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I finalisti dell’Oscar Green 2016: idee che funzionano in agricoltura

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Da chi ha inventato il primo caviale vegano ricavandolo dal prezioso “finger lime”, a chi ha trasformato uno scarto aziendale in biocosmetica con i prodotti dell’orto, fino a chi ha creato il primo tessuto sostenibile realizzato dalle arance.

di Redazione

Da chi ha inventato il primo caviale vegano ricavandolo da un prezioso frutto, il “finger lime”,  a chi trasforma uno scarto aziendale in biocosmetica antispreco a base di prodotti dell’orto, fino a chi ha creato dal nulla il primo tessuto fresco, nuovo e sostenibile realizzato dalle arance. Sono queste solo alcune delle innovazioni green che dimostrano lo spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori presentate al concorso “Oscar Green” 2016, il premio per la creatività d’impresa dei Giovani della Coldiretti.

TUTTI I FINALISTI DI OSCAR GREEN 2016 DELLA COLDIRETTI PER CATEGORIA

CATEGORIA WE GREEN

BIOCOSMETICA ANTISPRECO

Roberto Cerami – Toscana

Dell’orto di Roberto quello che non finisce in tavola non è più uno scarto aziendale ma biocosmesi. Il progetto è stato realizzato insieme all’università di Caserta a cui sono state affidate le verdure non vendute, praticamente gli scarti del suo orto e seguendo le tabelle ufficiali della farmacopea ne sono nate creme per il corpo, maschere facciali, saponi, tutti prodotti non citotossici e rigorosamente biologici. Dagli spettri Nmr invece è stato evidenziato che le zucchine di Roberto ed Elvira, la biologa che dalla fattoria collabora con l’università, c’è un’alta concentrazione di fenoli, sicuramente più alta della media. Insomma la crema per il corpo del contadino promette nuovi sviluppi. La materia prima, ovvero gli scarti di agricoltura, viene combinata soltanto con prodotti naturali come olio di lavanda, che ha una funzione antibatterica e cicatrizzante, o ancora con yogurt bianco, amido di riso e cetrioli per realizzare le maschere per il viso, mentre per i saponi l’unica combinazione è resti di verdure con olio d’oliva. Insomma dagli scarti dell’orto le creme biologiche, maschere e saponi: c’è bellezza in quel che non si butta.

LA SETA CONTADINA DAL BACO ALL’ATELIER

Domenico Vivino – Calabria

Quando si dice che l’innovazione sposa la tradizione. In Calabria un gruppo di ragazzi, ha recuperato degli antichi gelseti e li ha messi in coltura a San Floro, un paese vicino Catanzaro che rappresenta uno dei rari perimetri in cui il baco è riuscito a riprodursi e ad essere molto fruttuoso. Oggi il loro gelseto infatti conta circa 3.00 piante di varietà Kokusò e gli consente di realizzare 3 allevamenti annui tra il mese di aprile e settembre. In azienda i ragazzi seguono tutto il processo che parte dalla terra fino ad arrivare alla produzione del prezioso filato, rispettando l’intero processo di lavorazione su antichi canoni tradizionali in quanto producono tessuti su antichi telai a 4 licci. Il filato viene poi tinto con prodotti naturali (papavero, robbia, morus nigra, ginestra, uva cirò, margherite di campo, cipolla di tropea, ecc.). Le loro creazioni hanno però superato il concetto dell’impiego della seta esclusivamente in campo tessile riuscendo a realizzare una linea di gioielli che nasce dall’incontro tra la seta di San Floro e la ceramica di Squillace. In azienda però non si butta via nulla, i frutti vengono venduti freschi o trasformati in confetture extra e liquori affidati alla vendita diretta.

