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Cibo e sostenibilità, l’Umbria marcia per la Pace Alimentare

Cibo e sostenibilità, l’Umbria marcia per la Pace Alimentare

Un pellegrinaggio simbolico che si svolgerà il 3 settembre a Gubbio per ribadire l’importanza di un accesso equo alle risorse del pianeta.

di Redazione

Fame zero, acqua potabile e benessere per tutti. Tre obiettivi che segnano il percorso etico-nutrizionale che, come sottolineato dall’Onu, l’umanità deve compiere entro il 2030. E proprio per rafforzare questo monito il 3 settembre, nel tratto del sentiero di San Francesco che collega l’abbazia di Vallingegno a Gubbio, si svolgerà la Marcia della Pace Alimentare in Umbria.

La manifestazione, promossa dalle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Gubbio, è organizzata dal Ce.S.N.U. (Centro Studi Nutrizione Umana) e dalla Usl Umbria 1 per la parte scientifica, in collaborazione con l’Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) e con “Il Sentiero di Francesco”.

DIETA MEDITERRANEA, BUONA PER LA SALUTE E PER L’AMBIENTE

“Incentrata sulla domanda ‘Come nutrire il pianeta?’, la terza Marcia della Pace Alimentare – spiega Guido Monacelli, medico nutrizionista della USL Umbria 1 e presidente regionale dell’Adi – vuole portare all’attenzione delle istituzioni e della popolazione questi tre importanti obiettivi. Non a caso la marcia prende il via dall’abbazia di Vallingegno di Gubbio, dove nel 1216 i monaci accolsero, nutrirono e dissetarono Francesco e i suoi 300 seguaci, e terminerà a Gubbio, nel luogo dove si ritiene che il santo abbia ammansito il feroce lupo, sottolineando simbolicamente la possibilità di ammansire tutti ‘i lupi’, nutrizionali e non, che affliggono l’umanità e che le Nazioni Unite hanno compiutamente descritto e tradotto in obiettivi dl sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030″.

Dopo i saluti di apertura delle autorità locali, che avverranno alle 9, il presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, Antonio Carretto, accenderà la “Fiamma del Benessere”, realizzata dal maestro Giampietro Rampini e benedetta da Papa Francesco lo scorso 6 aprile in piazza San Pietro a Roma. Un percorso finalizzato a debellare la fame nel mondo in cui la scienza si unisce alla solidarietà con il progetto internazionale “Mucche in comodato d’uso”, che prevede l’assegnazione di bovini a famiglie bisognose in Etiopia e che sarà presentato da Massimo De Matteis, presidente dell’associazione In Missione con noi ONLUS, insieme ai presidenti delle sezioni regionali ADI. Poi, sarà il direttore generale della Usl Umbria 1 Andrea Casciari a tagliare il nastro dando il via alla marcia che terminerà a Gubbio nel pomeriggio. “Un gesto simbolico di fiducia nel futuro – commenta Andrea Casciari – una speranza di fronte alla complessità e all’ampiezza dei temi trattati, ma anche una certezza, perché nel nostro piccolo rappresentiamo un esempio di buone prassi scientifiche e solidali possibili che fa ben sperare. Infatti, nell’ambito del progetto ormai trentennale “Città del ben…essere!!”, l’esperienza di educazione alimentare realizzata in Alto Chiascio dalla USL Umbria 1 in sinergia con il Ce.S.N.U., l’ADI e con la collaborazione di tanti altri soggetti del territorio, ha dato risultati positivi e interessanti in molti ambiti della malnutrizione per difetto e per eccesso”.

A Gubbio e in generale nel distretto dell’Alto Chiascio, infatti, queste istituzioni hanno promosso delle iniziative di prevenzione e sensibilizzazione per aumentare il consumo di sale iodato (al posto del sale comune), contribuendo a ridurre in pochi anni l’incidenza di patologie come quella del gozzo. Tra queste, il coinvolgimento di alcune aziende locali che producendo salumi a basso contenuto di sale.

SALE IODATO, FINOCCHIO E PEPERONCINO: DALL’UMBRIA LA SALSICCIA CHE FA BENE

Per la prevenzione e la riduzione del rischio di malformazioni genetiche nei comuni della Fascia Appenninica, inoltre, l’utilizzo dei supplementi di acido folico è salito al 94% in gravidanza e al 20% prima del concepimento. A Gubbio, infine, grazie ad un’intensa promozione mirata di corretti stili di vita e alimentari, in 20 anni l’obesità si è stabilizzata negli uomini e addirittura è scesa nelle donne dai 20 fino agli 80 anni, compresa quindi anche l’età della menopausa, un fenomeno in netta controtendenza con i dati nazionali e internazionali. La speranza ora è che le mamme e le nonne che hanno sconfitto l’obesità siano anche capaci di arginare l’obesità infantile, che vede l’Italia nelle peggiori posizioni a livello europeo.

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