Movida da bere: come riconoscere i migliori cocktail

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I consigli del barman Emilio Sabbatini per scegliere il cocktail più appropriato per ogni momento della giornata. Un viaggio nel gusto dei classici più diffusi

di Filippo Benedetti Valentini

Aromatici, freschi, energetici. I cocktail sono le bevande più richieste da chi ama bere con gusto. Dolci e ricchi di aromi, sono sempre ottimi compagni per i momenti di relax che ci concediamo da soli, con gli amici o per un appuntamento romantico. Ma devono essere fatti a regola d'arte e trovare un barman che ci sappia fare sul serio non è facile. Così ci siamo rivolti a Emilio Sabbatini, Chef de Bar e docente dell'Università dei Sapori di Perugia, che ci ha dato qualche consiglio pratico per scegliere i cocktail più adatti per ogni occasione e riconoscere quelli fatti come si deve.

Intanto, i cocktail non sono necessariamente stagionali, meglio dire che ogni momento della giornata ha il suo. D'estate è preferibile non darci troppo dentro con l'alcol, per stare leggeri e tornare a casa con le proprie gambe. Con le alte temperature, il consiglio dell'esperto è sbizzarrirsi con la frutta fresca, bibite e vini spumanti. Sempre ricordando che un buon cocktail è un'armonia equilibrata: nessun ingrediente deve mai sovrastare l'altro, creando una bevanda dal sapore introvabile in un'unica bottiglia.

Qualche classico per tutti i palati. Tra i più comuni il Negroni (Gin, Campari, Vermouth rosso), Americano (Campari, Vermouth rosso, soda), Daiquiri (Rum bianco, succo di lime, sciroppo di zucchero), Margarita (Tequila, Cointreau, succo di lime) e Sidecar (Cognac, Triple sec, succo di limone). Sono gli aperitivi intramontabili, da sorseggiare sempre accompagnati da stuzzichini delicati: pizzette, noccioline, crostini al paté di verdura o pesce e finger food non troppo saporiti. Fatevi guidare sempre dal gusto, ricordando che l'aperitivo non deve sostituire il pasto, bensì iniziarlo. Quindi cocktail corti, secchi e a base di distillati mescolati a succhi di frutta. Per un 'apericena' l'ormai classico Spritz (Aperol, Prosecco, soda, arancia) che, servito in ampie coppe con molto ghiaccio, è una via di mezzo tra l'aperitivo e la bevanda da sorseggiare a pasto.

Una serata in compagnia di amici è tutta un'altra storia. In questo caso meglio un digestivo con buona base alcolica come il Gin Fizz (Gin, succo di limone, sciroppo di zucchero, soda), Cuba Libre (Rum bianco, cola) o l'esotico Singapore Sling (Gin, Cherry Brandy, succo di limone, succo d'arancia, soda, angostura). Long drink dissetanti, come Campari e succo d'arancia o Amaretto di Saronno e Ginger ale, o ancora un pestato rinfrescante come il Mojito (Rum bianco, succo di lime, zucchero di canna, menta fresca). Una serata romantica, poi, richiede gusto intenso, colore e una bella decorazione. Provate un Casino (Old Tom Gin, Maraschino, orange bitter, succo di limone), magari decorato con un twist di limone e ciliegina rossa. Oppure un Tequila Sunrise (Tequila, succo d'arancia, granatina), inconcepibile senza la decorazione di una succosa fetta di arancia e qualche frutto a bacca rossa. Per una festa o una serata in discoteca sono più indicati long drink dagli aromi poco complessi, evitando le preparazioni molto alcoliche: Gin Tonic e Vodka Lemon i più richiesti. La curiosità è il miglior mezzo per sperimentare il gusto: cercate in questo elenco la formula più adatta alla vostra personalità.  

Ma non c'è ricetta che tenga, quando il cocktail è preparato da un barman che sappia il fatto suo, il godimento è assicurato. Sapori equilibrati, sempre. Diffidate da quelli troppo aggressivi. Poi la scelta di ottime materie prime (alcolici, sciroppi e frutta) e la capacità di consigliare al cliente la bevanda più adatta al suo palato. Ancora: "Se sono nel locale giusto me ne accorgo prima di tutto guardandomi intorno: cortesia e ordine nella disposizione delle bottiglie sono i primi dettagli che attestano la professionalità di un barman", dice Sabbatini. Infine, aguzzate la vista sui suoi movimenti durante la preparazione: uno bravo non è mai impacciato, padroneggia le tecniche di preparazione e sceglie sempre il bicchiere giusto. Perché la forma è sempre il miglior biglietto da visita di un buon professionista. Ora, bevete e godetevi la festa.

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