L'informazione agroalimentare in Umbria

I grandi vini umbri a Foligno: presentata la guida Slow Wine 2015

Share

A Palazzo Candiotti degustazione delle grandi etichette dell’Umbria. Sette le cantine che quest’anno sono state insignite della ‘Chiocciola’ Slow Food

di Redazione

Ben 56 grandi cantine umbre riunite in un unico appuntamento: un vero paradiso per wine lovers. Sabato 15 novembre, nel seicentesco Palazzo Candiotti di Foligno, si è tenuto “L’Umbria in un bicchiere”, evento curato dalla condotta Slow Food Valle Umbra con la collaborazione dell’Ente Giostra della Quintana. La più grande degustazione regionale mai organizzata.

Manifestazione importante, non solo per la presenza delle eccellenti cantine umbre, ma anche perché è stata l’occasione per presentare la Guida Slow Wine 2015 (24 euro), che quest’anno è alla sua quinta edizione. Un vero e proprio prontuario per chi ama bere secondo la filosofia Slow Food “Buono, pulito e giusto”.

Ecco i vignaioli umbri insigniti della ‘Chiocciola’, il marchio Slow Food: Adanti con il Montefalco rosso riserva, Antonelli San Marco con il Sagrantino di Montefalco, Barberani Vallesanta con l’Orvieto classico Villa Monticelli Luigi e Giovanna, Fattoria Colleallodole con il Sagrantino di Montefalco, Paolo Bea con il Montefalco rosso riserva, Palazzone con l’Orvieto classico superiore Terre Vineate e Tabarrini con il Trebbiano spoletino Adarmando.

Per l’occasione abbiamo parlato Fabio Pracchia, caporedattore della guida, che ci ha spiegato le importanti novità di quest’anno. “Slow Wine 2015 mette in evidenza il numero di aziende che sono passate al biologico,  da 490 a 600 in 5 anni. Segno di un cambio di passo nella coscienza del vino, che oggi porta i produttori fuori dalla cantina e più in vigna”. Insomma, spiega Pracchia, oggi c’è la tendenza a mettere in secondo piano la tecnica enologica tipica degli anni ’90 e a dare maggiore importanza all’agricoltura.

Per chi ancora non ha la sua copia, vediamo come è fatta all’interno. Per ogni cantina ci sono 3 sezioni: Vita, Vigne e Vini. Nella prima scoprirete chi è il produttore e la storia della cantina, nella seconda il territorio di produzione e nella terza i vini prodotti. In sintesi, ogni scheda parla di ciò che gli esperti del vino definiscono “terroir”.

Tre i tipi di segnalazione: la ‘Chiocciola’, riconoscimento per l’azienda che si dimostra “buona, pulita e giusta”; la ‘Bottiglia’, per indicare la cantina che punta alla qualità più alta senza compromessi; la ‘Moneta’, ovvero l’ottimo rapporto qualità prezzo. Poi anche una specifica menzione per “Vino quotidiano”, ovvero le bottiglie che pur mantenendo alta la qualità non superano mai i 10 euro in enoteca e “Grande vino”, il top della qualità. Come ogni anno, in fondo alla pagina, troverete il box delle tecniche agricole impiegate in vigna. Altra novità, ci ha detto Pracchia, è che da quest’anno la guida di Slow Food sarà il testo di riferimento per la Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori).

Per Giovanni Maira, fiduciario Slow Food Valle Umbra, l’evento di Foligno ha messo in evidenza “tutte le qualità del nostro territorio nella produzione vitivinicola”. “In una location di grande pregio – ha concluso – gli appassionati hanno potuto fare il giro dell’Umbria, assaggiandone i meravigliosi vini con un solo bicchiere”.

Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.