In un panino il gusto autentico dell’Umbria (Gallery)

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Cibo da strada a 5 stelle. Salumi, formaggi e vini esclusivamente locali. Ecco la ricetta del successo de La Bottega di Perugia, premiata anche dal Gambero Rosso

di Emanuela De Pinto

Cosa c’è di più autentico di un panino al ‘pregiutto’? Lo chiamano cibo da strada, ma quando è di qualità, può fare le scarpe ai più rinomati ristoranti. Lo sanno bene Cristian, Matteo e Gerardo, tre amici (e tre buone forchette), che hanno voluto restituire alla loro città, Perugia, una parte di tradizione perduta. “La Bottega di Perugia” di Piazza Morlacchi nasce il 7 dicembre 2011, con una precisa filosofia: solo panini, taglieri e qualche crostone, accompagnati da un bicchiere di vino o di birra artigianale. Tutto rigorosamente prodotto e lavorato in Umbria.

Bottega di PerugiaIn appena due anni e mezzo, è un tale successo che grazie al passaparola fa il pieno di riconoscimenti: su Trip advisor fa incetta di ottime recensioni, e il Gambero Rosso la inserisce nella prestigiosa guida “Street Food”, consegnando ai tre ideatori, sul palco romano della Città del gusto, il premio come miglior attività regionale 2015 nella sua categoria. Il segreto? In meno di 10mq, ogni ben di Dio per farcire un panino. Solo qualche sgabello per sedersi davanti al bancone, ma il bello è proprio questo: assaporare morso dopo morso, tra un sorso e l’altro, il gusto sincero dei prodotti tipici umbri senza la formalità e l’attesa di un ristorante, e senza accontentarsi della solita pizza o del kebab.

“Per noi è fondamentale offrire prodotti legati al territorio – spiega Cristian – selezioniamo con attenzione i nostri salumi, le creme, le verdure”. Mangiare bene sì, ma anche il clima amichevole gioca la sua parte. E l’ironia non manca: “Per i nomi dei panini abbiamo scelto termini dialettali perugini – c’è lo ‘gnorante’, il ‘delicheto’, il ‘marampto’, ‘l’impimpinito’…”. Scappa un sorriso, ma veniamo al gusto. Immancabile il classico dei classici: il panino al prosciutto, ma se volete spaziare, la scelta non manca: dal panino lombetto e rucola, al capocollo, pecorino e funghi, e poi ancora la mortadella, il salame, coppa e rucola, il tonno con maionese e carciofini, il tutto condito con deliziose creme (di carciofi, di olive), prodotte da aziende umbre. Un occhio anche ai vegetariani, il panino con le verdure di stagione si chiama sarcasticamente ‘vergognete’.   

Bottega di PerugiaStesso discorso per i formaggi (e ci si può commuovere per la bontà del pecorino). “Ci serviamo dal caseificio Mazzatosta di Bettona o in alternativa dalla GrifoLatte”. Ovviamente, non troverete lo stesso menù a gennaio e ad agosto. Lardo e pancetta, ad esempio, solo nella stagione invernale. Anche sui vini non si esce dall’Umbria. “Cerchiamo di coprire tutte le zone di produzione – dice Cristian – dal lago con la cantina Madrevite e Duca della Corgna, alla zona di Torgiano con la cantina Chiorri per il vino sfuso, la cantina San Biagio proprietà di un giovane ragazzo, fino alle cose più particolari come il vino biodinamico, con l’uva pestata con i piedi come una volta, della cantina Mani di Luna. Immancabile il Sagrantino di Montefalco, che i turisti ci invidiano.

La qualità ha un prezzo, certo. Ma in questo caso, la filosofia de La Bottega di Perugia, è proprio quella di offrire buoni prodotti spendendo il giusto. Un panino costa 3/3,50 euro. Se si abbina il vino si spende 5, massimo 6 euro. Per un tagliere per due la spesa è di 8 euro. Una bella sorpresa. “Clientela varia: dagli universitari, ai dipendenti del Comune e del tribunale, fino ai turisti. C’è poi la signora, residente in zona, che viene a prendere un etto di prosciutto ‘a portar via’, o qualche salsiccia secca. Il bello del nostro locale – conclude Cristian – è anche questo, recuperare quella tradizione che con la chiusura dei piccoli alimentari sotto casa, sta scomparendo. Anche questo aiuta a tenere vivo il centro storico di una città”. Insomma, se è vero che le mode passano, un panino è per sempre.  

http://www.labottegadiperugia.it/

(A cura di BrandPress)

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1 Comment

  1. Nicola says

    Questi si che sono degli idoli

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