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L’olio che verrà, facendo tesoro di un 2014 da dimenticare

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Verde Oro, la rubrica di Angela Canale – Il maltempo e la mosca hanno dominato questo anno disastroso, ma si riparte dall’esperienza acquisita 

di Angela Canale – Agronomo

La magia si ripete: un anno è passato e un altro sta per arrivare. Ma, dopo questo 2014 che ha segnato duramente l’intero comparto dell’olivicoltura umbra (e non solo), la vera magia è fare tesoro delle esperienze vissute per affrontare con grinta ed entusiasmo ciò che verrà nella prossima stagione.

Ancora una volta, infatti, la natura ci ha insegnato che nessun umano può dominarla, possiamo solo assecondarla attraverso la conoscenza dei cicli biologici delle piante e degli animali. Ci suggerisce il rispetto per i luoghi, per la terra, per le piante, per ciò che l’uomo ha costruito e che è sopravvissuto al tempo, ma ci chiede anche di aiutarla a far fronte alle esigenze che il tempo di oggi impone.

Ecco che la vera magia sarà, a questo punto, riuscire a trovare il giusto compromesso tra le leggi che l’uomo crea e quelle che la natura impone. Solo l’uso corretto dell’intelligenza e della cultura acquisita nei secoli dall’uomo potrà creare questa sinergia, espressione di equilibrio e armonia, che un giorno ci farà forse riconciliare con la madre terra.

Temperature inadeguate e piogge eccessive hanno dominato questo anno olivicolo un po’ in tutta Italia. L’impreparazione e il senso del destino ci hanno resi inermi. La consapevolezza dell’autonomia della natura non può, però, fermare l’uomo agricoltore, che da sempre ha cercato di confinare in piccoli lembi di terra la produzione di cibo usando le sue conoscenze.

 Attingere alla conoscenza acquisita ci aiuterà, in questo prossimo anno, a vivere con maggiore serenità il lavoro che ci attende. Imparare a guardare, osservare, rispettare e agire con il massimo della professionalità e dell’amore per la terra che abbiamo la fortuna di vivere tutti i giorni e della quale siamo i custodi eletti a questo compito.

 Molti saranno i nuovi progetti per l’olivicoltura, a noi tanto cara, non soltanto quale fonte del prezioso olio, ma per il quadro artistico e paesaggistico di cui tutti possiamo e dobbiamo godere. Un paesaggio ormai diventato essenziale e insostituibile, in una terra già segnata dalle linee e dai colori di immortali artisti, quale è l’Umbria.

Spero che tutti noi saremo pronti a partecipare al potenziamento di questo comparto con il giusto entusiasmo, con un razionale senso critico, con la certezza del raggiungimento dell’obiettivo.

In una strategica regione in cui si concentrano storia, tradizione, agricoltura, scienza, industria e uomini fortemente legati alla terra, sicuramente questo sarà possibile.

L’augurio che faccio è quello di agire sempre facendo tesoro delle esperienze e delle conoscenze, attraverso quelle sane collaborazioni che rendono gli uomini forti, coraggiosi e missionari.

Buon 2015 a tutti.

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