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Buon 8 marzo. Italia, il Paese europeo dove l’agricoltura è sempre più donna

Buon 8 marzo. Italia, il Paese europeo dove l’agricoltura è sempre più donna

Oltre un milione le donne impegnate nell’agroalimentare, contro le 340mila di Francia e Germania. La Cia lancia la campagna “Piantiamola!” per inviatare all’acquisto di un seme o di una pianta per celebrare la loro forza

di Redazione

Agricoltura sempre più rosa. Con la forza di oltre un milione di donne, l’Italia è il Paese europeo con la maggior percentuale di imprenditrici che operano nel primo settore. Un esempio di “resilienza e resistenza nei territori rurali”, che dimostra ogni giorno la “capacità di saper costruire risposte concrete alla sempre più accentuata carenza di welfare che le lascia spesso sole nelle cure familiari”.

E’ con questo messaggio che Donne in Campo, la sezione al femminile della Confederazione Italiana degli Agricoltori, lancia per l’8 marzo la campagna “Piantiamola!”, con cui invita i cittadini a recarsi nei banchetti allestiti per l’occasione dall’associazione, ma anche nei tanti vivai sparsi in tutta Italia, per comprare un seme, una pianta, un alberello. “Acquistare una pianta e impegnarsi nella sua cura è il modo migliore per celebrare la Festa della Donna”, spiega la presidente Mara Longhin. “Non è soltanto un gesto ‘green’, puramente simbolico, ma un atto concreto per dare la vita e far crescere un vegetale, promuovendo il rispetto della natura e dei suoi ecosistemi”.

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In Italia, sottolinea Cia, le aziende agricole con a capo una donna sono più di 497mila, cioè oltre il 30% del totale, mentre le lavoratrici rappresentano quasi il 40% della forza lavoro complessiva del comparto. E c’è di più: questa presenza è molto più massiccia rispetto agli altri paesi dell’Europa occidentale. Secondo l’Eurostat, infatti, nel nostro Paese sono complessivamente 1,3 milioni le donne impegnate a vario titolo in agricoltura, contro le 340 mila circa di Francia o Germania. Persino in Spagna, altro paese Ue tradizionalmente agricolo, le donne che lavorano nel settore primario sono circa 660 mila, la metà rispetto a quelle italiane. 

In Umbria, dove le donne si distinguono per capacità imprenditoriale soprattutto nelle attività agrituristiche, nelle fattorie sociali, nelle produzioni di cereali, vino, birra e olio, la campagna nazionale non si esaurirà soltanto nella giornata dell’8 marzo. Cia Umbria, infatti, ha in programma una serie di iniziative che si svolgeranno nel corso dell’anno e che vedranno le donne affiancate all’olivo, simbolo di biodiversità e grande tenacia. Un primo appuntamento ad Agriumbria 2016, che si svolgerà a Bastia Umbra dall’1 al 3 aprile, dal titolo “Agrichef in rosa”: un cooking show in cui delle chef umbre prepareranno delle ricette a base di prodotti Dop regionali. Evento che si ripeterà anche nel corso di Piacere Barbecue, la rassegna dedicata agli amanti della cottura alla griglia che si tiene ogni estate a Perugia. A fine aprile, invece, l’associazione organizzerà una giornata interamente dedicata agli agriturismi e alle fattorie didattiche, dove le donne rivestono un ruolo chiave nella regione.

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“In agricoltura e in tutto il settore agroalimentare il contributo delle donne è determinante e sarà sempre più importante”, ha detto il direttore generale di Cia Umbria, Catia Mariani. “Con le iniziative che lanceremo nel corso dell’anno vogliamo parlare di un’agricoltura che non è solo creazione del prodotto, ma anche valore aggiunto della storia e della cultura del nostro Paese. Valori fondamentali di cui la donna, grazie a caparbietà, solidità e attaccamento alle tradizioni, si è fatta promotrice nei millenni”.

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