L'informazione agroalimentare in Umbria

Le regole dell’etichetta: tracciabilità e informazioni nutrizionali obbligatorie/Parte2

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Seconda parte dell’approfondimento. Quanto è difficile capire le informazioni nutrizionali dei cibi? Ecco come funziona il “sistema dei semafori” usato in Inghilterra

di Linda Fioriti – Economista agraria

Le linee guida nutrizionali espresse nelle etichette dei prodotti alimentari hanno costituito la base di gran parte delle politiche nutrizionali sin dagli anni Ottanta. Per alcuni accademici le etichette nutrizionali sono classificabili come una “misura politica informativa” adottata da molti governi per aumentare la consapevolezza dei consumatori circa gli aspetti nutrizionali dei prodotti alimentari.

Gli economisti e i politici affermano che se fossimo tutti “consumatori informati”, cioè se ci fossero fornite delle informazioni complete sulla composizione dei prodotti alimentari, saremmo in grado di compiere scelte razionali, quindi di scegliere una dieta salutare allontanandoci dal rischio di adottare un’alimentazione scorretta e di sviluppare malattie strettamente legate ad un regime alimentare sbagliato (come obesità, malattie cardio-vascolari, diabete…).

LEGGI LA PRIMA PARTE DELL’APPROFONDIMENTO SULL’ETICHETTA

Ma la realtà è ben più complessa. In molti studi relativi all’uso e alla comprensione delle informazioni nutrizionali sulle etichette alimentari emerge che in effetti queste etichette possono influenzare il comportamento d’acquisto dei consumatori. Tuttavia, ci sono molti autori che sostengono che l’uso effettivo delle etichette nutrizionali durante gli acquisti di prodotti alimentari sia molto più basso di quanto dichiarato dai consumatori nell’ambito delle indagini di questi studi scientifici.

Secondo un’indagine internazionale di Nielsen, circa il 60% dei consumatori ha difficoltà a comprendere le informazioni nutrizionali sulle confezioni degli alimenti. Quindi la questione diventa un’altra: se l’utilizzo di etichette nutrizionali viene considerato un mezzo per aiutare i consumatori a compiere scelte d’acquisto più salutari, come è possibile rendere queste etichette più facili da capire e interessanti da leggere?

Secondo alcuni ricercatori – Wasowicz-Kirylo G., Stysko-Kunkowska M. (2011), Attributes of Nutritional Information Labelling that Determine Attractiveness of Labels and Correctness of Inferences Made About Food Healthfulnessla tipologia di prodotto influisce molto sulla predisposizione a leggere e valutare le informazioni sull’etichetta, che aumenta per i prodotti meno salutistici (es. pizza surgelata) per cui vengono apprezzate etichette più complesse e ricche di informazioni. Al contrario per i prodotti salutari (es. yogurt) sembrerebbero fare più presa etichette scarne ed essenziali, purché sia ben visibile il contenuto energetico rigorosamente espresso in calorie.etichetta semaforo

Indubbiamente la motivazione da parte dei consumatori è un fattore fondamentale alla comprensione delle etichette nutrizionali sulle confezioni dei prodotti, ma anche le strategie adottate dai produttori per rendere i contenuti delle etichette fruibili ai consumatori giocano un ruolo determinante nel passaggio delle informazioni. In effetti ci sono molti studi scientifici che hanno valutato l’efficacia di alcune tipologie di etichette nutrizionali sulla scelta dei consumatore, e tra queste sicuramente la più popolare è il “sistema dei semafori”, largamente utilizzato nel Regno Unito (vedi immagini).

etichetta semaforoIl concetto dietro a questo sistema di etichettatura è semplice e immediato: se ad un nutriente è associato il colore rosso, significa che il contenuto di quel nutriente nel prodotto (o in una singola porzione di quel prodotto) supera la dose giornaliera consigliata dal Ministero della Salute britannico, oltre la quale aumenta il rischio di sviluppare malattie legate ad un’alimentazione scorretta. Questo sistema di etichettatura, sviluppato e proposto dalla Food Standard Agency (FDA), è del tutto facoltativo, ma visto l’apprezzamento ottenuto sia da parte dei consumatori che dei policy-makers, quasi la totalità dei distributori e dei produttori britannici hanno deciso di adottarlo per i propri prodotti.

Le etichette sul cibo devono comunicare informazioni chiare e utili ai consumatori, e allo stesso tempo devono essere pratiche da gestire per i produttori. Le notizie fornite possono essere davvero molte nello spazio di un’etichetta, e possono comprendere dalla lista degli ingredienti, ai metodi di produzione, alla presenza di allergeni, composizione nutrizionale, benefici per la salute (health claims), origine del prodotto, come utilizzarlo in maniera corretta, simboli, e altre informazioni obbligatorie e non.

L’argomento genera sempre grande interesse, sia dalla parte delle associazioni di consumatori che dalla parte dei produttori, ed attualmente sono in fase di valutazione numerose proposte sulla regolamentazione della comunicazione per quanto riguarda nutrizione e salute dei prodotti alimentari.

 

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