L'informazione agroalimentare in Umbria

Gelo sugli olivi, previsioni di una stagione ostile

Share

Prime stime Unaprol sulla produzione di olio. Una campagna anche quest’anno compromessa dal clima. Chiesto il rifinanziamento del Piano Olivicolo.

di Filippo Benedetti Valentini

“Gemme bruciate, foglie cadute, cortecce spaccate e rami rotti”: l’immagine di una campagna olivicola già compromessa ancora prima di cominciare. L’allarme è stato lanciato dal Unaprol, la principale associazione del settore olivicolo a livello nazionale, secondo cui le forti gelate di fine febbraio che si sono verificate in molte aree d’Italia hanno messo a rischio 25 milioni di ulivi. Con potenziali effetti negativi sulla produzione di olio che nel prossimo autunno potrebbe diminuire tra il 15% e il 60%, a seconda delle regioni.

Colpite in particolare le zone collinari e alcune varietà di olivo meno resistenti al freddo, viene comunicato dall’associazione, con danni a macchia di leopardo dall’Abruzzo alla Puglia, dal Lazio all’Umbria. Per questo molti olivicoltori hanno già deciso di programmare il reimpianto degli ulivi.

TECNOLOGIE DIGITALI PER UN AGRIFOOD COMPETTITIVO, ECCO COME

La situazione in Umbria

Con temperature scese fino a -10 gradi in alcune zone, molte foglie sono cadute dagli ulivi compromettendone lo sviluppo vegetativo. Un quadro confermato dal presidente del Consorzio Olio Dop Umbria, Eugenio Ranchino, che però è ancora cauto sulla situazione a livello regionale: “Il danno c’è stato, ma in alcune aree dell’Umbria in cui il microclima è in genere più caldo le foglie sono ancora ben salde. Difficile, dunque, quantificare oggi gli effetti sulla produzione della campagna”. Ogni anno l’Umbria produce in media 4500 tonnellate di olio ma, a causa del maltempo degli ultimi anni, la produzione dal 2014 a oggi è stata più volte compromessa, soprattutto in termini quantitativi.  

Per l’agronomo Giorgio Panelli, esperto di settore e già primo ricercatore del CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura), in Umbria i danni più consistenti saranno concentrati nell’area ovest, più colpita dai venti freddi che scendono dall’Appennino. “Moraiolo e Frantoio – precisa – sono le varietà che soffrono più i climi rigidi, mentre il Leccino si dimostra più resistente”. Nelle stagioni particolarmente fredde, poi aggiunge, “la migliore cosa è non stimolare troppo lo stato vegetativo delle piante con concimazioni e irrigazione”, riattivandolo solo dopo l’innalzamento delle temperature.  

I MIGLIORI OLI DELL’UMBRIA PREMIATI A ‘ORO VERDE’  

Produzione nazionale, bilancio ‘shock’

Secondo il presidente di Unaprol, David Granieri, “si tratta di un bilancio shock, con danni che complessivamente superano i 120 milioni di euro, calcolando anche circa 4 milioni di giornate lavorative perse e l’indotto su tutta la filiera, a partire dal settore della trasformazione”. Una situazione per la quale l’associazione ritiene necessario un rifinanziamento del Piano Olivicolo Nazionale con l’obiettivo di salvaguardare il settore e tutelare il reddito degli olivicoltori. Fra i vari obiettivi del provvedimento, varato dal Governo nel 2016 con una copertura di 32 milioni di euro, la razionalizzazione e il rinnovamento degli oliveti tradizionali.   

I numeri dell’olio italiano

L’Italia, con le suo 900mila aziende olivicole, produce una media annua di circa 400 mila tonnellate di olio. Un volume d’affari di oltre 3 miliardi di euro, pari al 3% del fatturato totale dell’industria. Una produzione di alta qualità che vanta il più alto numero di denominazioni in Europa: 42 Dop e una Igp.

 

Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.