Allergie alimentari, cause e cibi che alzano il rischio

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Intervista al dottor Massimo Bassini: sempre più pazienti, un motivo è la maggiore igiene che ha indebolito il sistema immunitario. E nella lista nera c'è il frutto estivo più consumato

di Emanuela De Pinto

Oltre tre milioni di italiani soffrono di allergie alimentari (8-10% della popolazione), mentre le persone intolleranti ad alcuni alimenti hanno ormai raggiunto la soglia del 40%. Le cifre sono quasi raddoppiate negli ultimi dieci anni e ad esserne maggiormente colpiti sono i bambini. Sono gli ultimi dati statistici della Società italiana allergologia, asma e immunologia clinica. Per saperne di più abbiamo intervistato il dottor Massimo Bassini, medico chirurgo, specialista in allergologia ed immunologia clinica, con sede a Città di Castello.

Dottore, qual è la differenza tra allergie e intolleranze alimentari?

intolleranza al lattosio"Le allergie alimentari sono malattie del sistema immunitario, importantissimo perché ci protegge dalle infezioni e dai tumori ma che, in questo caso, risponde in maniera anomala ad allergeni alimentari. Le intolleranze alimentari, invece, non sono malattie del sistema immunitario ma possono essere dovute a carenze enzimatiche, la più comune tra queste è il deficit di lattasi responsabile dell’intolleranza al lattosio, che non deve pertanto essere confusa con l’allergia alle proteine del latte. Altre cause di intolleranza alimentare sono dovute alla presenza nei cibi di amine vasoattive, come nel caso dell’intolleranza farmacologica all’istamina".

Quali sono i sintomi più comuni dell’allergia alimentare?

"Sono quelli che caratterizzano la sindrome orale allergica, cioè prurito al palato, gengive, lingua e gola; i sintomi gastroenterici quali il dolore addominale, vomito e diarrea e i sintomi cutanei quali prurito, eritema, orticaria e angioedema".

Quali gli alimenti più a rischio?

"Latte, uova, crostacei, pesce, arachide, nocciola, grano e soia. In particolare, nei crostacei, il principale responsabile dell’allergia è la tropomiosina, che si trova nella muscolatura di questi animali. Sono moltissimi i casi di allergia dopo aver mangiato i gamberetti, ad esempio".  

Negli ultimi anni in Umbria ha riscontrato l'aumento di casi clinici? Se sì, perché secondo lei?

"Negli ultimi anni ho riscontrato un incremento delle allergie alimentari correlate alle allergie respiratorie: infatti alcuni allergeni sono presenti con un elevato grado di omologia sia sui pollini che negli alimenti vegetali. Un soggetto con un’allergia respiratoria può pertanto sviluppare un’allergia a molti alimenti vegetali dove è presente l’allergene in questione. Per quanto concerne le cause di questo incremento, i fattori più importanti sono connessi con lo stile di vita occidentale. E’ oramai appurata la cosiddetta “ipotesi igienica”: la sempre maggiore attenzione all’igiene e la conseguente riduzione di infezioni, soprattutto in età neonatale, comporta uno sviluppo incompleto del sistema immunitario che rende soggetti allo sviluppo di allergie, tra cui quelle alimentari. In sostanza, i nostri meccanismi di difesa non funzionano come dovrebbero.

Quindi, più siamo ossessionati dalla pulizia e più ci esponiamo al rischio allergie?

In un certo senso, sì. Si è visto, ad esempio, che nelle famiglie con molti figli le allergie sviluppate sono meno rispetto a quelle famiglie con un solo figlio. La vita di gruppo dei bambini aumenta la possibilità di contrarre infezioni, che aiutano a sviluppare le difese immunitarie. A ciò si deve aggiungere il largo uso di antibiotici e l'inquinamento ambientale. Storicamente, c'è un studio epidemiologico che avvalora questa teoria: in Germania, prima della caduta del muro di Berlino, ad Ovest, dove si era sviluppata l'industrializzazione e si conduceva una vita di tipo occidentale, si riscontravano molte più allergie rispetto all’Est. Quando il muro è stato abbattuto, la situazione si è parificata".

Qual è l’iter diagnostico da seguire?

"Qualora si sospetti un’allergia alimentare si consiglia la visita allergologica corredata da prick test per gli allergeni alimentari. Si posizionano sulla pelle dell’avambraccio alcune gocce di allergene purificato, la cute viene poi scalfita con una lancetta monouso per far penetrare l’allergene. Dopo circa 15-20 minuti si valuta la reazione cutanea ottenuta in corrispondenza di ogni allergene. Il test può essere eseguito anche con il metodo prick by prick, ovvero usando l'alimento fresco. In alcuni casi, si potrà ricorrere al dosaggio delle IgE specifiche per gli alimenti o al test ISAC, quest’ultimo permette la diagnosi molecolare. Il test che permette di risolvere i casi dubbi è sempre il test di provocazion orale con l'alimento sospetto, dove l'alimento viene somministrato per via orale, da eseguirsi in ambiente protetto al fine di intervenire prontamente in caso di gravi reazioni allergiche".prick-test-allergia-muffa

Ne sono più colpiti gli uomini o le donne?

"Sono egualmente colpiti dall’allergia alimentare".

E i bambini?

"I bambini sono più frequentemente interessati a causa del loro non completo sviluppo del sistema immunitario. Latte e uova sono gli alimenti più problematici, ma in molti casi questa allergia viene superata con la crescita".

C’è un alimento killer, che non lascia scampo per chi ne è allergico?

"C’è una molecola che in Europa meridionale è maggiormente a rischio. E’ la LTP – lipid transfer protein, che si trova in molti alimenti vegetali, ed è soprattutto la LTP che si trova nella pesca, in particolare nella buccia, a determinare la sensibilizzazione allergica. Questa molecola non va incontro alla degradazione con la cottura e nemmeno viene denaturata dalla digestione gastrica. Quindi entra in circolo e può provocare, nei pazienti allergici, lo shock anafilattico caratterizzato dall'abbassamento rapido della pressione arteriosa a cui può far seguito la perdita di coscienza e l'arresto cardio-circolatorio. Lo shock anafilattico può essere mortale". 

pesca

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1 Comment

  1. addesi serafina says

    Complimenti x l`articolo. Il dott avrà pure ragione sul fatto che oggi siamo fissati con l`igiene, ma da piccola ho fatto di tutto e di più…. tra campi di grano, fiumiciattoli, giochi con la terra e chissà quante schifezze ho toccato che non ricordo più. Credo di essermi immunizzata abbastanza, purtroppo adesso mi ritrovo ad essere allergica ed intollerante al nickel…chissà le cause sono infinite…intanto la mia vita è cambiata e ritornerei volentieri bambina! Buon lavoro

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