciano: “L’unica certezza che abbiamo oggi, è che chi non pagherà adesso, dovrà sicuramente pagare dopo con tanto di interessi”.

Intanto, per domani Cia Lazio e Toscana hanno in programma una giornata di mobilitazione nelle piazze, e hanno invitato gli associati a “non effettuare alcun versamento nell’attesa di un provvedimento correttivo da parte del Parlamento, che sollecitiamo – si legge in una nota stampa – venga adottato con la conversione del decreto legge”.

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