Cna al tavolo regionale: “I fondi europei alle micro imprese”

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Otto proposte per sostenere le aziende più piccole, valorizzare il turismo (anche quello enogastronomico) e far ripartire l'occupazione in Umbria. Giannangeli: "Non possiamo sbagliare"

di Redazione

Utilizzare i fondi strutturali europei per favorire gli investimenti, l’innovazione e la formazione tecnica nelle imprese di ogni dimensione, per facilitare l’accesso al credito, e per promuovere la filiera del turismo in Umbria. Solo così potrà ripartire l'occupazione. Ne è convinto Roberto Giannangeli, direttore Cna Umbria, che reduce dai tavoli di concertazione convocati dalla Regione sull’argomento, indica in una nota stampa le linee per una nuova politica industriale regionale.

“Le risorse provenienti dai fondi comunitari probabilmente saranno le uniche disponibili per i prossimi sette anni. Ecco perché non possiamo permetterci di sbagliare rispetto a come impiegarli. Imprese con caratteristiche diverse, soprattutto dimensionali, hanno bisogno di politiche industriali differenti. Per questo, entrando più nello specifico, abbiamo fatto alla Regione alcune proposte precise, suggerendo anche la quantità di risorse da destinare a ciascuna di esse". In particolare Cna Umbria ha chiesto la costituzione di un fondo rotativo funzionale all’innalzamento del grado di innovazione, destinato ad un target di imprese medio- grandi.

Ma sono soprattutto le piccole aziende ad essere al centro dell'attenzione della Cna in questo momento. "Abbiamo suggerito la creazione di bandi per contributi a fondo perduto per imprese di micro e piccole dimensioni – dichiara Giannangeli – rivolti allacquisto di nuovi macchinari e processi produttivi; altri bandi funzionali all’acquisizione, da parte delle imprese, di consulenze specialistiche, (per esempio marketing, design, lean production etc…); azioni volte all’abbattimento dei consumi energetici delle imprese; risorse in materia di formazione e qualificazione delle risorse umane, da specializzare sulla base dei profili richiesti dalle imprese; misure da destinare alla promozione dell’export per tutte quelle imprese manifatturiere, anche piccole, che realizzano prodotti finiti; e la costituzione di un fondo regionale di garanzia per affrontare il problema dell’accesso al credito, autentica chimera per la stragrande maggioranza delle imprese, specie se piccole".

La Cna, in particolare, vede nel turismo uno dei possibili settori trainanti dell'economia, che però, non riesce ad essere promosso fino in fondo. Alla Regione la Cna ha chiesto quindi "una serie di azioni in grado di valorizzare le opportunità offerte dal turismo, per attrarre sempre più flussi che nella nostra regione possono spaziare dal filone religioso a quello artistico in tutte le sue accezioni, da quello ambientale a quello eno-gastronomico, per arrivare al wellness. Insomma, poche azioni mirate volte ad aumentare la competitività e differenziate per tipologia di imprese, evitando di disperdere risorse così preziose. Se vogliamo superare questa crisi – conclude Giannangeli – tutti dobbiamo innovarci: le imprese, le istituzioni, le associazioni. Chiamarsi fuori non è più possibile”.

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