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Aperta la Cannelletta, a Castel Viscardo dieci giorni di festa (gallery)

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Tanta gente per la tradizionale sfilata del carro allegorico, quest'anno un gigantesco grappolo d'uva composto da damigiane di vetro. Ogni sera un primo diverso. Una sagra anche ecologica

di Redazione

Un gigantesco grappolo d'uva composto da damigiane di vetro, il tutto sorretto da un telaio di ferro ricoperto da verdura e tralicci di vite. Originale anche quest'anno il tema del carro allegorico che a Castel Viscardo ha aperto ufficialmente la Sagra della Cannelletta (14 – 23 agosto). Non si usano più i buoi, ma il fascino è sempre lo stesso.

La sfilata ha attraversato le vie principali del paese, dalla chiesa del Santissimo Crocifisso fino a piazza IV Novembre. Tragitto lungo il quale, come da tradizione, al pubblico assiepato lungo la strada viene offerto vino “spillato” direttamente dalla botte. Dalla cannelletta, appunto. Un vero e proprio rito che si ripete da quasi mezzo secolo (quella che si è aperta ieri è la 49esima edizione), accompagnato dalla note della banda musicale "Verdi" e dalle bambine in costume da contadine che distribuiscono dolci. Altro elemento immancabile in questa occasione, sua maestà la porchetta.

La festa, propone cene in piazza a base di prodotti tipici. Ogni sera, poi, c'è un primo piatto diverso da assaggiare: tagliatelle con le rigaglie, “umbrichelle” all'amatriciana o all'arrabbiata, polenta con sugo di cinghiale, maltagliati al sugo d'anatra, gnocchi al castrato o al pomodoro, tagliatelle con funghi porcini. Il tutto preparato dalle donne del paese nei locali della Pro loco che è anche l'organizzatrice dell'evento.

Una sagra antica, ma al tempo stesso moderna la Sagra della Cannelletta. Che può fregiarsi del titolo di ecosagra e delle “tre foglie”, il massimo riconoscimento a livello regionale per quegli eventi che, oltre alla promozione delle tradizioni e dei prodotti locali, si impegnano con azioni concrete a ridurre al minimo il proprio impatto sull'ambiente. Le stoviglie, per esempio, sono in materiale biodegradabile e al termine di ogni serata tutti i rifiuti vengono “differenziati”.

La sagra è stata istituita nel 1966 grazie a una felice intuizione degli amministratori dell'allora giovane Pro loco di Castel Viscardo. Una storia che merita di essere raccontata.

In quegli anni in paese erano quasi tutti produttori di vino. Veniva venduto in casa o nei cellai con una licenza commerciale temporanea per la mescita al minuto. Il permesso era richiesto per una durata di 15-20 giorni circa e si diceva che il richiedente “apriva la cannelletta” (perché metteva la cannella, ovvero il rubinetto alla botte) o anche la fraschetta (perché sulla porta si metteva una frasca di leccio o di quercia ad indicare che li si vendeva vino sfuso ). Ogni produttore richiedeva la licenza nel periodo che riteneva più opportuno per la vendita e quindi c'erano cannellette un po' tutto l'anno. Sempre in quegli anni però, a causa di più fattori, il settore vitivinicolo locale attraversò un periodo di forte crisi.

La felice intuizione fu quella di mettere d'accordo tutti i produttori che usavano questo metodo per commercializzare il vino, richiedere la licenza temporanea lo stesso mese (agosto) e negli stessi giorni (a cavallo di ferragosto) e pubblicizzare la manifestazione come “Prima sagra della cannelletta col prosciutto e la porchetta". L'iniziativa ebbe un tale successo che indusse gli organizzatori a farla diventare un appuntamento annuale. Col passare degli anni sia per motivi igienici sia per motivi fiscali e perché sempre più produttori diventavano soci dell'allora cantina cooperativa Vicor (oggi Monrubio) e vendevano l'uva a grandi cantine private, la sagra ha avuto diverse trasformazioni sino ad arrivare all'attuale formula che. oltre a cercare di far promozione al vino, prova a pubblicizzare l'ottimo olio di oliva del posto e a proporre piatti e pietanze di una volta

Da ricordare che le due ultime cannellette tradizionali, quelle per intenderci nei cellai, sono state organizzate da Carlo Tiracorrendo e Paris Stefani intorno alla metà degli Anni Ottanta.

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