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Incoronato il miglior birrificio d’Italia 2018, che strizza l’occhio al vino

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A Beer Attraction stravince Cr/ak, birrificio artigianale di Campodarsego, nel Padovano. Premiata l’innovazione: dalle birre in lattina alla quella invecchiata 18 mesi in barrique di vino rosso.

di Redazione

Questa volta arriva da Campodarsego, nel Padovano, la birra che ha conquistato il podio assoluto al concorso indetto da Unionbirrai “Birra dell’Annno 2018”. Si chiama Cr/ak Brewery il miglior birrificio d’Italia di quest’anno, nato nel 2015 dall’idea e la passione di tre giovani amici: Marco Ruffa, Anthony Pravato e Claudio Franzolin. E’ qui che nascono la Mundaka, che ha stravinto per le Session IPA, creata dalla fusione di luppoli americani ed europei, e la NeIPA DDH Amarillo per le New England IPA, un vero e proprio “succo di luppolo” con un double dry hopping di Amarillo. Conosciuto per essere tra i birrifici portanti nella scena brassicola per l’uso attento e originale del luppolo nelle sue produzioni, questa volta Cr/ak si guadagna anche un podio nelle alte fermentazioni dal possente grado alcolico di ispirazione angloamericana, con la Cantina BV05, un English Barley Wine invecchiato 18 mesi in barrique di vino rosso, Borgo delle Casette, un blend di Cabernet Sauvignon con saldo di Franc e Carmenere, con fermentazione, maturazione e affinamento in botti di quercia per 18-24 mesi.

Il birrificio di Campodarsego, una realtà giovane ma in continua ascesa, è stato incoronato da Lorenzo “Kuaska” Dabove, beer taster di fama internazionale, durante la cerimonia di premiazione avvenuta sabato pomeriggio, 17 febbraio.

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Birra dell’Anno, ospitato dal Beer Attraction (17-20 febbraio, Fiera di Rimini), è giunto quest’anno alla tredicesima edizione ed ha decretato non solo il miglior birrificio d’Italia ma ha anche premiato le eccellenze nelle produzioni nazionali, distinte in ben 41 sezioni diverse. Il concorso, organizzato dall’associazione di categoria Unionbirrai, con il supporto di Italian Exhibition Group – Fiera di Rimini, si attesta come la più importante competizione italiana nel panorama della birra artigianale e si è avvalso di una giuria internazionale, composta da 84 esperti di settore e degustatori provenienti da tutto il mondo. I giudici, che si sono riuniti a Rimini per due intere giornate, hanno passato in rassegna ben 1650 birre partecipanti, circa il 20% in più della scorsa edizione, provenienti da 279 produttori in gara.

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Dicono i tre giovani soci di Cr/ak Brewery: “Non ce l’aspettavamo, siamo veramente contenti. Sicuramente il nostro è stato un lavoro incentrato sulla qualità. Anno dopo anno, giorno dopo giorno, abbiamo puntato a migliorare la nostra produzione. Sicuramente per il nostro team questo premio rappresenta una grossa spinta emotiva e soprattutto una bella soddisfazione”. A proposito del lavoro sulla qualità delle birre prodotte, Cr/ak Brewery ha recentemente fatto un grande passo, che sarà anche uno dei progetti portanti per il futuro dell’attività: “Abbiamo investito sulle lattine, contenitori perfetti per mantenere le nostre birre luppolate. Siamo i primi in Italia ad avere un macchinario per inlattinare e nel 2018 sicuramente vorremmo puntare su questo”. La Mundaka ha vinto “alla prima cotta, nonostante la ricetta sia cambiata da Pale Ale a Session IPA”, mentre la English Barley Wine, la Cantina BV05, fa parte di “un progetto che portiamo avanti da quando abbiamo aperto il birrificio. Le birre barricate hanno bisogno di tempo, non bisogna avere fretta, escono un poco alla volta. Su di essa abbiamo lavorato molto e siamo davvero felici del risultato”.

“Quello di Cr/ak Brewery è davvero un bel progetto – ha dichiarato Alessio Selvaggio, presidente di Unionbirrai – e rappresenta il segnale che un giovane birrificio come il loro abbia saputo fare bene, organizzandosi in maniera adeguata per quelle che sono le esigenze del mercato di oggi”.

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