L'informazione agroalimentare in Umbria

A tavola da Gianfranco Vissani con la cucina dei Santi (gallery)

Share

Da Padre Pio al Poverello di Assisi: presentato al Festival "Arte e Fede" di Orvieto un libro con tante ricette e curiosità

di Redazione

Non chiamateli peccati di gola. Si tratta, invece, di una rassegna davvero originale sui piatti "preferiti" da santi e beati, arricchita da schede e racconti. Non mancano, ovviamente, le ricette. Semplici e chiare, sono spiegate in modo che chiunque può provare a ripeterle nella propria cucina. Si va dal dolce preferito di Giovanni Paolo II alla torta di erbe amare per Santa Caterina da Siena. E ancora, ci sono i maccheroni di San Pio da Pietrelcina, la mattonella di marroni della giovane Giacinta e il pane di crusca alla certosina.

Il volume “In cucina con i Santi – Ricette di cielo e di terra”, scritto dai sacerdoti milanesi Andrea Ciucci e Paolo Sartor, è stato presentato venerdì 20 giugno al Festival "Arte e Fede" ad Orvieto durante una conferenza nel corso della quale sono stati toccati anche argomenti di attualità, come gli ogm, la globalizzazione e le leggi comunitarie su agricoltura e cibo. Ad ospitare l'evento l'Altro Vissani, il ristorante del cuoco, gastronomo e critico umbro che del libro ha curato la prefazione.

“Il libro mi è sembrato subito interessante – ha esordito Gianfranco Vissani – perché parla di ricette e prodotti semplici legati al territorio, un patrimonio culturale immenso che però rischiamo di perdere. Penso ad esempio alla cipolla di Breme, un caso che ho potuto toccare direttamente con mano. Coltivata nel Pavese, è una delle più grandi cipolle italiane. Ebbene, siccome la produzione non supera un determinata quantità, la cipolla di Breme non ha ottenuto ancora un proprio disciplinare. Lo stesso dicasi per le amarene della Valchiavenna. Saranno in tutto dieci produttori. Pochi, dicono. Per la Ue queste realtà semplicemente non esistono”.

Nel merito del libro è entrato don Ciucci: “Uno degli aspetti che mi ha colpito durante le ricerche – ha spiegato – è stato scoprire come nella cucina dei santi fosse presente una sensibilità verso certe tematiche ambientali e alimentari che solo oggi la società ha sviluppato. Come il dibattito sui prodotti a chilometro zero. Per i monaci che vivevano nel deserto era già previsto nella loro regola il compito di camminare ogni giorno nel territorio intorno al monastero per trovare le erbe con cui nutrirsi e mangiare”. Un altro elemento che caratterizza queste storie, è che il cibo, semplice o raffinato, è vissuto sempre come elemento di condivisione, sia nei momenti allegri che nelle circostanze più difficili. “Ce ne è sempre per tutti – aggiunge sempre don Ciucci – è questo pure il significato dei vari miracoli di moltiplicazione. Un insegnamento che dovremmo tenere presente anche nel mondo di oggi, dove circa un miliardo di persone soffre ancora la fame”.

Interessante anche la ricostruzione di un intero menu che venne preparato a San Luigi re di Francia e alla sua corte: “All'evento, raccontano le cronache del tempo, era presente anche il generale dei francescani che si sedette all'ultimo posto. San Luigi, che era uomo che leggeva il Vangelo, si alzò e lo invitò a sedersi accanto a lui. In questa scena abbiamo ritrovato esattamente il brano del Nuovo Testamento in cui Gesù dice, 'quando andate ai banchetti mettetevi all'ultimo posto e lì sarete riconosciuti'. Tutto questo per dire che anche un banchetto raffinato e glorioso dal punto di vista gastronomico diventa un luogo dove in cui le scelte delle persone si vedono e vengono giudicate secondo il Vangelo”.

L'evento si è concluso con la degustazione di alcuni dei piatti descrittii nel libro. Tra quesi, come antipasti, le polpette all'uovo (San Filippo Neri da Firenze) e il pasticcio di gamberi (San Francesco di Assisi); per secondo agnello, cacio e uovo (Beata Colomba da Rieti) e la peperonata (San Pio da Pietrelcina); infine il dessert con i mostaccioli come li cucinava un'amica di San Francesco al Poverello di Assisi.

 

 
Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.