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Imu agricola, il decreto c’è: più di 3mila comuni esenti, gli altri pagano entro il 10 febbraio.

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Il Governo ha rivisto i criteri per il pagamento dell’imposta sui terreni agricoli. Ristretta la platea dei contribuenti. L’elenco dei Comuni esenti in Umbria

di Redazione

E alla fine, gli agricoltori dei comuni montani hanno avuto la meglio. Il decreto “spazza-Imu” è arrivato. Il Consiglio dei Ministri straordinario di questa mattina ha stabilito con un provvedimento d’urgenza la revisione dei criteri per l’Imu sui terreni agricoli relativi al 2014, con l’applicazione di quelli elaborati dall’Istat.

Saranno esenti, quindi, tutti i comuni montani mentre, nei comuni parzialmente montani, saranno esentati tutti i terreni di proprietà o in affitto a imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. Con i nuovi criteri, di fatto, si restringe parecchio la platea dei contribuenti: saranno 3.456, e non più 1.498, i comuni totalmente esenti dal pagamento del balzello, e 655 quelli parzialmente esenti. Il termine di pagamento, per chi non rientra in questi parametri, è posticipato al 10 febbraio.

Dopo tanto ‘silenzio assordante’, come era stato definito dalle associazioni di categoria, è arrivata la dichiarazione del Ministero delle Politiche agricole e forestali: “Abbiamo lavorato per una soluzione definitiva e strutturale della vicenda Imu sui terreni montani – ha detto il ministro Maurizio Martina – Con il decreto di oggi abbiamo risolto i problemi amministrativi sopravvenuti e tutelato ancora di più coloro che vivono di agricoltura nei territori rurali”.

Una vittoria anche per le Associazioni nazionale dei comuni italiani (Anci). Tanti i sindaci che avevano presentato ricorso al Tar del Lazio giudicando i precedenti criteri altamente iniqui, in quanto non tenevano conto dello svantaggio territoriale di molte zone montane d’Italia. Anche l’Anci Umbria ha portato avanti la battaglia. Piero Fassina, presidente Anci nazionale, ha espresso soddisfazione, giudicando i nuovi criteri adeguati all’esigenza di non penalizzare i terreni montani e le loro attività agricole. “Auspichiamo – ha dichiarato – che dopo la scadenza del pagamento si verifichi con attenzione il gettito effettivo, e in conseguenza si riequilibri la riduzione di risorse già operata sui Comuni”.

La situazione in Umbria. Ecco l’elenco dei 69 Comuni esenti:

Avigliano Umbro, Acquasparta, Allerona, Arrone, Assisi, Attigliano, Campello sul Clitunno, Cascia, Cerreto di Spoleto, Calvi dell’Umbria, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Citerna, Città della Pieve, Città di Castello, Corciano, Costacciaro, Fabro, Ferentillo, Ficulle, Foligno, Fossato di Vico, Fratta Todina, Giano dell’Umbria,  Giove, Gualdo Cattaneo, Gualdo Tadino, Gubbio, Lisciano Niccone, Lugnano in Teverina, Magione, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montecastrilli, Montefranco, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Monteleone di Spoleto, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Nocera Umbra, Norcia, Otricoli, Panicale, Parrano, Passignano sul Trasimeno, Penna in Teverina, Polino, Porano, Piegaro, Pietralunga, Poggiodomo, Preci, San Giustino, Sant’Anatolia di Narco, San Gemini, San Venanzo, Stroncone, Scheggia e Pascelupo, Scheggino, Sellano, Sigillo, Spello, Todi, Tuoro sul Trasimeno, Umbertide, Valfabbrica, Vallo di Nera, Valtopina.

Mentre i 22 Comuni classificati “parzialmente montani” sono: Alviano, Amelia, Baschi, Bettona, Bevagna, Cannara, Castel Ritaldi, Castiglione del Lago, Collazzone, Deruta, Guardea, Marsciano, Montecchio, Montefalco, Narni, Orvieto, Paciano, Perugia, Spoleto, Terni, Torgiano, Trevi.

Di fatto, resta il dubbio su come e quanto pagare. “Anche se è doveroso esprimere al ministro Martina un convinto apprezzamento per l’impegno profuso – ha detto Domenico Brugnoni, presidente Cia Umbria – ci aspettavamo francamente una maggiore attenzione del governo nei confronti di tutti coloro che, a vario titolo, tutelano il territorio e rendono produttivi i terreni agricoli con il loro quotidiano lavoro. Anche la scadenza del 10 febbraio appare troppo ravvicinata per consentire a tutti gli interessati di effettuare correttamente il versamento dell’imposta. Auspichiamo che ora il governo voglia confrontarsi con le organizzazioni del settore per affrontare con determinazione la delicata questione dell’imposizione fiscale in agricoltura ricercando soluzioni definitive e condivise”.

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