OLIO DI NOCCIOLE ELISIR DI LUNGA VITA

Simone Serafin – Veneto

«Non sarei riuscito a vivere da cittadino contemporaneo. Io ho bisogno di natura», così Simone spiega la ragione della sua scoperta: l’olio di nocciola, prodotto dal suo noccioleto e trasformato insieme al fratello e al resto della sua famiglia, totalmente coinvolta nel progetto. Le nocciole vengono raccolte, sgusciate e poi accompagnate al laboratorio di trasformazione, dove vengono pressate per trasformarsi in olio. Quello nelle bottigliette dell’azienda Rinocciola è un olio versatile, utilizzabile sia nell’alimentazione che in cosmesi. Ha un gusto molto delicato e si abbina sia con piatti salati che per la realizzazione di dolci. Conoscerà infatti una richiesta significativa dal mondo della pasticceria. Di queste nocciole non viene buttato via nulla, i gusci saranno combustibile per le stufe di casa, mentre la farina rimanente dall’estrazione dell’olio è il segreto di tante ricette per la realizzazione di fantastici dolci.

CATEGORIA IMPRESA 2.TERRA

LE ARANCE DA INDOSSARE

Adriana Santonocito – Sicilia

Un tessuto, fresco, nuovo e bizzarro ma anche sostenibile realizzato dagli scarti di arance, quelli che ogni anno vanno a formare 700 mila tonnellate di sottoprodotto da smaltire. E’ questo “orange fiber”, gli agrumi che si indossano. Tutto nasce da una tesi di laurea, quella di Adriana che pian piano diventa un progetto di ricerca e quindi una start up e che oggi è un business e una scommessa di futuro in Sicilia. Orange fiber è cellulosa estratta dagli scarti di arance in grado di diventare il primo tessuto di agrumi al mondo, composto da acetato di arance e seta in due varianti: raso in tinta unita e pizzo. Il progetto è stato sviluppato insieme al Politecnico di Milano che ha realizzato il brevetto depositato in Italia e all’estero. Oggi l’azienda ha due sedi: una a Catania e l’altra in Trentino e due business angel, Adriana ed Enrica, che hanno creduto nell’impresa.

ARRIVA IL VINO DAI GRAPPOLI GHIACCIATI

Marika Socci – Marche

E’ una storia di ritorno in campagna quella di Marika Socci, 31enne produttrice di vini pregiati marchigiani. La ragazza decide di riavvicinarsi all’azienda di famiglia dopo una passeggiata “galeotta” tra le sue vigne con un sommelier e sperimenta, nell’incredulità di tutti, la crioestrazione selettiva. I grappoli di uva vengono ghiacciati a una temperatura di -23 gradi prima della pigiatura, così da ottenere il massimo degli aromi e dei sapori. La pressatura delle uve avviene infatti con i ‘chicchi’ congelati. Il risultato è un ‘Verdicchio Castelli di Jesi doc classico superiore Marika’, “semplicemente un vino differente”, spiega l’autrice di questa innovazione nella tradizione del Verdicchio. A basse temperature, gli enzimi responsabili dell’ossidazione sono tutti completamente disattivati, viene così preservata al massimo la componente aromatica dell’uva. Ed essendo che molta più acqua viene espulsa per via del congelamento, il mosto che si ottiene è molto più concentrato di qualsiasi altro vino ottenuto attraverso procedimenti comuni.

LA COWGIRL E LA STALLA ON LINE

Elena Lazzarini – Lombardia

Nel cuore della Pianaura Padana Elena alleva vacche piemontesi, asini e coltiva cereali. Distese sterminate di campi e grossi animali in stalla non le fanno paura. Gestisce tutto lei da sola. Quando il padre è morto Elena ha ripensato l’azienda sulle “sue corde”: da allevamento intensivo di 600 bovini l’anno a produzione di nicchia e di qualità. Ma per rendere tutto possibile ha dovuto assumere in azienda il più efficiente dei collaboratori. La massima tecnologia: dalla stalla ai campi, strettamente collegata con il proprio computer o smartphone. Si è partito dai pannelli solari sulla stalla e poi si è inserito un sistema di videocontrollo, di allarmi e di comunicazione, unico nel suo genere. Ovunque si trovi Elena ha la visione totale della sua azienda in ogni suo reparto. L’irrigazione dei campi è controllata in remoto, mentre in stalla avviene dell’incredibile. Quando una vacca sta per partorire, un dispositivo presente sulla coda lancia un allarme al cellulare di Elena. Lei si collega alle sue videocamere, in remoto le punta sull’animale e controlla che non si tratti di falso allarme. Se il segnale è confermato, ovunque lei si trovi e qualunque sia l’orario, Elena non ha alternative: molla tutto e corre dalle sue vacche.

