In 5 anni chiuse oltre 1700 aziende agricole umbre. Ma crescono le industrie dell’agroalimentare

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Una ricerca Cna Umbria rileva dati allarmanti, perso il 9% del Pil. Ma la discesa  si è fermata: +565 posti di lavoro nei primi sei mesi 2015

di Redazione

In cinque anni, moltissime micro imprese dell’Umbria hanno gettato la spugna, arrendendosi alla crisi economica, alla troppa burocrazia, al ‘credito zero’. Un saldo negativo di 1.787 imprese, pari a una perdita di circa il 9% del Pil. Il conto lo fa una ricerca condotta da Cna Umbria, in collaborazione con il centro studi Sintesi.

“A restare sul tappeto sono state il 2,1% delle imprese umbre – afferma Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna Produzione -, un dato comunque inferiore a quello registrato su scala nazionale (- 2,6%). Le perdite assolute più vistose hanno investito il settore delle costruzioni (- 1.209 imprese), l’agricoltura (- 1.755) e i trasporti (- 229). Il manifatturiero, pur avendo perso 470 imprese, ne conta ancora 8.344, pari al 10% del totale del tessuto imprenditoriale. All’interno del comparto manifatturiero diminuiscono in particolare il sistema moda, che perde 155 unità, la metallurgia e la meccanica che arretrano di 162 e il settore legno/arredo che retrocede di 187, mentre crescono soprattutto le industrie dell’agroalimentare (+40 aziende), quelle che fabbricano macchinari e apparecchiature meccaniche (+ 58) e quelle del settore energia elettrica, gas etc.., che aumentano di 169 unità.

La ricerca – prosegue Vestrelli – evidenzia anche un ridisegno della composizione del tessuto imprenditoriale a favore del settore dei servizi, da quelli tradizionali a quelli alla persona, da quelli innovativi a quelli commerciali. Ma il manifatturiero continua a svolgere un ruolo determinante nella nostra regione. In questi anni molte imprese del settore hanno saputo fare la propria parte, reinventandosi, ristrutturandosi, trovando nuovi sbocchi. E i dati sull’occupazione, che segnano una ripresa (+ 565 posti di lavoro nel primo semestre 2015 in settori diversi dall’edilizia), stanno a testimoniarlo. Noi crediamo che sul manifatturiero si debba continuare a puntare. La stessa Unione Europea – sottolinea Vestrelli – si è data come obiettivo quello di rafforzare l’industria manifatturiera per portarla a rappresentare almeno il 20% del Pil”.

“In Umbria – interviene Simone Mazzocchi, presidente regionale di Cna Produzione – arriveranno risorse importanti provenienti dai fondi europei, che se verranno messe a leva potranno giocare un ruolo determinante nel promuovere lo sviluppo del tessuto imprenditoriale della regione. Per le piccole e medie imprese lo sviluppo passa attraverso gli investimenti, le competenze delle risorse umane e la diversificazione dei prodotti frutto della ricerca industriale. Ecco perché – va avanti Mazzocchi – riteniamo che siano ancora di fondamentale importanza contributi in conto capitale e in conto interesse per favorire la realizzazione di investimenti in nuovi processi produttivi, corsi di formazione ad hoc per far acquisire ai nuovi occupati le competenze necessarie ed eventualmente misure tese a promuovere la ricerca. È nostra convinzione che la creazione di nuovi posti di lavoro, anche nei prossimi anni, passerà attraverso la realizzazione di nuovi investimenti. Infine – conclude Mazzocchi – torniamo a sottolineare che le facilitazioni per l’accesso al credito e per l’internazionalizzazione continueranno ad avere un’importanza prevalente, soprattutto per le micro e le piccole imprese”.

Totale Perdita Imprese       -1787

Edilizia                                         -1209

Trasporti                                      -229

Agricoltura                                  -1755

Manifatturiero                            -470

Nel Manifatturiero:

diminuiscono principalmente

Legno arredo/casa                          -187

Tessile                                               -155

Metallurgia/meccanica                  -162

aumentano proncipalmente

Industria agroalimentare              +40

Apparecchiature meccanica         +58

Fornitura energia (gas, ecc)         +169

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