Ogm, accordo Ue. Decideranno gli Stati se coltivarli o meno

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Raggiunta l'intesa a Lussemburgo. Saranno i Paesi membri a decidere sulla coltivazione degli Organismi geneticamente modificati. Ma Slow Food e Greenpeace avvertono: "E' una trappola"

di Redazione

Organismi geneticamente modificati, o semplicemente Ogm. Dopo un dibattito durato quattro anni, è arrivato l'accordo: gli Stati membri dell'Unione Europea saranno liberi di decidere se coltivarli o vietarli, parzialmente o completamente. Il testo di legge, presentato dalla Grecia, modifica quindi la precedente direttiva europea 2001/18 e dà una certa flessibilità su una questione molto delicata. Soddisfatto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, che dichiarando apertamente il no dell'Italia agli Ogm, scherzosamente l'aveva definita su Twitter una partita da vincere, come quelle dei Mondiali di calcio. Un gol è stato segnato ma la palla è ancora in campo. Manca ancora l'accordo con il nuovo Parlamento europeo.

Spetta infatti alla Presidenza italiana concludere l'iter nei tempi più brevi possibile. Insiste Galletti: "Chiedo a ogni Paese Ue un aiuto per arrivare a chiudere entro fine anno il dossier. Dall'Italia c'è il massimo impegno e credo che se riuscissimo a raggiungere questo obiettivo, daremmo un segnale molto forte di unità dell'Europa".

Il testo, però, non convince Slow Food e Greenpeace. In una nota congiunta viene definito "una trappola per i Paesi che non vogliono gli Ogm, perchè il testo dà poche garanzie di reggere in sede legale". "Il disegno di legge al vaglio dei Ministri – fanno sapere le due associazioni – non solo darebbe alle aziende biotech un ruolo formale nel processo per vietare gli Ogm, ma impedisce agli Stati membri di usare motivazioni connesse ai rischi per la salute e l’ambiente".

La richiesta agli europarlamentari è, quindi, quella di "rafforzare la legge in modo da garantire agli Stati contrari alla coltivazione di Ogm di poterla effettivamente vietare sul proprio suolo. In questo contesto – ribadiscono Slow Food e Greenpeace – il semestre della Presidenza italiana del Consiglio Ue, che inizierà a luglio, deve essere l’occasione per affermare un ruolo da protagonista del nostro Paese per salvaguardare agricoltura, ambiente ed economia italiana dai pericoli degli Ogm".

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