CATEGORIA SOCIAL INNOVATION

L’ANNURCA ANTICOLESTEROLO

Giuseppe Giaccio – Campania

Una felice scoperta dell’università di Napoli ha reso protagonista la mela annurca campana igp, in campo medico. E’ pronto a giurarlo Giuseppe Giaccio, presidente del consorzio della ‘Mela Annurca’ Campania Igp grazie ai benefici che è in grado di trasmettere. L’annurca campana, ha incontrato il professore Ettore Novellino, preside della facoltà di Farmacia dell’università Federico II, di Napoli, che insieme ai suoi ricercatori, ha scoperto che il fitocomplesso presente in questo prezioso frutto abbassa del 25% il livello di colesterolo cattivo e alza quello buono del 45%. Durante uno studio in cui sono stati analizzati diversi pazienti con colesterolo sopra la media si sono scoperti risultati sorprendenti che confermano che questa mela è pura prevenzione. Trasformata in capsule, di cui ognuna contiene il valore di 3 mele, spiega Novellino, ha un risultato “simile alle statine”. Ma la mela annurca è anche in grado di arrestare la caduta dei capelli bloccando la fase catagen del bulbo pilifero, ovvero la morte programmata del bulbo.

IL RITORNO DELLA BAMBOLA GREEN

Rosa e Paola Tortorelli – Puglia

Rosa e sua sorella Paola hanno diversificato l’attività aziendale trasformando la lana da rifiuto speciale in bambole e bomboniere contadine. Le bambole sono completamente realizzate a mano, con la lana cardata delle loro pecore, colorata con i pigmenti estratti dalle piante tintoree del loro territorio. Ma dalla loro lana nascono anche sciarpe e cappelli, indumenti per bambini e oggetti vari, alcuni dei quali, come il manto delle pecorelle, vengono lavorati con gli utensili di un tempo durante le lezioni per insegnare anche ai più piccoli a lavorare la lana.

GLI AGRICOLTORI CUSTODI E IL RITORNO DELL’OLEITO D’IPERICO

Antonio Lellici – Trentino

C’è il desiderio di recuperare persone svantaggiate fidandosi delle capacità terapeutiche della natura e della forza solidale di una impresa diversa. C’è il desiderio di recuperare dall’oblio le antiche culture che hanno fatto del Trentino una terra unica. Ed ecco che il sogno si realizza. Si parte dai giovani che incontrano gli anziani del posto per farsi indicare cosa e come si coltivava lì negli anni 50 e 60. E’ così che ritornano alla luce 70 varietà vegetali, tra cui cereali, piante tessili, alberi da frutto, ortaggi e piante officinali. Alcune sono state ripiantate allo scopo della diffusione dei semi e per le attività didattiche. L’altro prodotto su cui ha puntato questa azienda è l’oleolito di Iperico, estratto appunto dalla pianta di Iperico e che serve a curare ustioni sia solari che domestiche o anche per sanare piaghe da decubito o ferite che stentano a rimarginarsi. L’olio di Iperico viene realizzato con l’iperico perforato. I fiori vengono raccolti nel periodi di fioritura ed essiccati, poi vengono messi a macerare in olio di vinaccioli, o in olio di oliva e olio di semi di girasoli, quindi viene tutto filtrato e imbottigliato. Ma non si fermano qui, la resina di larice, il cosiddetto Largà invece, si va a raccogliere nei lariceti della Val di Fiemme, in maniera regolamentata. Poi si combina un terzo di resina, con un terzo di cera d’api, un terzo di oleolito di calendola, e si ottiene l’unguento.

