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I migliori ristoranti della regione secondo Repubblica, ecco la Guida 2015

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Il volume è stato presentato a Perugia, alla presenza del suo curatore, Giuseppe Cerasa. All’interno, più di mille destinazioni per gli amanti del gusto made in Umbria

di Redazione

Ristoranti, botteghe del gusto, cantine, birrifici, oleifici e tanti itinerari del gusto. Tutto quanto in un volume, che gli amanti della buona tavola dovrebbero sempre avere a portata di mano (magari in auto, per consultarlo ad ogni sosta). E’ la “Guida dei Ristoranti dell’Umbria” de La Repubblica, presentata mercoledì 19 novembre a Perugia e che sarà disponibile nelle librerie umbre dal 26 novembre. All’evento, oltre all’assessore regionale al Commercio, Fabio Paparelli, e al sindaco di Perugia, Andrea Romizi, era presente il curatore del volume, Giuseppe Cerasa, caporedattore della cronaca di Roma di Repubblica.

La guida recensisce 400 ristoranti, 342 “Botteghe del Gusto”, 147 agriturismi, 160 bed&breakfast, 14 birrifici, 56 produttori di vino e 70 produttori di olio. A cui si aggiungono spa-centri benessere, locations per ricevimenti, catering, residenze d’epoca, case-vacanze, ricette, itinerari del gusto, mappe della città e dell’Umbria. Poi, la sezione “Made in Umbria”, in cui sono presentati tredici “distretti” di eccellenze produttive: dall’abbigliamento alle acque, dalla carta al “cashmere”, dalle ceramiche al cioccolato, dai merletti al pane e forni, dalla pasta ai salumi, dallo sport ai tartufi. Con una novità assoluta rispetto alle precedenti edizioni: 49 pagine interamente dedicate agli appuntamenti enogastronomici, culturali e alle rievocazioni storiche più significative della regione.

 “La Guida – ha detto l’assessore regionale al Commercio, Fabio Paparelli – è un viaggio ideale per chi vuole conoscere l’Umbria e le sue eccellenze, alla scoperta di sapori, storia e tradizione, ma anche della capacità imprenditoriale e di innovazione che questa regione sa esprimere”. Per il primo cittadino di Perugia, Andrea Romizi, il volume “è uno strumento utile anche per gli umbri, perché fornisce indicazioni sulle ricchezze che possediamo e che spesso non conosciamo, dai percorsi del gusto, alle produzioni made in Umbria”.

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