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E dopo il fiore… dai campi di olivo le prime previsioni sulla raccolta

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Nel 2014 ci accontenteremo di produzioni medie ma sicuramente con quantitativi di olio in percentuale maggiore

Verde Oro

La rubrica di Angela Canale – Agronomo

Così come il bruco diventa farfalla, i fiori diventano frutti. Tra tutti i fruttiferi, l'olivo, forse la pianta più amata nel Mediterraneo, è quella che più ci fa parlare di allegagione. Per alcuni, che non appartengono al mondo dell'agricoltura, è una parola un po' strana, ma per gli olivicoltori è nota come il momento in cui si decide l'esito della campagna produttiva.

Sembra sempre che nella settimana di fioritura si scatenino piogge, venti di scirocco e inattesi ritorni di freddo che ostacolano il polline nella sua impresa. Subito dopo la formazione dei frutticini, non è facile capire quanto sarà il prodotto, ma già ora guardando le piante si può avere un'idea della quantità. In apparenza sembra sempre poca, ma questa si rivelerà sempre più andando avanti e se le piogge sapranno sostituirsi alle necessarie irrigazioni e gli olivicoltori saranno bravi a tenere lontano le fastidiose mosche e farfalline e allora quantità e qualità, anche quest'anno, potranno essere imbottigliate e vendute.

Le grandi produzioni dello scorso anno, nel caso dell'Umbria, non lasciano spazio a molte drupe, l'alternanza, dove le piogge sono state carenti e dove non si è fatto uso d'irrigazione, torna puntuale. La vegetazione a frutto, che si forma nell'anno precedente la produzione in atto, è quasi determinante per raggiungere adeguati quantitativi di produzione ad ettaro.

Ma l'olivo è pianta antica e complessa e spesso non rispetta regole. Per fortuna in questo caso, direi. Camminando per oliveti, a zone alterne, qualsiasi sia la varietà, si incontrano impianti che mostrano buone produzioni e altri meno. I frutticini che ora stanno in piena attività di moltiplicazione cellulare, tra qualche settimana cominceranno la distensione cellulare. Momento questo in cui si accumula l'olio nel frutto. La natura lo voleva appetibile agli uccelli, che avrebbero provveduto al proseguimento della specie, facendo cadere i semi parzialmente digeriti ovunque. Se non fosse intervenuta la mano dell'uomo l'olivo sarebbe oggi presente soltanto dove le condizioni atmosferiche ne avessero consentito la germinabilità nel terreno.

Se la scorsa campagna è stata ricca e abbondante, ma con rese in olio un po' scarse,e quest'anno ci accontenteremo di produzioni medie ma sicuramente con quantitativi di olio in percentuale maggiore. Quando sono meno i frutti sull'albero, tanto più olio si accumula. La pianta, non dimenticate, deve proteggere i suoi frutti, la cui polpa accoglie il seme, e meno ne ha e più li deve proteggere accumulando quindi più olio.

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