L'informazione agroalimentare in Umbria

Fondi Pac sbloccati, l’Umbria aspetta 3,5 milioni entro fine giugno

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Dopo l'operazione della Finanza, imprese sull'orlo del fallimento. Ora Martina dispone i pagamenti. Monacelli (Confagricoltura Umbria): "Bene, ma la protesta è solo rimandata"

di Emanuela De Pinto

Per mesi, migliaia di imprese agricole italiane hanno faticato a mandare avanti la produzione senza nemmeno l'aiuto dei fondi comunitari. Finalmente, dopo una dura battaglia, quei soldi sono stati sbloccati e i pagamenti partiranno presto. Anche l'Umbria avrà la sua parte. Parola del ministro Maurizio Martina. Il caso è iniziato lo scorso ottobre con l'indagine della Guardia di Finanza, chiamata "Bonifica", per vigilare con la lente d'ingrandimento sul sistema delle erogazioni pubbliche in agricoltura. 130mila i fascicoli sequestrati, per verificare presunte irregolarità, con il conseguente blocco dei fondi della Politica agricola comune (Pac). Apriti cielo.

In protesta tutte le associazioni di categoria del comparto agricolo: come se non bastasse la crisi a ridurre la produzione, senza quei fondi la situazione è al limite. Ma dopo tante insistenze, l'11 giugno l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura-Agea ha disposto il pagamento di 81,5 milioni di euro agli agricoltori italiani. Così distribuiti: 65milioni andranno a 6mila aziende per il pagamento della Domanda unica 2013 e altri 16,5milioni a 2.550 aziende che hanno poresentato domanda per lo sviluppo rurale. E' quindi rientrato il sit-in di protesta che Confagricoltura, Cia e Alleanze delle Cooperative avevano programmato per il 12 giugno, a Roma. Tempismo perfetto. Tutti contenti? Diciamo a metà.

"La giornata di protesta che avevamo organizzato – riferisce il Segretario generale di Confagricoltura Umbria, Alfredo Monacelli – non è annullata, per ora è solo rimandata. Il ministro Martina si è preso la responsabilità di far arrivare questi soldi e noi crediamo a quello che dice, fino a prova contraria. Già precedenti ministri avevano riferito questa intenzione, e per tre volte le date previste per lo sblocco dei fondi sono state smentite. Prima il 30 marzo, poi il 30 aprile, poi il 30 maggio. Restiamo comunque fiduciosi sull'arrivo dei soldi entro la seconda metà di giugno. Che non sia l'ennesima promessa mancata".

Dubbi legittimi, viste le pressanti richieste degli agricoltori, praticamente a secco dopo l'operazione delle Fiamme gialle. "Le aziende in questo anno hanno dovuto far fronte alle spese con scoperti bancari, fidi e mutui. E i sequestri dei fascicoli aziendali sono avvenuti, in tantissimi casi, per pure banalità. Esempio è il caso di un'azienda di Orvieto, una società di tre fratelli che hanno preso in affitto il terreno dal padre, con regolare contratto. Il padre è deceduto e quel contratto da una semplice verifica è finito sotto sequestro. Sono cose che cozzano col buon senso comune", ha detto Monacelli.

I numeri in Umbria. "I nostri soci – spiega ancora il segretario regionale di Confagricoltura Monacelli –  aspettano 3,5milioni di euro, che corrispondono a circa 50 fascicoli. Parliamo comunque di grandi aziende, basta pensare che un solo socio deve ancora ricevere oltre 500mila euro". Non sono briciole. Per ora, nodo al fazzoletto aspettando la fine di giugno.  

   
 

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