L'informazione agroalimentare in Umbria

Miele senza confini. Gli apicoltori del Mediterraneo si incontrano a Foligno

Share

Dal 7 al 9 novembre Italia, Spagna, Marocco, Algeria, Tunisia, Palestina, Libano, Albania e Croazia si danno appuntamento al VI Forum dell’apicoltura in Umbria. Al via anche “Mielinumbria”, la mostra-mercato del miele più buono  

di Stefania Santantonio

Conf stampa mieleNove Paesi del Mediterraneo eleggono Foligno capitale del miele. L’ape è un bene comune, una risorsa necessaria, e in quanto tale va conservata. Non solo ci dà il goloso miele, ma contribuisce al mantenimento delle diversità degli ecosistemi. E’ fondamentale per la salute dell’ambiente.

Dal 7 al 9 novembre, l’Umbria ospita a Foligno il VI Forum dell’apicoltura del Mediterraneo, contemporaneamente a Mielinumbria, la mostra-mercato giunta alla sua sedicesima edizione, dopo un anno di pausa. L’evento è stato presentato a Palazzo Donini, a Perugia, da Giovanni Patriarchi, assessore al Turismo, alla Sviluppo economico e all’Agricoltura del Comune di Foligno, Joseph Flagiello, presidente Felcos Umbria, Fondo di Enti Locali per la Cooperazione decentrata e lo Sviluppo umano sostenibile, e Vincenzo Panettieri, presidente Apimed, Federazione degli Apicoltori del Mediterraneo.

Il Forum dell’apicoltura del Mediterraneo è nato a Foligno nel 2007, su iniziativa di Apau, Associazione Produttori Apistici Umbri, di Felcos Umbria e del Comune di Foligno, con il supporto dell’iniziativa Art di Undp e della Regione Umbria, con lo scopo di fornire un’occasione di dialogo e confronto tra gli apicoltori del Mediterraneo. Al Forum parteciperanno 9 Paesi del Mediterraneo (Italia, Spagna, Marocco, Algeria, Tunisia, Palestina, Libano, Albania e Croazia), un incontro internazionale realizzato nell’ambito del progetto Mediterraneam CooBEEratio, finalizzato a creare un’alleanza per la difesa delle api, e finanziato dalla Comunità Europea.

Secondo Flagiello, è tempo di allargare i nostri confini regionali e passare “dal miele alle relazioni positive”, per far crescere le comunità locali, tenendo presente che “dietro ogni diversità, ci sono sempre interessi comuni, e i rapporti tra produttori generano valori”. Per Vincenzo Panettieri, presidente Apimed, “non dobbiamo pensare solo ad economizzare, ma comprendere il ruolo che l’ape ha sull’ambiente, e giungere ad una nuova concezione, che segua un percorso completo, sostenuto e realizzato attraverso politiche mirate”.

Politiche mirate che ancora scarseggiano in Italia. Basti pensare che per gli sforzi sostenuti dagli apicoltori, in questo pessimo anno dal punto di vista climatico per la produzione di miele, non è previsto alcun aiuto economico o risarcimento dallo Stato. “Non è così in altri Paesi, – commenta Panettieri – come ad esempio in Francia e in Spagna. In Italia è previsto un aiuto solo in caso di attacco di varroa destructor”, un acaro parassita che si attacca al corpo dell’ape e ne provoca l’indebolimento, nei casi più gravi si arriva alla morìa dell’intera colonia.

Eppure quella dell’apicoltura non è una voce trascurabile nell’economia italiana: oltre 75.000 operatori e un patrimonio di 1 milione e 200 mila alveari. In linea con il resto del Paese, anche in Umbria è un 2014 da dimenticare, con un calo del 50% nella produzione del miele, e prezzi di mercato che si aggirano attorno agli 8 euro al chilo.

Per il prossimo fine settimana, dunque, doppio appuntamento a Foligno. Il dibattito internazionale sul futuro dell’apicoltura da un lato, la mostra-mercato dall’altro. Se volete trascorrere un dolce weekend, avrete tre giorni per conoscere e assaggiare i migliori mieli dell’Umbria e di tutto il Mediterraneo: in programma per Mielinumbria degustazioni guidate gratuite e squisiti assaggi.

Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.