CATEGORIA FARE RETE

L’ARTE INCONTRA IL VINO E ARRIVA NEI SALOTTI VIP MONDIALI

Cristian Specogna – Friuli Venezia Giulia

Mettere insieme vino e cultura nella convinzione che l’Italia può esportare nel mondo le due eccellenze è stata la scommessa vincente di Cristian che con altri giovani di Coldiretti, tutti sotto i 30 anni ha realizzato l’enoteca del terzo millennio. Ecco da dove nasce l’idea di fare dipingere da diversi artisti italiani le sue bottiglie riserva di ogni annata, dando vita ad una preziosa collezione di 50-60 opere d’arte che ogni anno finiscono nei ristoranti e nei salotti più rinomati al mondo. Le bottiglie non sono più soltanto semplici contenitori di una eccellenza, vanto del Made in Italy, ma sono esse stesse sostanza della sapienza e della cultura italiana. Ecco perché le bottiglie gioiello di Cristian sono state consegnate a personalità internazionali, non da ultimo Papa Francesco, al principe di Monaco, a Obama, o ancora alla Ferrari con cui la sua azienda ha realizzato una partnership.

LA CLEMENTINA SNACK

Francesco Rizzo – Calabria

La clementina di Calabria cambia veste e diventa snack da distributore. E’ grazie all’idea di Francesco nata durante una cena da due amici di basket che nasce il nuovo progetto di creare un packaging per la frutta da mettere nei distributori automatici. E’ presto fatto, pronta la nuova veste per la clementina, pronto il progetto, per inserire nel distributore la frutta immediatamente dopo il raccolto. In una notte dice Francesco le clementine sono dalla piana di Sibari a Bolzano, in tutti i distributori presenti, dalle scuole agli ospedali, dagli uffici alle palestre.

ARRIVA IL PRIMO CAVIALE VEGANO

Andrea Passanisi – Sicilia

Il “finger lime” è un piccolo frutto dalla forma di cetriolo e dal sapore forte, aspro e piccante del limone, dal quale il giovane siciliano ricava il primo caviale vegano, Andrea non ci pensa due volte: studia le tendenza della cucina innovativa e si adopera per rifornirla di materia prima. Chi ama il gusto fresco, esotico, forte, gli abbinamenti estivi, gli accostamenti con il pesce non può che bussare ai cancelli della sua impresa agricola. I migliori ristoranti già ne fanno richiesta, come anche i barman più intraprendenti.

CATEGORIA CAMPAGNA AMICA

LA BIRRA DIVENTA BIODINAMICA E INCONTRA IL RADICCHIO

Paolo Marangon – Veneto

E’ l’acqua ad essere protagonista del miracolo della birra, perché il radicchio viene immerso con le sue radici in queste acque subendo quindi una escursione termica fino a 15 gradi, in grado di fare nascere un piccolo fiore che mescolato ai malti restituisce carattere e unicità a questa birra. E’ una birra stagionale, che viene prodotta una volta l’anno, segue tutto il percorso del radicchio rosso di Treviso che ha un protocollo molto rigoroso che, comincia ad agosto e termina a dicembre, quando la temperatura scende sotto zero e il prodotto è pronto per essere lavorato. Il processo di lavorazione segue un ‘disciplinare’ biodinamico che segue il calendario astronomico.

IL KETCHUP NOSTRANO CHE CONQUISTA L’AMERICA

Bernardino Nardelli – Puglia

Innanzitutto questo ketchup è italiano al 100%. Questo ketchup non ha nè coloranti, nè conservanti ma solo il sapore intenso delle verdure di questo territorio. Per conservante ha l’aceto di vino e a colorare ci pensano i pomodori del suo orto. Benny indossa una maglietta: “Gli italiani lo fanno meglio”. “A differenza degli americani – spiega – per ketchup non intendiamo una purea rossa indistinguibile. Nel mio ketchup si deve vedere la strisciolina bianca della cipolla come il puntino verde del cappero o del sedano. I sapori devono essere ben distinguibili senza coprirsi l’uno con l’altro. Insomma il mio ketchup deve essere agricolo”.

