Mani in pasta, si avvicina il tempo dei mostaccioli

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Il Buongustaio, la rubrica di Antonio Andreani Tradizionale e tipico dolce della vendemmia, erano i biscotti preferiti da San Francesco. Si preparano in tutta l'Umbria, ma ogni nonna ha la sua ricetta segreta

di Antonio Andreani – Enogastronomo docente di antropologia e merceologia alimentare Università dei Sapori

Ancora qualche giorno e sarà tempo di vendemmia e, mani in pasta, si faranno i tradizionali mostaccioli di San Francesco. Si dice siano i dolci preferiti dal santo.

La loro storia comincia dalla lunga e forte amicizia che legò il poverello di Assisi alla nobildonna romana Jacopa de' Settesoli. Un giorno, ospite presso la residenza della signora a Roma, assaggiò per la prima volta questi dolcetti che la donna aveva preparato in occasione della sua visita. "Boni e profumosi": così Francesco definì quei biscotti che, negli anni a seguire, confessando tutta la sua debolezza, considerò un vero e irresistibile peccato di gola. Tanto che, giunto ai suoi ultimi giorni, fece recapitare alla cara amica (che ormai chiamava affettuosamente 'Frata Jacopa') una missiva, con la quale chiedeva di fargli al più presto visita in quel di Santa Maria degli Angeli, portando con sé un telo per avvolgere le sue spoglie per la sepoltura, delle candele e quei "boni biscotti". Frata Jacopa lo raggiunse con solerzia per portare conforto e i buoni mostaccioli.

Tradizionale e tipico dolce del periodo della vendemmia, si prepara con pasta di pane, mosto d’uva, zucchero, mandorle tritate e semi di anice. L’origine del nome mostaccioli è da attribuire senza ombra di dubbio alla presenza del mosto d’uva, indispensabile ingrediente che dona a questi biscotti il classico color vinaccia e l’inconfondibile profumo vinato. Per dovere d'informazione va comunque detto che già in epoca romana si preparava un dolce simile, per forma e sapore, col nome di "Mortarioli", probabilmente perché le mandorle venivano sbriciolate nel mortaio.

Ma oggi non è certo l’origine del nome di questi buonissimi dolcetti a far discutere, bensì la loro bontà. Si preparano un po' in tutta l’Umbria, con leggere differenze negli ingredienti e nelle quantità che si impiegano per farli. Differenze unicamente legate alle personali e segrete ricette delle nonne. Con ognuna di queste si ottiene un risultato assolutamente gustoso. Questi dolcetti, fatti in casa e rigorosamente a mano, sono l’orgoglio di tutte le mamme che li preparano per la propria famiglia e, molto generosamente, per regalarli a vicini di casa, parenti e amici. Durante questo periodo pre-autunnale si crea una vera e propria rete di scambio di mostaccioli, molto graditi a tutti per la loro bontà e genuinità.

Semplici e allo stesso tempo raffinati, sono deliziosi tal quali o in abbinamento con un liquore, come ad esempio il vecchio e glorioso vermouth, magari rosso. Ma serviti con un bicchierino di rosolio di cannella, creando un’atmosfera un po' retrò, oserei dire che sono sublimi.

gastronomiaandreani.blogspot.it

residenzelalberata.com

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