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Formaggio italiano, aiuti per 28 milioni. Ma resta l’ombra del latte in polvere

Formaggio italiano, aiuti per 28 milioni. Ma resta l’ombra del latte in polvere

L’Italia batte cassa all’Europa. Intanto, nell’ultimo anno vola l’export del lattiero caseario

di Redazione

Export dei latticini italiani di alta qualità nel mondo, un giro d’affari da oltre 2 miliardi di euro l’anno. Un valore straordinario che conferma per l’Italia, maggior Paese produttore di formaggi tipici Dop, la posizione di grande rilievo nel settore lattiero caseario mondiale.

Nell’ultimo anno, come riportato dal Clal, le quantità di grandi formaggi italiani sul mercato estero sono aumentate con picchi del 15% per i grattugiati e del 13% per il Gorgonzola. Bene anche Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+8%), Pecorino e Fiore Sardo (+9%), Provolone (+8%) e Asiago (+7%). Burro a +88% e latte per il consumo quotidiano a+36%. Non solo cifre, ma anche segnali che confermano quanto il nostro lattiero caseario possa essere veramente definito “Eccellenza”.

Non è un caso, infatti, che il Governo stia lavorando su un doppio fronte per sostenere le imprese italiane del settore. Da una parte ci sono gli aiuti economici per sostenere la liquidità delle aziende, dall’altra c’è il braccio di ferro con l’Europa per evitare il via libera all’utilizzo di latte in polvere nella produzione di formaggi.

Per quanto riguarda il primo aspetto, nei giorni scorsi il Mipaaf ha comunicato che il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Ue, nella riunione informale svoltasi in Lussemburgo, ha approvato uno stanziamento di oltre 28 milioni di euro per l’Italia. Cifra che fa parte di un “pacchetto europeo” di aiuti per circa 500 milioni complessivi da destinare ai settori del latte e delle carni. Lo stanziamento si aggiungerebbe ai 120 milioni di euro già previsti dal Piano Latte.

In particolare, 25 milioni saranno destinati agli aiuti diretti, insieme a una quota per lo stoccaggio dei formaggi che potrà arrivare a quasi 50mila tonnellate. Per le carni suine saranno aumentati i prezzi di stoccaggio e sono stati ampliati i prodotti ammessi, compresi i tagli del cosiddetto ‘quinto quarto’. La Commissione, fanno sapere dal Ministero, autorizzerà anche l’anticipo fino al 70% del pagamento degli aiuti diretti a partire dal 16 ottobre, con semplificazione delle procedure come richiesto anche dall’Italia.

Sul fronte della tutela del Made in Italy, il presidente del Consiglio Matteo Renzi oltre al portafogli ci ha messo la faccia. A conclusione della Giornata dell’Agricoltura italiana ad Expo, organizzata da Coldiretti, il premier ha siglato con l’associazione un patto salva-formaggio italiano, un gesto simbolico per rispondere a quello che è stato definito “il diktat europeo che vorrebbe dare via libera all’utilizzo di latte in polvere” nella produzione di formaggi. Entro il prossimo 29 settembre, infatti, l’Italia dovrà rispondere alla lettera di diffida con la quale la Commissione europea ha imposto la fine del divieto di utilizzo di latte in polvere, concentrato e ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari.

“Con un chilo di polvere di latte che costa sul mercato internazionale 2 euro – sottolinea la Coldiretti – è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti di yogurt, e tutto con lo stesso identico sapore, perché viene a mancare quella distintività che viene solo dal latte fresco dei diversi territori”. E se il Governo dovesse riuscire a vincere la partita con l’Europa, oltre ad evitare l’appiattimento qualitativo della produzione nazionale e la chiusura delle nostre stalle, potrebbe anche aiutare a far crescere ulteriormente i numeri dell’export di qualità italiana nel mondo.

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