Il vino che ci aspetta, le previsioni della vendemmia 2016

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Presentato a Roma il report Uiv-Ismea sulla campagna vitivinicola di quest’anno. Italia ancora leader mondiale per quantità. Il dettaglio sull’Umbria.

di Redazione

“Una buona vendemmia che mantiene valori quantitativi da record superando le previsioni di Spagna e Francia”. Così Antonio Rallo, il presidente Unione Italiana Vini, ha commentato le previsioni della vendemmia 2016 presentate martedì 6 settembre a Roma. Svolta tra l’inizio di agosto e la prima settimana di settembre da Uiv, in collaborazione con Ismea e Ministero dell’Agricoltura, l’indagine offre un focus sulle probabili performance di ogni regione italiana che produce vino.

Un quadro in cui, a livello generale, l’Italia si conferma il primo produttore di vino al mondo per quantità, nonostante una contrazione del 2% rispetto al 2015 (circa 48 i milioni di ettolitri che saranno prodotti quest’anno). Segnando però un più 9% sulla media degli ultimi cinque anni. Sulla base dei dati disponibili, specifica il report, Francia e Spagna produrranno circa 42 milioni di ettolitri ciascuna, segnando un calo del 10% la prima e la stabilità per la seconda. Stazionaria anche la Germania, con 9 milioni di ettolitri, mentre in picchiata il Portogallo con una discesa del 20% sui volumi dell’anno scorso.   

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volumi vino 2016Secondo Uiv, il risultato positivo dell’Italia sarebbe da attribuire ad un clima favorevole – che tuttavia non è stato tale in tutte le zone – e all’entrata in produzione di nuovi vigneti in sostituzione dei vecchi. Ma al di là dei volumi c’è la qualità del nostro vino per la quale, nonostante l’ottimismo, sarà necessario aspettare che settembre, mese chiave per ogni vendemmia, faccia il suo corso. Ad ogni modo, viene specificato, il focus a livello di territorio nazionale evidenzia una sostanziale disomogeneità di situazioni, non solo tra regioni confinanti ma anche all’interno dei confini. In particolare, tra le prime quattro grandi produttrici italiane, solo la Sicilia mostra un forte calo, mentre sono in lieve crescita Veneto, Puglia ed Emilia Romagna. In discesa anche Toscana e Umbria (-8%), mentre si prevede che la Campania possa addirittura perdere un 20%.

Il dettaglio regionale dell’Umbria

Generalmente buono il ciclo vegetativo delle viti in Umbria dove però, soprattutto nel perugino, hanno influito negativamente climi freddi e problemi fitosanitari. “Laddove non contrastate in modo tempestivo e con metodologie idonee”, dice l’analisi, “tali patologie hanno ulteriormente contribuito alla perdita di prodotto”. L’annata si prospetta comunque soddisfacente sul piano della qualità, soprattutto per i vini bianchi. Secondo Uiv, infatti, un minore stress idrico subito dagli impianti ha permesso lo sviluppo ottimale di profumi e aromi. Iniziata in ritardo nella provincia di Perugia, la vendemmia in quella di Terni sembra è in tempo sulla tabella di marcia.

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L’export e il caso degli spumanti

A corredo delle previsioni vendemmiali, il report si sofferma anche sui dati economici dell’export e del mercato interno. Le esportazioni si confermano il principale motore dell’economia italiana del vino, con un incremento del 3,8% a valore rispetto a gennaio scorso, confermando un trend di crescita medio del 5% per anno. “Recuperano i volumi – ha spiegato Rallo –, aumentano i vini a denominazione e, questi, sono indubbiamente elementi positivi, accanto però ad una crescita ancora inferiore rispetto ad altri competitor internazionali e realizzata in prevalenza grazie agli spumanti. Un successo, quello delle bollicine, che deve continuare ma non può da solo supportare la crescita delle nostre esportazioni. Poi dobbiamo guardare con nuova attenzione al mercato interno che, ricordiamolo, rappresenta ancora il primo mercato per il nostro vino assorbendo il 50% del prodotto (da sottolineare però che il report, per quanto riguarda il mercato interno, fa riferimento solo sulle vendite della Grande Distribuzione, ndr). Le imprese – ha concluso – devono tornare ad investire sul consumatore italiano”.

Le slide di sintesi del report

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