Dopo i crolli, il gelo. Oltre mille gli animali morti nelle zone del terremoto

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Gli allevatori: “Situazione insostenibile, troppi ritardi negli interventi”. E l’Ue autorizza l’Italia a triplicare le risorse del pacchetto di aiuti all’allevamento. In arrivo 118 milioni per le imprese agricole.

di Redazione

Molti sono feriti e, per lo stress, non producono più latte. Altri sono morti. Un bilancio tragico quello del comparto zootecnico delle zone terremotate del Centro Italia che, dopo i crolli nelle stalle, deve fare i conti con il gelo delle ultime notti. Più di mille i capi di bestiame rimasti uccisi tra le macerie o per assideramento dovuto alla mancanza di un riparo adeguato.

stalla mucche crollata3Quello lanciato dagli imprenditori agricoli è un vero e proprio SOS per fermare la strage di animali: pecore, capre, mucche e maiali che rappresentano il cuore delle produzioni agroalimentari dell’Appennino. Fino ad oggi, infatti, appena il 15% delle strutture di protezione degli animali sono state messe in sicurezza e molti allevatori non sanno ancora come proteggere il bestiame dal freddo e dal pericolo di nuovi crolli.  

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Per questo la Coldiretti ha avviato delle campagne di solidarietà per salvarli e, con essi, sostenere le oltre tremila stalle e aziende agricole che si trovano nelle aree colpite dal sisma. Tra queste, “Dona un ballone di fieno” per garantire l’alimentazione degli animali, grazie alla quale oltre 400 balloni di fieno sono già in partenza dalla Campania e dal Piemonte verso le aziende del Centro Italia. Ma anche “Adotta una mucca”, iniziativa che ha reso disponibili oltre 1500 i posti stalla in Lombardia, Veneto, Friuli e Toscana. Infine, la vendita nei mercati di Campagna Amica della “Caciotta della solidarietà”, il formaggio prodotto con il latte degli allevatori terremotati.

stalla mucche crollata2“La situazione – afferma la Coldiretti – è insostenibile per chi è rimasto nelle campagne terremotate dove, a distanza di 5 mesi dalle prime scosse, si registrano pesanti ritardi ed inefficienze burocratiche con le difficoltà che si aggravano con il maltempo”. Per l’associazione degli agricoltori è necessario accelerare la realizzazione delle opere per mettere al sicuro sia gli animali sia gli imprenditori che non possono abbandonarli.

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Nel frattempo, vista l’emergenza, la Commissione europea ha autorizzato l’Italia a triplicare le risorse del pacchetto di aiuti Ue all’allevamento già approvato a luglio scorso. Così, come annunciato lunedì sera dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina al termine del Consiglio Ue dedicato all’agricoltura e subito dopo aver incontrato a Bruxelles il Commissario europeo Phil Hogan, verranno sbloccati “una serie di meccanismi che renderanno più veloce il pagamento di una parte consistente dei fondi agricoli europei per le aziende e gli allevatori di quei territori”. Si tratterebbe di circa 118 milioni di euro da destinare al sostegno delle imprese agricole delle zone terremotate che, ha riferito, potranno essere pagati già a partire delle prossime settimane. Di questi, 35 milioni saranno aiuti diretti per il mancato reddito degli allevatori, mentre 83 milioni come anticipo 100% per i Programmi di Sviluppo Rurale.

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