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Crisi Despar, in Umbria 100 lavoratori rischiano il posto

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Coinvolti sei negozi: Castiglion del Lago, Magione, Assisi, Umbertide, Città di Castello e Orvieto. La Cgil chiede un incontro all'assessore regionale Paparelli

di Redazione

In Umbria cento lavoratori della Despar rischiano di perdere il posto. A lanciare l'allarme è la Cgil: "Un’altra grande azienda vede aggravarsi la propria situazione al punto di risultare ormai in crisi irreversibile. Stiamo parlando della Despar DueGi con sede ad Arezzo, proprietaria di 36 punti vendita dislocati tra Toscana, Umbria e Lazio e che impiega circa settecento lavoratori più relativo indotto".

Se per una parte dei essi si è riusciti a mantenere l’occupazione, grazie al passaggio di 15 punti vendita a Conad Tirreno, per gli altri 21 negozi e relativi addetti, rimane aperto il baratro della perdita del posto di lavoro. Rimangono ancora tutti coinvolti nella vicenda i negozi umbri, in totale 6 (Castiglione del Lago, Magione, Assisi, Umbertide, Città di Castello e Orvieto) per un totale di quasi cento lavoratori .

Dopo essere stata inoltrata la richiesta per la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale a fine luglio, il 22 agosto 2014, quindi in tempi molto celeri, le parti si sono incontrate a Roma presso il Ministero del Lavoro per la firma della stessa.

Allo stesso tempo la Filcams Cgil di Perugia ha richiesto "un incontro all’assessore regionale del Commercio, Fabio Paparelli, per affrontare questa situazione e soprattutto per sollecitare Confcommercio a cercare insieme una soluzione alla crisi dell’azienda per salvare i punti vendita e tutte le maestranze".

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