Olio 100% italiano, e invece è straniero. Indagine per frode in Puglia

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Sequestrate 7.000 tonnellate di olio. Usata la nuova Tac: in etichetta 100% italiano, ma le analisi dicono Marocco, Tunisia, Turchia e Siria

di Redazione

olio indagineUn altro attacco al food system del Made in Italy. Ancora l’olio al centro di scandali e operazioni truffaldine dell’agroalimentare italiano. Questa volta con l’accusa di una etichetta non proprio trasparente: olio spacciato come “extra vergine 100% italiano” proveniente in realtà da diversi Paesi del Mediterraneo. Sei persone sono indagate per i reati di frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, in concorso tra loro.

Sono i primi risultati dell’operazione svolta dal Corpo forestale dello Stato nel brindisino e nel barese che ha visto impegnati, da questa mattina 3 dicembre, un centinaio di Forestali in perquisizioni, ispezioni e sequestri di lotti riconosciuti come falso olio extravergine di oliva autenticamente italiano. I Forestali hanno effettuato i controlli su molte aziende con sede a Fasano, Grumo Appula e Monopoli, come pure su un laboratorio di certificazione con sede in quest’ultimo comune.

Gli investigatori del Naf, specializzati nella lotta alle frodi agroalimentari, si sono rivolti all’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (Cnr – Ibbr) di Perugia per stabilire l’origine geografica di molte partite di olio extra vergine di oliva etichettato come “100% italiano”. E’ stata quindi utilizzata la tecnica del riconoscimento del Dna delle cultivar di olivo presenti nell’olio: una tecnica molto innovativa, che è stata presentata proprio a Bari, il 1 dicembre scorso.

Come funziona la Tac dell’olio

Il macchinario è stato realizzato dal gruppo di ricerca del laboratorio di Chimica Generale ed Inorganica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento. Lo strumento utilizza la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (Nmr), in combinazione con l’analisi statistica multivariata, per scoprire la reale identità dell’olio di oliva e smascherare le frodi. Il campione di olio viene diluito in cloroformio deuterato e trasferito in un tubo per la risonanza magnetica nucleare, dove viene analizzato in circa 10 minuti. In pratica, la Tac “fotografa” tutto quello che c’è dentro l’olio, creando un’immagine che viene visualizzata su un monitor. Qui, il campione viene confrontato con quelli contenuti nel database di riferimento, dove sono presenti le differenti varietà di oli italiani, per capire se ha le stesse caratteristiche, oppure no.

La maxi frode ha interessato un quantitativo di circa 7.000 tonnellate di olio. I risultati delle analisi incrociati con quelli sulla tracciabilità ricavati dai registri informatici hanno permesso di accertare che migliaia di tonnellate di olio ottenuto mediante la miscelazione di oli presumibilmente extravergini provenienti anche da Paesi extra Unione Europea come Siria, Turchia, Marocco e Tunisia venivano venduti sul mercato nazionale e internazionale (Usa e Giappone soprattutto) con la dicitura facoltativa 100% italiano, configurando così una frode in danno al Made in Italy.
Le indagini della Forestale continuano e sono mirate anche ad accertare l’effettiva natura dell’olio extra comunitario e la sua genuinità. Ora i controlli dovranno anche verificare eventuali complicità di altre aziende.

LEGGI L’APPROFONDIMENTO SULL’OLIO TUNISINO

Il consumo di olio in Italia e all’estero

A livello mondiale si registra un aumento costante del consumo di olio di oliva che ha fatto un balzo del 50% negli ultimi 20 anni. D’altro canto, secondo uno studio della Coldiretti, gli italiani hanno tagliato del 25% negli ultimi 10 anni gli acquisti di olio di oliva, e i consumi a persona sono scesi a 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.

Così il ministro Maurizio Martina: “L’operazione di oggi dimostra l’efficacia del nostro sistema di controlli che abbiamo rafforzato in tutti i passaggi della filiera. Chi danneggia un settore così strategico come quello dell’olio va punito con la massima severità. È fondamentale fare chiarezza per tutelare i consumatori e le migliaia di aziende oneste che contribuiscono al successo del Made in Italy nel mondo. È una battaglia che portiamo avanti quotidianamente, come dimostrano gli oltre 10.000 controlli dallo scorso anno a oggi effettuati dai nostri organismi di controllo su tutto il territorio nazionale”.

Dopo la notizia della maxi operazione del Corpo Forestale, Coldiretti mette l’accento sull’invasione di olio di oliva tunisino parlando di “importazioni aumentate del 734% nel 2015”. Quest’anno la produzione italiana registra un ottimo risultato dal punto di vista qualitativo, pari a circa 299.000 tonnellate in aumento, rispetto ai risultati disastrosi dello scorso anno (dati Istat relativi ai primi 8 mesi del 2015).

“Di fronte all’aggressione in atto nei confronti di un prodotto simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea bisogna stringere le maglie della legislazione con l’attuazione completa di norme già varate con la ‘legge salva olio’, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “A preoccupare – continua Coldiretti – è anche il via libera annunciato dalla Commissione Europea all’aumento del contingente di importazione agevolato di olio d’oliva dal Paese africano verso l’Unione europea fino al 2017”.

 

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