Diventare Master of Wine, test d’ingresso in Umbria per la corsa al titolo di super esperto mondiale

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A marzo tre giorni di lezioni a Torgiano. Chi viene ammesso, può accedere al corso internazionale con sede a Londra. Al  mondo solo 322 MW, ancora nessun italiano

di Emanuela De Pinto

Al mondo se ne contano solo 322. E tra loro, ancora nessun italiano. Sono i Master of Wine: super consulenti internazionali, broker del vino. E chissà che non sia proprio l’Umbria a sfornare i prossimi esperti mondiali. A formarli, da circa 60 anni, è l’Institute of Master of Wine di Londra che, grazie alla collaborazione con l’istituto Grandi Marchi, dal 2012 ha aperto i pre-corsi anche in Italia.

Dal 6 all’8 marzo tappa in Umbria, a Torgiano, nel wine resort “Le tre Vaselle” delle Cantine Lungarotti. E’ qui che si terrà il test d’ingresso, durata tre giorni, per accedere al corso di formazione nella capitale inglese. Si tratta di un evento che lancia l’Umbria sulla scena internazionale. I riflettori degli aspiranti Master Wine si sono accesi in passato su Toscana, Piemonte e Veneto. Su 88 partecipanti solo 19 hanno superato il test d’ammissione, 3 si sono persi strada facendo, e 16 stanno andando avanti verso il titolo. Arrivare alla fine non è una passeggiata.

giancarlo voglino“Il percorso non è semplice, – spiega Giancarlo Voglino, coordinatore Grandi Marchi – bisogna conoscere molto bene i vini di tutto il mondo ed essere in grado di dare giudizi non solo sul piano qualitativo, ma anche sul valore potenziale e reale di quelle etichette sul mercato. I Master Wine sono, infatti, figure strategiche che occupano posizioni di responsabilità a livello internazionale. Lavorano come buyers di grandi catene alberghiere e ristoranti, nella finanza, sono i consulenti degli investitori nel mercato del vino, lavorano per le case d’asta, stabiliscono i prezzi base e battono le aste”. Un Master Wine, quindi, è un professionista di marketing e commercio ma, soprattutto, detta legge nel mercato del vino.

L’Istituto Grandi Marchi, che riunisce 19 cantine icona dell’enologia tricolore nel mondo (Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Greppo, Ca’ del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca D’Almerita, Tenuta San Guido, Umani Ronchi), dal 2009 è l’unica compagine italiana major supporter dell’autorevole organizzazione inglese. E fino a qualche anno fa, un corso simile non c’era. Un ritardo che stona parecchio rispetto a quanto siamo abituati a sentire: Italia, patria del buon cibo e del buon vino.

“Noi italiani abbiamo una grande tradizione di tecnici di cantina, ma non ci preoccupiamo molto della parte commerciale. Sono gli enologi a farsene carico, siamo fondamentalmente un Paese produttore”, dice Voglino. E allora, è tempo di recuperare. Ma diciamolo subito: no perditempo. I requisiti: le masterclass di accesso si rivolgono a professionisti con almeno 5 anni di esperienza in ambito vitivinicolo o in possesso di una qualifica di settore (es. diploma o certificazione di sommelier, laurea in enologia, viticoltura o wine business e simili), con una buona padronanza della lingua inglese.

Due i livelli a cui è possibile iscriversi: “Introductory” per chi aspira a diventare Master of Wine, e “Intermediate” per quegli operatori che dal 2012 hanno frequentato il corso o, avendo già superato l’ammissione, stanno perseguendo verso il titolo. Per chi passa il test d’ingresso si apre una lunga strada: 3 anni di formazione in calendario, che quasi sempre si protraggono a 5. Lezioni, test e prove scritte in inglese. Gli studenti provengono da ogni parte del globo: capita di confrontarsi in aula con un ragazzo asiatico che importa vini da Hong Kong, con un sommelier australiano, con un giornalista newyorkese.

Altra cosa, non è per tutte le tasche. Partecipare al test di tre giorni in Umbria costa 500 euro, iscriversi al corso completo circa 3mila sterline. Una volta ammessi bisogna viaggiare per il mondo (Nord America, Australia, Europa), comprare vini, partecipare a tantissime degustazioni. Al momento, ad esempio, gli studenti del 2° anno sono a Bordeaux per un seminario. Tutto a spese proprie. Lungo il corso di studi sono previste attività formative in aziende e realtà imprenditoriali di livello. Le iscrizioni sono ancora aperte, il limite massimo è di 40 iscritti.

Per l’Umbria, e per le sue etichette, si tratta di una vetrina importante. I docenti MW entreranno in contatto con le cantine, ne assaggeranno i prodotti, ne parleranno con i buyers internazionali e porteranno le loro influenti opinioni in giro per il mondo. Qualcuno si è già innamorato di queste colline: Jane Hunt, ad esempio, è l’unica Master Wine al mondo ad avere comprato casa qui in Umbria.

Programma, iscrizioni e info su www.istitutograndimarchi.it

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