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Olio biologico. Contro la mosca margherite, argilla ed eco-trappole/Parte2

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Il Vademecum del Consorzio di tutela olio extravergine Dop Umbria per evitare in tempo i danni dell’insetto. Ecco cosa usare quando l’olio è bio

di Redazione

Nella prima parte di questo articolo ci siamo occupati di lotta alla mosca olearia in agricoltura integrata, ora la lente d’ingrandimento va sui rimedi efficaci quando si pratica l’agricoltura biologica, che non tollera insetticidi chimici. Anche su questo fronte, il Consorzio di tutela olio extravergine Dop Umbria ha dato precise indicazioni attraverso un Vademecum, inviato a tutti gli olivicoltori iscritti. Ecco cosa è possibile utilizzare come rimedi naturali contro la mosca dell’ulivo:

  • Spinosad. E’ un agente di contenimento degli insetti dannosi di derivazione naturale a base di Sponoside, metaboliti prodotti durante il processo di fermentazione innescato da un batterio naturalmente presente in alcuni terreni, la Saccharopolyspora spinosa. Spinosad è quindi una miscela dei due metabolidi più attivi che agisce sul sistema nervoso degli insetti. Si dà dalla fase di indurimento del nocciolo (fine giugno-inizio luglio), fino alla prima presenza di adulti. Sono consentiti al massimo 8 interventi , per 7 giorni. In commercio si trova lo Spintor fly e il Tracer fly;
  • Beauveria bassiana. E’ un bioinsetticida a base di spore vitali dell’omonimo fungo, che agisce per contatto. La morte della mosca è dovuta all’azione meccanica di penetrazione del micelio e conseguente perdita di acqua e nutrimenti combinata alla secrezione di enzimi idrolitici. Epoca di utilizzo: ogni 7 giorni o in prossimità della raccolta per infestazioni tardive, oppure con trattamenti anticipati e ripetuti dopo la pioggia;
  • piretinePiretine naturali. Sono insetticidi naturali ottenuti dalla macinazione dei capolini di alcune specie appartenenti al genere Chrisantheumum Cinerariifolium (le margheritine bianche, per intendersi). Le piretine hanno un rapito effetto, hanno una bassa tossicità e una persistenza limitata, vengono infatti degradate dalla luce e da temperature troppo alte. Esempi di prodotto in commercio: Pireto natura – Pyganic;
  • trappole mosca oleariaTrappole per cattura di massa (Attract &kill), che detto così sembra una vera e propria strage. Viene posizionata una trappola ogni due piante, in caso di oliveto giovani o di media taglia (densità di impianto 200.400 piante/ha), oppure una trappola a pianta nel caso di olivi alti più di 5 metri (e con un numero di 100-150 piante/ha). Si usa dall’indurimento del nocciolo fino alla raccolta. In commercio esistono diverse di queste trappole: Dacus Trap, Magnet Oli, Cromo Trap.
  • Rame. Non è un insetticida, e pertanto non presenta efficacia diretta contro le larve e l’adulto della mosca olearia. Ma può essere un valido aiuto poiché un trattamento precoce autunnale o in tarda primavera contro “l’Occhio di Pavone”, le macchie delle foglie, ha un effetto anche sui batteri del filloplano e su quelli della mosca. Il limite massimo di rame metallico consentito è di 6 kg/ha;occhio di pavone
  • Caolìno. Si tratta di una polvere d’argilla che è in grado di creare una pellicola sul frutto, riducendo sia i rischi di scottature nelle stagioni molto calde, sia rendendo la drupa inospitale per la mosca olearia che non riconosce l’olivo come buon ospite. Il prodotto deve essere distribuito preventivamente, prima dell’inizio della deposizione delle uova (a fine giugno – inizio luglio), coincidente con la fase d’indurimento del nocciolo. Va, inoltre, ripetuto in caso di piogge.
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