IL PRIMO KIT DELL’AGRIPASTICCERE

Mariangela Stoppini – Umbria

Mariangela ha dato vita al primo kit per agripasticcere, un kit unico nel suo genere perché completamente realizzato nella sua azienda, dal noccioleto alla tavola. Il suo noccioleto è il primo nato in Umbria in collaborazione dell’università di Perugia. All’interno del goloso kit ci sono tutte le fasi di lavorazione della nocciola. Dalla nocciolina intera tostata, alla granella di nocciole, fino alla farina e alla pasta di nocciole. Il kit contiene anche un ricettario. Chiunque si mette in gioco con il kit di Mariangela può stabilire una connessione con lei, attraverso il proprio sito o sui social, in modo da dare suggerimenti o suggerire nuove realizzazioni che finiranno nel ricettario. L’azienda si sviluppa su una superficie di 10 ettari completamente a noccioleto, conta 7 mila piante e produce dai 0 ai 150 quintali di nocciole, in funzione del clima, ogni anno.

CATEGORIA PAESE AMICO

L’ORTO CANTERINO

Francesco Lipari – Sicilia

Un orto interattivo realizzato da un architetto, Francesco Lipari che si è messo a lavoro insieme al Comune di Siracusa e a Campagna Amica per dar vita ad un orto giardino interattivo, un paesaggio sonoro che cambia insieme al clima esterno e a quello interno dell’animo umano. Il battito cardiaco della persona che si avvicina alle realizzazioni naturali di quest’orto canterino è in grado di influenzarne la melodia, insomma l’armonia la sceglie la natura. A Siracusa oggi è dunque possibile soffermarsi per un’esperienza di contatto con la natura unica nel suo genere. Qui la natura compone melodie, esperienze sonore, segnali acustici che cambiano al mutare dell’ambiente e dell’animo umano.

L’OSPEDALE A KM0

Giuseppe Candela – Campania

Dove ora sorge l’ospedale prima gli oliveti scendevano a valle fino a toccare il mare, ecco perché si è deciso di re-impiantarli. Oggi gli agricoltori li hanno adottati e trasformano queste preziose olive in olio extravergine per la mensa dell’ospedale. Qui è nata l’antica Scuola medica salernitana e, in continuità con questa prestigiosa storia scientifica italiana, si continua a fare collaborare la medicina con la natura, in nome della dieta mediterranea. Il testimone passa agli agricoltori che, come primo passo, consegnano le bottiglie dell’olio all’ospedale e un orto di erbe aromatiche che riprendono la tradizione delle erbe mediche della scuola medica più antica d’Italia, realizzato da Francesco Corrado, imprenditore agricolo. E poi un mercatino a chilometro zero. Proprio all’interno degli spazi dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, a Salerno.

LA RADIO CONTADINA SULL’ALBERO

Gaetano Carboni – Abruzzo

L’azienda Polinaria non solo ha 150 anni di storia. Il punto di forza è la prima radio contadina che ha sede sopra un albero, nel mezzo di un bosco, dove gli agricoltori sono i protagonisti, e cioè custodi e operatori radio, produttori di contenuti, ma anche destinatari di informazioni che riguardano il mondo dell’agricoltura. Il cuore pulsante è un progetto attorno al reperimento, conservazione e interscambio di semi. Sementi appunto come social media, in grado di trasmettere informazioni e di generare interscambi. Gli agricoltori che sono autori di una rigenerazione rurale che avviene attraverso la radio hanno realizzato un programma che è stato trasmesso prima su radio Papesse e poi su Rai 3. Chi ascolta riceve informazioni di servizio per le attività rurali, ma anche contenuti musicali, artistici e poetici.

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