L’agricoltura sociale cresce. For.Agri presenta le iniziative per il 2015

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In Italia oltre 400 cooperative sociali nel settore agricolo. I lavoratori dipendenti sono 4mila, per un valore della produzione di  200 milioni di euro

di Redazione

Agricoltura sociale, una straordinaria terapia per tutte le persone svantaggiate e per il recupero delle imprese confiscate alla criminalità. Per questo oggi in Italia ci sono oltre 400 cooperative sociali, impegnate su tutta la filiera del settore agricolo: dalla coltivazione, all’industria alimentare, al commercio. Attività in cui sono impiegati circa 4mila lavoratori dipendenti per un valore della produzione di  200 milioni di euro.

Sono i dati presentati da For.Agri, il primo Fondo Interprofessionale a promuovere e finanziare il terzo settore, che ha presentato a Roma le iniziative in cantiere per quest’anno. Il presidente Stefano Bianchi, nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il viceministro dell’Agricoltura, Andrea Olivero, ha spiegato gli obiettivi del Fondo raccontando alcune “case history” di cooperative sociali italiane finanziate nel 2014 per 100mila euro: Naturalmente, cooperativa agricola della provincia di Cuneo che si occupa dell’inserimento sociale e lavorativo di disabili psichici; Terre Di Puglia, della provincia di Brindisi, fondata per il riutilizzo dei beni confiscati alla malavita organizzata pugliese; Oikos Onlus di Jesi e Madonita in provincia di Palermo, per il recupero dei tossicodipendenti.

“Abbiamo riservato risorse specifiche a progetti presentati da queste particolari imprese, che continuano a crescere di numero”, ha detto Bianchi. “Il nostro Fondo Interprofessionale ritiene indispensabile promuovere la formazione e sviluppare capacità e competenze di chi è direttamente coinvolto nella gestione e nell’attività di queste imprese che, oltre a produrre beni agroalimentari, promuovono l’inclusione sociale, l’inserimento terapeutico e lavorativo di soggetti deboli e svantaggiati, l’organizzazione di servizi per minori e per anziani”.

L’intervento di For.Agri coinvolge 25 imprese di tutto il territorio nazionale e l’attività finanziata intende fornire strumenti utili per avviare percorsi di agricoltura sociale, con lo scopo di supportare persone svantaggiate attraverso l’attività agricola. Per il 2015 gli interventi, suddivisi in due bandi per un ammontare complessivo di circa 160mila euro, saranno localizzati in Piemonte, Toscana, Lazio e Sicilia.

L’agricoltura sociale è molto diffusa in Italia e in Parlamento è in dirittura d’arrivo una legge per regolarla. In quest’ambito le cooperative hanno un ruolo predominante. Organizzazioni che, secondo quanto previsto dal nostro ordinamento, hanno lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità all’integrazione sociale dei cittadini, attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi o lo svolgimento di attività diverse – incluse quelle agricole – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

In particolare, le Fattorie Sociali Italiane, associazioni di familiari di persone svantaggiate e tutti coloro che sono interessati al consumo etico, confluiscono in una rete alla quale aderiscono anche Confagricoltura, Acli Terra e l’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori. In termini economici, per le istituzioni pubbliche, investire nelle Fattorie sociali è motivo di ottimizzazione dei costi: una persona che può uscire da una situazione di assistenzialismo puro, con tutte le spese che questo comporta e diventare soggetto attivo della società attraverso il lavoro, è fonte di grande risparmio. Per questo, secondo la Rete Fattorie Sociali, favorire lo sviluppo dell’agricoltura sociale nel nostro Paese rappresenta un interesse non solo morale ma anche economico, perché il lavoro e i suoi prodotti diventano lo strumento per dare un’opportunità alle persone svantaggiate.

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